quarta-feira, 4 de março de 2015

Cientista brasileira que estuda buracos negros ganha prêmio da ONU

A cientista brasileira Thaisa Storchi Bergmann, professora em Porto Alegre e especialista nas áreas de física e astronomia, está entre as vencedoras do prêmio L’Oréal-Unesco para Mulheres na Ciência.
A láurea é um reconhecimento a mulheres que têm destaque no meio científico e que contribuíram para o avanço em pesquisas.

Thaissa possui doutorado em física pela Universidade Federal do Rio Grande do Sul (UFRGS) e fez pós-doutorado na Universidade de Maryland e no Instituto do Telescópio Espacial.

Atualmente ela é professora associada do Instituto de Física da UFRGS e chefia o departamento de Astronomia e Grupo de Pesquisa em Astrofísica.
Sua área de pesquisa é em astrofísica extragaláctica, com foco nos processos de alimentação e feedback de buracos negros supermassivos em galáxias.
Segundo informações da Rádio ONU (Organização das Nações Unidas), além da brasileira, mulheres cientistas que trabalham no Canadá, China, Marrocos e Reino Unido também receberão o prêmio.
Segundo a Unesco, ainda é preciso avanços para alcançar equilíbrio de gênero na ciência. Apenas 30% dos pesquisadores no mundo são mulheres.

A agência da ONU anunciou que 2015 é o Ano Internacional da Luz e das Tecnologias baseadas em Luzes. Segundo a Unesco, esse ano celebra a ciência e o conhecimento em todo o mundo.

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terça-feira, 3 de março de 2015

Più antiche del previsto le polveri che formano pianeti e vita

Le polveri che hanno dato origine ai pianeti e alle molecole della vita sono più antiche del previsto (fonte: ALMA/ESO)


Le polveri che danno origine ai pianeti e alle molecole della vita sono più antiche del previsto: lo dimostra la scoperta nell'universo giovanissimo di una galassia molto 'polverosa', osservata quando il cosmo aveva solo 700 milioni di anni ovvero circa il 5% della sua età attuale. 

Pubblicata su Nature, la scoperta si deve al gruppo coordinato dall'astrofisico Darach Watson, del Niels Bohr Institute e dell'università di Copenhagen. Alla ricerca ha partecipato anche l'Italia, con Anna Gallazzi, dell'Osservatorio di Arcetri dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf). 

''La scoperta può avere implicazioni sulla formazione dei pianeti, che nell'universo potrebbe essere cominciata prima del previsto'' osserva Gallazzi.

Chiamata A1689-ZD1, la galassia è un'anomalia per il cosmo primordiale, ritenuto, finora, povero di polveri e potrebbe far riscrivere le prime fasi della storia dell'universo. Si immaginava infatti che le prime galassie fossero composte prevalentemente da gas perché la polvere viene 'fabbricata' dai processi di combustione nel cuore delle stelle e poi sparsa nel cosmo quando gli astri muoiono ed esplodono. 

Queste polveri poi si aggregano in nubi da cui nascono nuove stelle. Occorrono molti cicli di questo tipo per osservare la quantità di polveri, pari a circa 40 milioni di masse solari, individuate nella galassia primordiale. La galassia è anche ricca di elementi pesanti come carbonio, silicio, magnesio, ferro e ossigeno, che sono alla base della formazione dei pianeti e delle molecole organiche complesse.

Questi inattesi risultati implicano che il processo di formazione della polvere sia avvenuto nel tempo record di circa 100 milioni di anni e che si sia sviluppato di pari passo alla formazione delle stelle. ''La galassia - spiega Gallazzi - ha una massa di stelle pari a circa un miliardo di volte quella del Sole, un'età media delle sue stelle di circa 80 milioni di anni e un tasso di formazione stellare che ogni anno produce astri per una massa complessiva di 12 soli''.

Individuata dai telescopi spaziali Hubble e Spitzer, la galassia è stata osservata nel dettaglio dai grandi telescopi dell'Osservatorio Europep Australe (Eso) Vlt (Very Large Telescope) e Alma (Atacama Large Millimeter/submillimeter Array).


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Luci misteriose su Cerere, forse riflessi di ghiaccio o sale

Rappresentazione artistica dell'arrivo della sonda Dawn nell'orbita di Cerere (fonte: NASA/ JPL-Caltech)



Riflessi di ghiaccio o sale: ecco cosa potrebbero essere le misteriose luci individuate sulla superficie del pianeta nano Cerere, una ''caratteristica sorprendente e unica nel Sistema solare''. E' quanto emerge dalle nuove immagini ravvicinate scattate dalla sonda Dawn della Nasa, che entrerà in orbita intorno a questo fossile del Sistema solare venerdì 6 marzo alle 13:20 (ora italiana). Ad illustrarle sono i responsabili della missione in una conferenza stampa al Jet Propulsion Laboratory (Jpl) della Nasa in California.

Foto NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA

I punti luminosi di Cerere ''sono estremamente sorprendenti e rappresentano una caratteristica unica in tutto il Sistema solare'', afferma Carol Raymond, fra i responsabili scientifici della missione. La macchia luminosa maggiore è grande il doppio rispetto a quella minore. Entrambe potrebbero essere ''generate da materiali ultra-riflettenti come sali o ghiaccio esposto'': forse, ipotizza Raynold, potrebbero essere legate all'emissione di vapore acqueo notata in passato dal telescopio Herschel dell'Agenzia spaziale europea (Esa), ma la loro vera natura resta ancora tutta da chiarire. Per il momento si esclude che si tratti di un fenomeno di vulcanismo, perchè questi punti non sembrano essere collocati in cima ad una montagna o ad un picco.

Il mistero è destinato a rimanere fitto ancora per parecchie settimane perchè Dawn si nasconderà presto alle spalle di Cerere e riemergerà dalla sua ombra solo a fine aprile: solo allora potrà inviare a Terra i primi dati scientifici della missione. L'attesa è grandissima, anche perchè ''Cerere in passato era simile ai satelliti Europa ed Encelado - precisa Raymond - e quindi ci attendevamo che avesse potenzialità astrobiologiche'', ovvero condizioni adatte ad ospitare forme di vita.


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100 anni fa nasceva Naca, predecessore della Nasa

Da sinistra: il direttore del Jpl William Pickering, James Van Allen e Wernher von Braun con il modello dell'Explorer 1 (fonte: NASA)



La Nasa celebra i cento anni dalla nascita del suo predecessore, il National Advisory Committee for Aeronautics (Naca). L'agenzia federale venne fondata il 3 marzo 1915 per intraprendere, promuovere ed istituzionalizzare la ricerca aeronautica.

gli inizi furono difficili, con un budget molto ridotto e personale non pagato. La Seconda Guerra Mondiale segnò un passaggio importante: i ricercatori del Naca svilupparono infatti molte tecnologie usate ancora oggi, come il carrello retrattile per l'atterraggio.

Negli anni '50 la svolta: la voglia di conquistare lo spazio spinse gli Stati Uniti a trasformare il Naca (con i suoi 7.500 dipendenti e le sue infrastrutture da 300 milioni di dollari) in quella che sarebbe poi diventata l'agenzia spaziale che tutti conosciamo, ovvero la Nasa (National Aeronautics and Space Administration). La transizione venne sancita ufficialmente con un atto firmato il primo ottobre 1958. Le menti più brillanti del Naca passarono alla Nasa, e fu proprio un ex dipendente Naca, Neil Armstrong, il primo uomo a mettere piede sulla Luna.

E' un'eredità di eccellenza, quella della Naca, ha detto l'amministratore capo della Nasa, Charles Bolden in occasione dell'anniversario. Ancora oggi, ha rilevato, ''il nostro impegno è mettere a punto nuovi aerei con motori che consumino sempre meno carburante, meno rumorosi e meno inquinanti. Nello stesso tempo - ha aggiunto - lavorando con i partner dell'industria e del governo, puntiamo a proseguire gli sforzi tesi a migliorare e modernizzare il sistema per il controllo del traffico aereo e a sviluppare nuove generazioni di veicoli''.


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domingo, 1 de março de 2015

L'eclissi di Sole 'oscura' il cielo di marzo

L'eclissi solare del 20 marzo protagonista del cielo di marzo


A marzo sarà il Sole il protagonista indiscusso del cielo: il 20 marzo, in concomitanza con l'equinozio di primavera, è prevista l'unica eclissi totale del 2015 ed anche in Italia lo spettacolo è da non perdere, rileva l'Unione Astrofili Italiani (Uai), anche se l'esclissi sarà solo parziale


Il 20 marzo, quindi, il Sole sarà completamente oscurato solo dalle remote Isole Faeroer e dalle Svalbar, nell'Artico. Tuttavia un 'buio' seppur parziale calerà su tutta l'Europa, Stivale compreso. 


L'eclissi sarà visibile dall'Italia intorno alle 9 del mattino e raggiungerà l'apice intorno alle 10.30(10.26 a Palermo, 10.31 a Roma, 10.32 a Milano), per concludersi definitivamente dopo circa un'ora. Per chi la osserevrà da Milano, vedrà la Luna coprire circa il 70% del disco solare, mentre da Palermo il disco del Sole apparirà oscurato solo per il 55%


Lo spettacolo è comunque garantito da Nord a Sud e per l'occasione la Uai organizza il Sun Party, con eventi in tutta Italia per consentire a tutti, con l'aiuto di esperti e in piena sicurezza, l'osservazione dell'eclissi parziale di Sole 


Lo spettacolo cade in concomitanza dell'equinozio di primavera, il momento astronomico che segna il passaggio alla 'luce': da quel momento le ore di Sole superanno quelle di buio.


A marzo non mancano le sorprese nemmeno dal cielo notturno, che vedrà la presenza sempre più brillante di Venere delle prime ore dopo il tramonto, mentre Saturno tornerà ad affacciarsi nella seconda parte della notte, sempre più alto sull'orizzonte.


La cometa C/2014 Q2 Lovejoy continuerà ad essere la 'regina solitaria' del cielo, tanto che sarà possibile osservarla anche con un piccolo telescopio.

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sábado, 28 de fevereiro de 2015

Buraco negro 12 bilhões de vezes maior que o Sol intriga cientistas

BBC - Astrônomos dizem ter descoberto um gigantesco buraco negro 12 bilhões de vezes maior que o Sol, mas seu tamanho desafia as teorias sobre como esses fenômenos cósmicos se expandem.
Segundo os cientistas, o novo buracro negro foi nomeado SDSS J0100+2802 se formou 900 milhões de anos após o "Big Bang", que teria dado origem ao universo.

Radiação energética

O extraordinário objeto se encontra no centro de um quasar, uma estrutura celeste que gera uma radiação energética um bilhão de vezes mais forte que o Sol.
O problema é que os astrônomos não conseguem explicar como um buraco negro desse tamanho se formou tão cedo na história cósmica, pouco depois do nascimento das estrelas e das galáxias.
A descoberta foi feita por uma equipe internacional de cientistas da Universidade de Pequim, da China, do Instituto Carnegie, dos Estados Unidos, e da Universidade Nacional da Austrália.

Due macchie luminose e misteriose su Cerere

Le due macchie luminose osservate su Cerere (fonte: NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA)



Nuove sorprese dal pianeta nano Cerere: mentre la sonda Dawn della Nasa sta per entrare nella sua orbita ha scoperto due misteriose macchie molto luminose e ravvicinate, all'interno di un cratere. Le ha fotografate dalla distanza di 46.000 chilometri e il mistero sulla loro identità potrebbe trovare una soluzione quando la sonda sarà ancora più vicina al pianetino, dopo l'ingresso nella sua orbita, previsto il 6 marzo.

Le macchie hanno dimensioni e luminosità diverse ''una appare più grande e brillante, l'altra più piccola e debole, ma a quanto pare sono nello stesso bacino'' osserva il responsabile scientifico della missione, Chris Russell, dell'università della California a Los Angeles. ''La loro origine - aggiunge - potrebbe essere vulcanica ma dovremo aspettare immagini scattate a una migliore risoluzione prima di poter effettuare interpretazioni sulla loro natura''. 

La missione, che parla anche italiano, con lo spettrometro Vir (Visual and Infrared Spectrometer) realizzato da Agenzia spaziale italiana (Asi) e Istituto nazionale di astrofisica (Inaf), nei prossimi 16 mesi indagherà su origine ed evoluzione di Cerere e si concentrerà anche su questi punti luminosi. ''La macchia più grande continua ad essere troppo piccola per la nostra macchina fotografica, ma nonostante le sue dimensioni, è più brillante di qualsiasi altra cosa su Cerere. È un fenomeno inaspettato e misterioso per noi'' ha rilevato Andreas Nathues, che partecipa alla missione con l'Istituto tedesco Max Planck per la ricerca sul sistema solare. 

Del diametro di 950 chilometri, Cerere è il corpo celeste più grande della fascia di asteroidi compresa fra Marte e Giove. Prima di raggiungerlo, Dawn ha fatto 'tappa' sul secondo oggetto più grande della fascia, l'asteroide gigante Vesta (del diametro di 525 chilometri), offrendo più di 30.000 immagini che hanno permesso di analizzare la composizione e ricostruire la storia geologica del corpo celeste.


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quarta-feira, 25 de fevereiro de 2015

Una cometa misteriosa sopravvive 'sfiorando' il Sole





Una cometa 'misteriosa' si è avvicinata al Sole senza disintegrarsi ed è diventata un rompicapo per gli astronomi. Non appartiene infatti a nessuna delle comete suicide finora note, che finiscono la loro esistenza tuffandosi nella nostra stella. Invece la cometa è riemersa intatta dal pericoloso avvicinamento, come mostrano le immagini dell'osservatorio solare Soho, della Nasa. Centinaia di telescopi sulla Terra stanno adesso aspettando che sia di nuovo visibile, al di là del bagliore del Sole.
Foto NASA/SOHO

Chiamata Soho-2875, la cometa si è avvicinata al Sole il 19 febbraio scorso: a prima vista sembrava essere un piccolo oggetto, destinato a disintegrarsi nel calore solare, come la maggior parte delle comete scoperte da Soho. Appartenenti alla cosiddetta famiglia Kreutz, questi oggetti sono frammenti di una cometa gigante.

''L'orbita della cometa sopravvissuta al Sole mostra che l'oggetto non appartiene a questa famiglia'' spiega l'astrofisico Gianluca Masi, responsabile del Virtual Telescope e coordinatore scientifico del Planetario di Roma. Comete che non fanno parte di questa famiglia non sono troppo insolite e passano vicinissime al Sole un paio di volte l'anno. A renderla particolare è il fatto che la vicinanza al Sole avrebbe dovuto distruggerla ma invece il nucleo ha resistito e ora la cometa appare con la sua coda luminosa nelle immagini di Soho. 

Alcuni esperti, rileva Masi, ''ritengono che la cometa possa essere visibile dalla Terra fra un paio di settimane ma abbiamo ancora pochi elementi per fare previsioni di questo tipo''. Secondo l'astrofisico ''la probabilità che la cometa si possa vedere da Terra con telescopi è verosimile ma ancora non si può dire quando e neanche quanto sarà brillante''.



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Nasce il Planetario europeo 2.0

Rappresentazione artistica del Planetario dell'Eso (fonte: Architekten Bernhardt + Partner www.bp-da.de)



Avrà la forma di un sistema di stelle binarie, sarà alimentato ad energie rinnovabili, e oltre ad svolgere un ruolo educativo, produrrà materiale scientifico e sarà visitabile gratuitamente: e' l'Eso Supernova Planetarium, i cui lavori di costruzione sono iniziati il 25 febbraio, con una cerimonia a Garching, vicino Monaco di Baviera, quartier generale dell'Eso (European Southern Observatory).

Il nuovo centro, che apre la strada a un nuovo modello di planetario 2.0, dovrebbe essere terminato e aperto al pubblico nel 2017 e sarà il più grande planetario digitale inclinato di Austria, Germania e Svizzera. E' il frutto della collaborazione dell'Heidelberg Institute for Theoretical Studies e l'Eso, è stato progettato dagli architetti Bernhardt e Partner ed è interamente finanziato dalla fondazione Klaus Tschira Stiftung. 

L'edificio, oltre ad avere un planetario con una cupola piena di 14 metri di diametro e un'inclinazione di 23 gradi, e più di 2.000 metri di quadrati dedicati a mostre permanenti e temporanee, ospiterà conferenze, workshop e lezioni anche per insegnanti e scuole. Tutti i contenuti saranno in inglese e tedesco.

''Ci sono diversi elementi che rendono questo planetario unico - spiega Fabian Reckmann, responsabile Eso della costruzione - Il più importante è che sarà a stretto contatto con una delle organizzazioni più importanti nella ricerca astronomica, l'Eso, e quindi sempre all'avanguardia nelle ultime scoperte scientifiche e tecnologie più avanzate.

Ciò consentirà adi offrire contenuti sempre aggiornati e accurati''. Inoltre sarà gratuito e realizzerà dei materiali suoi che saranno disponibili, sempre gratuitamente, anche per gli altri planetari di tutto il mondo. Non sarà quindi solo un distributore di contenuti, ma anche produttore. 

Tra i progetti in sviluppo, aggiunge Lars Linberg, responsabile di mostre e contenuti, ''c'è un calendiario astronomico, un programma educativo speciale per selezionare e spiegare i principali concetti di astronomia agli studenti, e l'idea di pubblicare le ultime notizie e eventi direttamente nei planetari di tutto il mondo''.


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Eclipse parcial do Sol pode reduzir geração de energia solar na Europa

Da France Presse

Fenômeno está previsto para acontecer em 20 de março.
35 mil megawatts de energia solar vão sumir do sistema elétrico europeu


Eclipse parcial do Sol visto em Brigham City, Utah, Estados Unidos, em outubro de 2014 (Foto: Eli Lucero/AP)


O eclipse parcial do Sol que deve acontecer em 20 de março colocará a prova o sistema elétrico europeu ao reduzir consideravelmente a produção fotovoltaica - alerta um estudo publicado nesta segunda-feira (23) pelo setor.
"Em 20 de março, num céu claro, cerca de 35.000 megawatts de energia solar, o equivalente a 80 unidades de produção de tamanho médio, vão desaparecer progressivamente do sistema elétrico europeu antes de se recuperarem progressivamente", advertiu a pesquisa realizada pela rede de gestores de redes de transporte elétrico e de gás (Entsoe).
Os autores não "descartam completamente o risco de algum incidente", e lembram que países como Alemanha ou Itália dispõem de um número importante de unidades solares. "Será uma prova sem precedentes", garantiram.
Segundo a investigação, a coordenação entre os diferentes gestores de redes será "crucial" neste dia.
Outras fontes de produção elétrica, como a nuclear ou o carbono, poderiam ter que ser reforçadas para compensar a queda de energia fotovoltaica e garantir o fornecimento elétrico europeu.
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Vauban (Foto: Eduardo Carvalho/Globo Natureza)Placa solar instalada em casa da cidade de Freiburg, na Alemanha (Foto: Eduardo Carvalho/Globo Natureza)
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sábado, 21 de fevereiro de 2015

Conheça locais para se observar a aurora boreal

Roma - O ano de 2015 foi declarado pela ONU como o "Ano da Luz". Por isso, uma das maneiras de se comemorar essa data é ver as famosas auroras boreais, que colorem o céu das regiões árticas no período de inverno.

Até o final do mês de março, as luzes que aparecem a cerca de 100 quilômetros de altura podem ser admiradas em diversas cidades do norte da Europa e do continente americano, afastadas da claridade e da poluição.

Entre os melhores locais para se observar o fenômeno, está o vilarejo de Abisko, na região da Lapônia sueca. Ele fica a 200 quilômetros de distância do Círculo Polar Ártico e conta com o Aurora Sky Station, um observatório de auroras boreais onde é possível jantar olhando para o céu colorido. Além disso, a pequena vila também oferece outras atividades de inverno, como esqui e excursões com trenós puxados por cães.

Na Finlândia, em Inari, vilarejo da etnia indígena europeia Sami, em Kemi, cidade portuária do golfo de Botnia, e em Rovaniemi, capital da Lapônia finlandesa, as auroras são a principal atração da temporada. Ainda é possível navegar pelo golfo com o navio quebra-gelo Sampo e mergulhar nas águas geladas com macacões térmicos.

Já na Noruega possui o vilarejo de Tromso, onde se encontram o Observatório Geofísico, em funcionamento desde 1928, e o Planetário da Aurora Boreal, que explica o fenômeno com pequenos documentários. Também é possível andar de trenós com huskys, observar as baleias no Mar do Norte e passar uma noite no Kirkeness Snow Hotel, onde todas as acomodações e ambientes são feitos de gelo. (ANSA)

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sexta-feira, 20 de fevereiro de 2015

Conheça a estrela que invadiu o Sistema Solar

Paul RinconEditor de Ciência da BBC News

Corpo binário formado por estrela anã vermelha e anã marrom viajou por região no limite de nosso sistema há 70 mil anos, segundo equipe americana.


Uma representação artística da estrela Scholz, que atualmente está a 20 anos-luz de distância (Foto: Michael Osadciw/Universidade de Rochester)


Uma estrela invasora passou pelo nosso Sistema Solar há apenas 70 mil anos, de acordo com astrônomos.
Nenhuma outra estrela chegou tão perto de nosso sistema. Os pesquisadores, de uma equipe internacional, dizem que ela chegou a ficar cinco vezes mais perto que nosso vizinho mais próximo, a estrela anã Próxima Centauri.
O objeto, uma anã vermelha conhecida como estrela Scholz, passou pela área externa do Sistema Solar, uma região conhecida como Nuvem Oort.
A estrela Scholz não passou sozinha pelo Sistema Solar, ela veio acompanhada por um objeto conhecido como uma anã marrom - um corpo celeste que não tem a massa necessária para gerar fusão em seus núcleos.
Observações da trajetória da estrela sugerem que há 70 mil anos esta invasora passou a 0,8 ano-luz do Sol. A nossa vizinha mais próxima, a Proxima Centauri, está a 4,2 anos-luz, por exemplo.
A descoberta foi publicada na revista especializada "Astrophysical Journal Letters".
Perto
Na pesquisa, os astrônomos liderados por Eric Mamajek, da Universidade de Rochester, Estados Unidos, afirmaram que têm 98% de certeza de que a estrela Scholz viajou pelo que é conhecido como "Nuvem Oort Externa", uma região no limite do Sistema Solar com trilhões de cometas.

Esta região é como uma "casca" esférica em volta do Sistema Solar e pode se estender até 100 mil Unidades Astronômicas, ou UA (uma UA é a distância entre a Terra e o Sol).
Para determinar a trajetória da estrela, os pesquisadores precisavam de duas informações: a mudança na distância do Sol para a estrela (sua velocidade radial) e o movimento da estrela pelo céu (velocidade tangencial).
A estrela Scholz atualmente está a 20 anos-luz de distância, ou seja, um sistema razoavelmente próximo. Mas, a Scholz demonstrou um movimento tangencial muito lento para uma estrela tão próxima.
Isto indica que ela estaria se distanciando de nosso sistema ou estaria vindo em nossa direção para um encontro próximo com o Sistema Solar no futuro.
As medidas da velocidade radial confirmaram que o sistema estelar binário está, na verdade, se distanciando de nosso sistema. Ao rastrear seus movimentos no passado, os cientistas descobriram a passagem próxima do Sol há 70 mil anos.
'Insignificante'
Uma estrela passando pela Nuvem Oort poderia causar problemas gravitacionais nas órbitas dos cometas daquela região, arremessando-os para trajetórias dentro do nosso Sistema Solar.

Mas, Eric Mamajek acredita que os efeitos da estrela Scholz em nossa vizinhança cósmica foram "insignificantes".
"Existem trilhões de cometas na nuven Oort e há chance de alguns desses terem sido perturbados por este objeto. Mas, até agora, parece que esta estrela não desencadeou uma 'chuva de cometas' mais importante", afirmou o cientista à BBC News.
A estrela Scholz passou relativamente perto, mas o sistema binário (a estrela anã vermelha e sua companheira, a anã marrom) tem pouca massa e estava passando em alta velocidade. Estes fatores combinados contribuíram para que o efeito da passagem da Scholz pela Nuvem Oort fosse pequeno.
Apesar de esta ter sido a passagem mais próxima já detectada, Mamajek acredita não ser incomum que estrelas se aproximem de nosso Sol. Ele afirma que uma estrela provavelmente passa nas proximidades da Nuvem Oort aproximadamente a cada 100 mil anos.
Mas ele sugere que uma passagem tão próxima como esta, ou mais próxima ainda, é, de alguma forma, mais rara. Segundo Mamajek, as simulações matemáticas mostram que um evento como o que envolveu a estrela Scholz ocorre, em média, a cada 9 milhões de anos.
"Então, é uma coincidência que nós tenhamos conseguido descobrir uma que passou tão perto nesses últimos 100 mil anos", disse.

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