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quinta-feira, 30 de março de 2017

No Joke: April Fools' Comet to Pass Closest to Earth Since Discovery

Space.com


No Joke: April Fools' Comet to Pass Closest to Earth Since Discovery
Comet 41P/Tuttle-Giacombini-Kresák zooms past the barred spiral galaxy NGC 3198 in this photo taken by astrophotographer Chris Schur on March 14. At the time, the glowing, green comet was about 16 million miles (25 million kilometers) from Earth. This "April Fool's Day Comet" will make its closest approach on April 1, passing within 13.7 million miles (22 million km) of the Earth. NGC 3198, also known as Herschel 146, may appear close by, but it lies 47 million light-years away in the constellation Ursa Major.
Credit: Chris Schur/www.schursastrophotography.com
An unusually favorable opportunity to view a famous periodic comet in small telescopes comes during the next couple of weeks, when  passes closer to Earth than at any return since its discovery in 1858.
The comet's perihelion point, which is that part of its orbit taking it closest to the sun, lies just outside Earth's orbit. This year, the perihelion passage occurs April 12, when the comet will be 97.1 million miles (156.3 million kilometers) from the sun. But because the orbit of the comet nearly parallels the orbit of Earth at this point, there will be a six-day period — from March 29 through April 3 — when Tuttle-Giacobini- Kresák will be very near to its closest point to Earth. 
The comet will, in fact, be closest to Earth on April Fools' Day (April 1); just about 13.2 million miles (21.2 million km) away.

quinta-feira, 4 de agosto de 2016

Il Sole sta ingoiando una cometa


La cometa della famiglia di Kreutz che si sta avvicinando al sole (fonte: Soho/Nasa/Esa)La cometa della famiglia di Kreutz che si sta avvicinando al sole (fonte: Soho/Nasa/Esa)
Il Sole sta ingoiando una cometa e il fenomeno è il più spettacolare degli ultimi 21 anni. Le foto della cometa 'suicida' sono state catturate dall'Osservatorio solare Soho (Solar and Heliospheric Observatory) gestito da Nasa e Agenzia Spaziale Europea (Esa). ''E' eccezionale'' ha scritto su Twitter l'astronomo Karl Battams del Naval Research Laboratory a Washington. ''E' una delle più brillanti comete radenti degli ultimi 21 anni'', ha aggiunto. Secondo l'astronomo in questo momento ''questa cometa è probabilmente il corpo celeste più veloce del Sistema Solare, perché sta sfrecciando a circa 450 chilometri al secondo''.

La cometa evaporerà velocemente nel corso delle prossime ore: “si disintegreranno anche le rocce, non solo i ghiacci” ha detto Battams. Il corpo celeste fa parte della famiglia delle comete suicide di Kreutz (Kreutz sungrazers), che sono i frammenti di una cometa gigante che si è frantumata secoli fa e prendono il nome dall'astronomo tedesco Heinrich Kreutz che le ha studiate nell'800. I frammenti di questa cometa passano vicinissimi al Sole e si disintegrano quasi ogni giorno ma in genere sono troppo piccoli per essere visti. Frammenti grandi e brillanti come quello che sta per essere ingoiato dal Sole sono quindi eccezionali perché rari.

www.ansa.it


segunda-feira, 30 de maio de 2016

Cientistas detectam em cometa dois ingredientes-chave para a vida

Imagem do cometa 67P/Churyumov–Gerasimenko foi capturada pela câmera da sonda Rosetta de uma distância de cerca de 170 km em julho de 2015 (Foto: ESA/Rosetta/MPS)

Cientistas conseguiram detectar em um cometa a presença de dois ingredientes fundamentais para a vida: a glicina - um aminoácido - e o fósforo, segundo estudo de pesquisadores europeus, divulgado nesta sexta-feira (27).
O achado foi realizado no 67P/Churyumov-Gerasimenko (ou simplesmente 'Chury'), um cometa descoberto no fim dos anos 1960 por cientistas ucranianos, e que é investigado pela sonda europeia Rosetta.
Ainda que tenha sido detectada a presença de mais de 140 moléculas orgânicas diferentes no espaço, é a primeira vez que são encontrados "com total certeza" estes elementos, essenciais para o desenvolvimento do DNA e das membranas celulares.
Traços de glicina, necessários para formar proteínas, já haviam sido encontrados nos restos da cauda do cometa Wild 2, que a Nasa conseguiu obter em 2004.
Mas naquele momento, os cientistas não puderam descartar por completo a possibilidade de as amostras terem se contaminado de alguma maneira durante a análise feita na Terra.
O achado agora permite confirmar a existência de glicina e fósforo nos cometas. Os resultados desta investigação, obtidos graças a Rosina, espectrômetro da sonda Rosetta, foram publicados na revista americana Science Advances.
"Trata-se da primeira detecção com total certeza de glicina na atmosfera de um cometa", assinalou Kathrin Altwegg, da Universidade de Berna (Suíça), chefe do projeto Rosina e autora do trabalho.
Reservatórios
É muito difícil detectar a glicina, pois ela passa do estado sólido ao gasoso abaixo dos 150 graus Celsius, o que significa que este aminoácido se decompõe na forma gasosa na fria superfície do cometa.

Diferentemente de outros aminoácidos, a glicina é a única que pode se formar sem a necessidade da presença de água em estado líquido, assinalaram os cientistas.
A origem do fósforo detectado na fina atmosfera do cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko não foi determinada, acrescentou a investigação.
"Demonstrar que os cometas são reservatórios de materiais primitivos do sistema solar e que eles podem transportar esses ingredientes-chave para a vida na Terra é um dos principais objetivos da Rosetta", assinalou o cientista encarregado desta missão da Agência Espacial Europeia, Matt Taylor.
Da AFP/g1.globo.com

sábado, 7 de maio de 2016

Un frammento della Terra ai confini del Sistema Solare

Rappresentazione artistica della cometa C/2014 S3/Panstarrs (fonte: ESO/M. Kornmesser)Rappresentazione artistica della cometa C/2014 S3/Panstarrs (fonte: ESO/M. Kornmesser)
La cometa C/2014 S3/Panstarrs potrebbe essere un frammento della Terra scagliato ai confini del Sistema Solare. Racchiude la memoria dell'epoca in cui la Terra stava nascendo, insieme agli altri pianeti del Sistema Solare: faceva parte del 'calderone' di materiali che si trovavano allora in quell'embrione si sistema planetario, ma poi la sua orbita è stata deviata ed è stata scagliata verso la zona più esterna. La scoperta, pubblicata sulla rivista Science Advances, si deve al gruppo dell'universita' delle Hawaii coordinato da Karen Meech. 

I ricercatori hanno verificato che questo antico corpo roccioso è un vero e proprio archivio cosmico, confinato per un lunghissimo periodo ai confini del Sistema Solare, nella nube di Oort, e 'paralizzato' dall'ambiente gelido. Tanto che Meech lo ha definito il primo 'nomade' del Sistema Solare "non cotto, preservato nel miglior freezer possibile''.

I ricercatori hanno osservato la cometa con il Very Large Telescope (Vlt) dell'Osservatorio Europeo Meridionale (Eso) e con il telescopio Cfh (Canada-France-Hawaii) e hanno notato che non aveva la caratteristica coda delle altre comete che provengono dai confini del Sistema Solare, che si forma quando si avvicinano molto al Sole.

www.ansa.it



sábado, 9 de abril de 2016

Dal ghiaccio della cometa i mattoni della vita


RICREARE le condizioni dello spazio interstellare agli albori del Sistema solare, e ottenere in laboratorio i "mattoni" della vita. Zuccheri, come il ribosio, indispensabili alla formazione delle molecole biologiche come il "braccio destro" del Dna, l'Rna. C'è riuscita un'équipe coordinata da Cornelia Meinert, dell'università di Nizza Sophia-Antipolis e del Centro nazionale francese per la ricerca (Cnrs), e i risultati del lavoro sono descritti su Science. Un traguardo che dovrebbe rendere più semplice la ricerca di molecole organiche nelle comete delle quali sono stati raccolti dei campioni, come Wild-2, e analizzare i dati relativi alla cometa 7P/Churyumov-Gerasimenko della missione europea Rosetta.

"L'esperimento conferma che i corpi celesti come le comete non sono semplici trasportatori di molecole, ma delle vere e proprie fabbriche chimiche in grado di produrle nelle più svariate condizioni sperimentali" ha osservato il chimico organico Raffaele Saladino, dell'università della Tuscia.

I ricercatori hanno dunque simulato le condizioni presenti mentre il Sistema solare stava nascendo, quando i grani di ghiaccio e polveri non si erano ancora aggregati fra loro per formare i nuclei delle comete, ed erano costantemente bombardati dai raggi ultravioletti prodotti dal giovanissimo Sole. Per ottenere in laboratorio i grani ghiacciati delle comete i ricercatori hanno usato una miscela di acqua, metanolo e ammoniaca e l'hanno fatta congelare alla temperatura di circa 200 gradi sotto lo zero.

Quando i grani sono stati bombardati con i fasci ultravioletti, prodotti dalsincrotrone francese Soleil, si è formato

un composto organico ricco di zuccheri. Fra questi, oltre al ribosio, molti zuccheri coinvolti nella produzione di energia nelle cellule vegetali e animali. Secondo Saladino, il test è interessante soprattutto per l'origine dell'apparato che assicura il carburante alle cellule.
www.repubblica.it

terça-feira, 1 de dezembro de 2015

A dicembre il cielo delle feste si 'accende' con la cometa Catalina

E la Luna 'gioca a nascondino' con Aldebaran


La cometa Catalina si affaccerà nel cielo di Natale, ma sarà visibile solo con l'aiuto di un binocolo (fonte: NASA/JPL-Caltech)La cometa Catalina si affaccerà nel cielo di Natale, ma sarà visibile solo con l'aiuto di un binocolo (fonte: NASA/JPL-Caltech)

Il cielo di dicembre è pronto a festeggiare Natale, naturalmente con una cometa, e Capodanno, quando la Luna sorgerà in compagnia di Giove. A fare da 'apertivo', il 23 dicembre, sarà la replica dell'evento astronomico avvenuto in ottobre: la Luna giocherà ancora una volta 'a nascondino' con la stella Aldebaran. Ad anticipare le novità del cielo di fine 2015 è l'Unione Astrofili Italiani (Uai).

La sera di mercoledì 23 dicembre, tra le 19.05 e le 20.08, la Luna incrocerà nuovamente la posizione della stella più luminosa della costellazione del Toro, Alpha Tauri o Aldebaran. Con una massa pari a 1,7 volte quella del Sole e 500 volte più luminosa della nostra stella, Aldebaran scomparirà gradualmente dietro il disco della Luna a partire dalle 19,05.

La Luna occulterà la stella iniziando da Est, cioè dal lato scuro del satellite; dopo circa un'ora, alle 20,08, Aldebaran ricomparirà a destra, a Ovest, dalla parte illuminata, approssimativamente a metà del disco lunare. Se il cielo sarà sereno, tutti potranno osservare facilmente a occhio nudo questo evento suggestivo. Sarà visibile da tutta Italia, guardando verso Est-Sud.Est, rilevano gli astrofili della Uai. 

La cometa di Natale si chiama Catalina e, salvo imprevisti, sarà probabilmente visibile solo con l'aiuto di un binocolo, nelle ore che precedono dell'alba. A salutare Capodanno, invece, arriveranno la Luna e Giove, che nella notte del 31 dicembre sorgeranno insieme. Per tutto dicembre. infine, i pianeti continueranno ad essere protagonisti nella seconda parte della notte, con Giove, Marte e Venere.

www.ansa.it

quinta-feira, 13 de agosto de 2015

Rosetta, fotografato l'incontro 'esplosivo' della cometa con il Sole

Il calore libera un potente getto di gas

13 agosto, 17:50
L'avvicinamento al Sole della cometa 67P/Churyumov–Gerasimenko (fonte: ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA)
L'avvicinamento al Sole della cometa 67P/Churyumov–Gerasimenko (fonte: ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA)
Una grande luminosa esplosione sulla superficie della cometa 67P/Churyumov–Gerasimenko: è quello che mostrano le prime straordinarie immagini della cometa di Rosetta che 'saluta' il Sole.


L'esplosione è causata dall'emissione di un getto di gas dovuto all'evaporazione del ghiaccio. La sonda Rosetta dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa) ha fotografato la cometa durante l'avvicinamento al Sole, avvenuto nella notte alle 4,03, alla distanza di 185 milioni di chilometri.


''L'attività della cometa rimarrà alta per molte settimane e siamo impazienti di cogliere sul fatto molti getti'', osserva dice Nicolas Altobelli, che lavora alla missione Rosetta.


Le osservazioni di Rosetta mostrano che la cometa sta scagliando nello spazio fino a 300 chilogrammi di vapore acqueo (come due vasche da bagno colme d'acqua) al secondo. Il gas emesso dalla cometa è mille volte maggiore rispetto a quello osservato nell'agosto del 2014, quando Rosetta ha raggiunto la cometa. Allora, si registrava la perdita di 300 grammi di vapore al secondo, l'equivalente di due piccoli bicchieri di acqua.



La cometa non sparge nello spazio solo gas, ma polveri. Si stima la perdita di 1.000 chilogrammi di polveri al secondo e questo potrebbe metter a rischio il lavoro di Rosetta. Per questo nei giorni scorsi i responsabili della missione sono stati costretti ad allontanare la sonda dalla cometa. ''Siamo attualmente a una distanza compresa tra 325 e 340 chilometri, in una regione dove i sensori di navigazione di Rosetta possono funzionare senza essere disturbati dalle polvere'', dice Sylvain Lodiot, direttore delle operazioni dei veicoli spaziali dell'Esa. Se le polveri sono eccessive, aggiunge, questi sensori non funzionano correttamente e Rosetta non può posizionarsi nello spazio.



Da quando Rosetta ha raggiunto la cometa, la sta accompagnando nella sua orbita intorno Sole. Durante l'avvicinamento al Sole, che ha raggiunto il suo culmine questa notte, l'aumento della luce solare ha riscaldato il nucleo e ha 'accesso' la cometa. Il calore scioglie il ghiaccio e lo trasforma rapidamente in gas provocando getti e flussi di vapore e polveri che si diffondono nello spazio dando forma a chioma e coda della cometa.


www.ansa.it/scienza

Cometa Tchouri e sonda Rosetta alcançam ponto mais próximo do Sol

Sonda busca origens da vida na Terra. 
É a 1ª vez que sonda acompanha cometa até ponto mais próximo do Sol.

Da AFP
Imagem divulgada pela Agência Espacial Europeia em 12 de junho mostra o cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko pelas lentes da Sonda Rosetta (Foto: ESA/Rosetta/NavCam )Imagem divulgada pela Agência Espacial Europeia em 12 de junho mostra o cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko pelas lentes da Sonda Rosetta (Foto: ESA/Rosetta/NavCam )
O cometa "Tchouri" - acompanhado pela sonda europeia Rosetta - alcançou nesta quarta-feira (12) o ponto mais próximo ao Sol em sua trajetória, uma nova etapa em sua missão de busca pelas origens da vida na Terra.
Às 23h03, pelo horário de Brasília, o cometa atingiu seu periélio, o ponto mais próximo ao Sol de sua órbita elíptica de seis anos e meio. O cometa 67P/Tchouriumov-Guerasimenko se encontra a 186 milhões de quilômetros do Sol e a 265 milhões de quilômetros da Terra.
É a primeira vez que uma sonda espacial acompanha um cometa até o ponto mais próximo do Sol.
Os cientistas esperam que os jatos de gás muito poderosos sob o efeito do calor permitam a captura de partículas orgânicas deixadas pela formação do sistema solar e presas há 4,6 milhões de anos no gelo do "Tchouri".
Os cometas são pequenos corpos do sistema solar constituídos de um núcleo feito de gelo, de materiais orgânicos e pedras, e cercado de poeira e gás.
Ao se aproximar do Sol, o gelo subterrâneo do cometa se transforma em vapor, provocando tempestades de gás e poeira e projetando partículas.
"Este é o momento de mais ação", declarou à agência France Presse Mark McCaughrean, assessor científico da Agência Espacial Europeia (ESA).
GIF Pouso Cometa Rosetta (Foto: Editoria de Arte/G1)
Forma de pato
Devido à sua forma, o "Tchouri" é muitas vezes comparado a um pato. O cenário mais emocionante, segundo o cientista, seria se o "pescoço de pato" se quebrasse revelando o material enterrado.

"Este seria realmente o Santo Graal... ver o interior do cometa", afirmou entusiasmado McCaughrean, mesmo que a maioria dos cientistas acreditem que o cometa não é tão instável a ponto de se quebrar.
Após atingir o periélio, o 67P/Tchouriumov-Gerasimenko se afasta do Sol seguindo uma longa curva elíptica de sua órbita de seis anos e meio.
"Estamos à procura de matérias-primas virgens que podem escapar" da parte de baixo da camada de poeira deixada pelo último periélio, explica Mark McCaughrean.
Novas informações
O robô espacial europeu Philae permanece em silêncio há mais de um mês, e caberá à sonda Rosetta capturar essas partículas.

Rosetta está atualmente localizada a cerca de 300 km do cometa e não pode chegar mais perto sem o risco de ficar perdida na tempestade de gás.
Os instrumentos da Rosetta podem coletar partículas, mesmo em sua distância atual, mas em concentrações muito baixas, e "ela não poderia pegar os raros", segundo McCaughrean.
Os cientistas também podem, graças a fotos tiradas por Rosetta, comparar a aparência do cometa antes e depois do periélio.
Estas imagens, as amostras de gás e outras medições feitas pela sonda devem trazer novas informações sobre a composição do cometa e o seu ciclo.
O Philae está estacionado no cometa desde o seu pouso turbulento, em 12 de novembro de 2014. Após sete meses de hibernação, voltou a fazer contato com Rosetta em oito ocasiões.
Mas desde 9 de julho, data de seu último sinal, permanece em silêncio.
"Philae pode estar ativo... mas como não temos nenhum contato, não sabemos nada de sua condição", disse à AFP Patrick Martin, chefe da missão Rosetta.
Quando o cometa se afastar do sol e suas tempestades de gás se acalmarem, os cientistas esperam chegar perto e restabelecer contato com o pequeno robô precioso.
www.g1.globo.com

quinta-feira, 2 de julho de 2015

Sonda Rosetta descobre grandes buracos em superfície de cometa

Da Reuters
Imagem do cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko feita por sonda Rosetta mostra buracos na superfície  (Foto: Vincent et al., Nature Publishing Group, ESA via AP)Imagem do cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko feita por sonda Rosetta mostra buracos na superfície (Foto: Vincent et al., Nature Publishing Group, ESA via AP)
O cometa que está sendo estudado pela espaçonave europeia Rosetta tem gigantescos buracos em sua superfície, grandes o suficiente para encobrir a pirâmide de Gizé, no Egito, de acordo com pesquisa publicada nesta quarta-feira (1º).
Cientistas suspeitam que esses fossos foram formados no colapso de materiais com a superfície do cometa, semelhante aos buracos na Terra, mostrou um estudo publicado na revista científica "Nature".
As cavidades do cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko, orbitado pela Rosetta desde agosto, são enormes, alongando-se por cerca de 200 metros em diâmetro e 180 em profundidade. A pirâmide egípcia, em comparação, possui 230 metros de largura por 140 de altura.
A descoberta deve ajudar cientistas a compreender melhor como cometas se formaram e evoluíram.
“Encontrar os buracos foi uma surpresa total”, disse o físico espacial Paul Weissman, do Laboratório de Propulsão a Jato da Nasa, na Califórnia.
Cientistas estudaram a presença de grandes crateras em cometa (Foto: Vincent et al., Nature Publishing Group, ESA via AP)Cientistas estudaram a presença de grandes crateras em cometa (Foto: Vincent et al., Nature Publishing Group, ESA via AP)

quarta-feira, 24 de junho de 2015

La missione Rosetta prolungata di 9 mesi

La missione Rosetta prolungata di 9 medi (fonte: per la sonda ESA/ATG medialab; per la cometa ESA/Rosetta/NAVCAM)
La missione Rosetta prolungata di 9 medi (fonte: per la sonda ESA/ATG medialab; per la cometa ESA/Rosetta/NAVCAM)
La missione Rosetta è stata prolungata di nove mesi: anzichè concludersi alla fine del 2015, come previsto, continuerà ad accompagnare la sua cometa fino alla fine di settembre 2016. 

Lo ha deciso oggi il Comitato per i programmi scientifici dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa). Questo significa che la sonda continuerà a seguire la cometa 67/P Churyumov-Gerasimenko anche quando questa si starà allontanando dal Sole, raccogliendo ulteriori dati scientifici.


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quarta-feira, 25 de fevereiro de 2015

Una cometa misteriosa sopravvive 'sfiorando' il Sole





Una cometa 'misteriosa' si è avvicinata al Sole senza disintegrarsi ed è diventata un rompicapo per gli astronomi. Non appartiene infatti a nessuna delle comete suicide finora note, che finiscono la loro esistenza tuffandosi nella nostra stella. Invece la cometa è riemersa intatta dal pericoloso avvicinamento, come mostrano le immagini dell'osservatorio solare Soho, della Nasa. Centinaia di telescopi sulla Terra stanno adesso aspettando che sia di nuovo visibile, al di là del bagliore del Sole.
Foto NASA/SOHO

Chiamata Soho-2875, la cometa si è avvicinata al Sole il 19 febbraio scorso: a prima vista sembrava essere un piccolo oggetto, destinato a disintegrarsi nel calore solare, come la maggior parte delle comete scoperte da Soho. Appartenenti alla cosiddetta famiglia Kreutz, questi oggetti sono frammenti di una cometa gigante.

''L'orbita della cometa sopravvissuta al Sole mostra che l'oggetto non appartiene a questa famiglia'' spiega l'astrofisico Gianluca Masi, responsabile del Virtual Telescope e coordinatore scientifico del Planetario di Roma. Comete che non fanno parte di questa famiglia non sono troppo insolite e passano vicinissime al Sole un paio di volte l'anno. A renderla particolare è il fatto che la vicinanza al Sole avrebbe dovuto distruggerla ma invece il nucleo ha resistito e ora la cometa appare con la sua coda luminosa nelle immagini di Soho. 

Alcuni esperti, rileva Masi, ''ritengono che la cometa possa essere visibile dalla Terra fra un paio di settimane ma abbiamo ancora pochi elementi per fare previsioni di questo tipo''. Secondo l'astrofisico ''la probabilità che la cometa si possa vedere da Terra con telescopi è verosimile ma ancora non si può dire quando e neanche quanto sarà brillante''.



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sexta-feira, 23 de janeiro de 2015

Rosetta scopre il passato violento della sua cometa

Le regioni in cui è stata suddivisa la cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko (fonte: N. Thomas et al., SCIENCE, VOL347, ISSUE 6220, 2015)



Scura, polverosa, rivestita di molecole organiche, con un suolo tormentato da crepacci e voragini, e dal passato violento: è il ritratto della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko che emerge dal primo sguardo ravvicinato della sonda Rosetta, dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa). 

Ai risultati la rivista Science dedica uno speciale, con ben sette studi. Molti gli autori italiani, fra cui Alessandra Rotundi dell'università Parthenope a Napoli e dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), Fabrizio Capaccioni dell'Inaf ed Enrico Flamini coordinatore scientifico dell'Agenzia Spaziale Italiana (Asi).

Il ritratto descrive forma, composizione e superficie della cometa, caratteristiche che svelano la sua nascita ed evoluzione. Le scarpate, le fratture e i pozzi della superficie, spiega Flamini, ''ci dicono che la cometa ha sperimentato molti scontri con altri oggetti che l'hanno modellata in questo modo''.

La cometa è inoltre ricoperta da un 'guscio' di materiale organico, osservato dallo strumentoVirtis, di cui è responsabile Capaccioni. Questo strato è costituito da un misto di molecole fra cuiidrocarburi (come etano) e tracce di composti assimilabili ad acidi carbossilici, di cui sono fatti i mattoni delle proteine (gli amminoacidi). Da questi composti si risale a luogo e nascita della cometa. La loro formazione, spiega Capaccioni, ''richiede la presenza di ghiacci di elementi molto volatili, come metanolo o monossido di carbonio, che solidificano solo a basse temperature''. 

La regione dove sono nati questi ghiacci doveva trovarsi a grandi distanze dal Sole, come la fascia di Kuiper, nelle prime fasi di formazione del Sistema Solare, circa 4,5 miliardi di anni fa. Inoltre ciò farebbe supporre che la cometa possa contenere, ''tracce dei composti primordiali o addirittura precedenti alla formazione del Sistema solare''. 

Novità arrivano anche dall'analisi dei grani con lo strumento Giada (Grain Impact Analyser and Dust Accumulator) di cui è responsabile scientifica Rotundi. ''Il rapporto fra polvere e gas - dice Rotundi - mostra che la chioma per ora è formata più da polvere (80%) che da gas (20%) e suggerisce quindi che sia una cometa molto polverosa''. Se dai primi dati si è ottenuto un ritratto così dettagliato c'è molta attesa dalle nuove informazioni che sta mandando Rosetta: fra i misteri da sciogliere vi è il possibile 'puzzle cosmico' all'origine della cometa.

La forma, due lobi uniti da un 'collo', fa supporre che la cometa sia formata da due corpi distinti. I primi dati sulla chioma sembrano andare in questa direzione, perché si osservano emissioni non omogenee con picchi di gas diversi. La prova definitiva, per Flamini, potrà arrivare dal radar su Rosetta e sul lander Philae che potrà mostrare se vi è un punto di saldatura nel nucleo.


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sexta-feira, 9 de janeiro de 2015

Occhi in su per la cometa più brillante dell'anno

Spettacolo assicurato nel cielo, con la cometa più brillante del 2015. In questo periodo la C/2014 Q2 Lovejoy è infatti perfettamente visibile a occhio nudo fin dalle prime ore della serata.

Una cometa da ricordare
Arrivata puntualmente a Natale, la cometa ha raggiunto la distanza minima dalla Terra nel giorno della Befana, il 6 gennaio scorso, avvicinandosi a 70 milioni di chilometri, ma la luce della luna piena le ha rubato la scena. ''La prima cometa dell'anno sta dando il meglio e sicuramente sarà una cometa da ricordare'', osserva l'astrofisico Gianluca Masi, responsabile del Virtual Telescope e coordinatore scientifico del Planetario di Roma. ''Adesso - aggiunge - le condizioni di visibilità sono migliori: non c'è più la luce della Luna a disturbare lo spettacolo e la cometa si vede bene già la sera, a partire dalle 20,00''.


Come osservarla
Per a vedere la C/2014 Q2 Lovejoy basta prendere come punto di riferimento le tre stelle allineate della cintura di Orione, facilmente riconoscibili, e guardare verso Ovest, in direzione della costellazione del Toro. ''Adesso - aggiunge Masi - ha senso tentare di osservare la cometa a occhio nudo e l'ora migliore per farlo è intorno alle 21,30''.


Verso il Sole fino al 30 gennaio
A 'trasformare' la cometa nei prossimi giorni sarà il suo progressivo avvicinamento al Sole fino al 30 gennaio, quando raggiungerà la distanza minima di 190 chilometri. Non è affatto una distanza rischiosa, spiega Masi, e la cometa proseguirà indisturbata il suo viaggio. Ma osservarla sarà sempre più interessante: ''a mano a mano che si avvicinerà al Sole, attraversando la regione più riscaldata della sua traiettoria, la cometa sarà sempre più attiva''.

Cometa senza rivali
Per questo sarà molto difficile che la C/2014 Q2 Lovejoy possa essere superata in luminosità dallealtre due comete dell'anno: la C/2014 Q1 PanSTARRS, che arriverà in giugno, e la Catalina, visibile in dicembre. Tuttavia, considerando il loro carattere imprevedibile, le comete potrebbero riservare sorprese fino all'ultimo momento.


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