terça-feira, 11 de agosto de 2015

Universo está morrendo lentamente, diz estudo científico

Energia produzida por galáxias é menor que há 2 bilhões de anos, diz. 
'Universo está fadado ao declínio', diz pesquisador da Austrália.

Da AFP
Composição de imagens mostra como uma galáxia típica aparece a diferentes comprimentos de onda no rastreio GAMA (Foto: ICRAR/GAMA and ESO)Composição de imagens mostra como uma galáxia típica aparece a diferentes comprimentos de onda no rastreio GAMA (Foto: ICRAR/GAMA and ESO)
O Universo está morrendo pouco a pouco, segundo uma equipe internacional de cientistas, que concluiu que a energia produzida atualmente por 200 mil galáxias é duas vezes menor que há dois bilhões de anos.
Os pesquisadores realizaram as medições mais precisas de energia já realizadas até agora em uma ampla zona do espaço.A energia produzida se dividiu em dois nos últimos dois bilhões de anos e não para de cair, concluíram.
"A partir de agora, o Universo está fadado ao declínio", explicou Simon Driver, membro do Centro Internacional de Pesquisas Radioastronômicas (ICRAR) da Austrália, que participou do projeto.
"O Universo se estirou no sofá, se cobriu com uma manta e se prepara para um sono eterno", acrescentou.
Os pesquisadores utilizaram sete dos telescópios mais potentes do mundo para observar durante oito anos galáxias em 21 longitudes de onda diferentes - como as infravermelhas ou as ultravioletas -, no âmbito do estudo Gama.
O estudo é fruto da colaboração de uma centena de cientistas de mais de 30 universidades australianas, europeias e americanas.
Boa parte da energia que circula no universo foi gerada depois do Big Bang, mas também há uma liberação constante de energia nova graças à fusão termonuclear das estrelas.
"Esta energia nova ou é absorvida pela poeira (...) ou viaja (pelo espaço) até que se choca em algo como uma estrela, um planeta (...)", afirmou Driver.
Os pesquisadores sabem há tempos que o ritmo de criação de estrelas no Universo está em declínio. Mas este estudo demonstra que a produção de energia diminui de forma similar nas diferentes longitudes de onda, ressalta Andrew Hopkins, do Observatório Astronômico Australiano.
Os pesquisadores esperam que os dados recolhidos também permitam melhorar a compreensão do processo de formação de galáxias.
www.g1.globo.com

L'universo sta morendo lentamente

Lo rivela la luce delle galassie


Le galassie osservate in diverse lunghezze d'onda, che dimostrano come l'universo si stia 'spegnendo' lentamente (fonte:  ICRAR / GAMA)Le galassie osservate in diverse lunghezze d'onda, che dimostrano come l'universo si stia 'spegnendo' lentamente (fonte: ICRAR / GAMA)

L'universo sta morendo lentamente: l'energia prodotta oggi è circa la metà di quella che emetteva 2 miliardi di anni fa. Lo dimostra la riduzione della luce emessa da un campione di oltre 200.000 galassie. Il risultato, presentato in occasione dell'assemblea dell'Unione Astronomica Internazionale (Iau) in corso nelle Hawaii, a Honolulu, arriva da Simon Driver, dell'Università dell'Australia Occidentale, che alla guida del gruppo internazionale del progetto Gama (Galaxy and Mass Assembly Survey) ha messo insieme un'enorme quantità di dati raccolti negli anni da telescopi spaziali e basati a Terra.

Questa ricerca "è il frutto di uno sforzo ciclopico", ha spiegato Massimo Della Valle, direttore dell'Osservatorio di Capodimonte dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf). E' stata infatti "misurata - ha proseguito - la quantità di energia emessa negli ultimi 2 miliardi di anni da circa 200.000 galassie, contenute in una sezione di universo". E' stato un grande risultato, ottenuto combinando i dati forniti da telescopi spaziali come Herschel dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa), Wise della Nasa e i telescopi basati a Terra, come quelli dell'Osservatorio Europeo Meridionale (Eso), sulle Ande cilene.

In questo modo, ha aggiunto, "i ricercatori sono riusciti a misurare il tasso di diminuzione della densità di radiazione su un ampio spettro; in pratica una conferma che l'universo si sta spegnendo e in quale modo". Che l'universo si stesse 'spegnendo', a causa della sua espansione, non è infatti una novità, ma lo studio fornisce nuovi preziosi dati per comprendere meglio l'evoluzione dell'universo e il suo destino finale.

www.ansa.it/scienze

segunda-feira, 10 de agosto de 2015

Dalle stelle cadenti uno spettacolo unico

Nella notte fra il 12 e il 13 agosto è atteso il picco delle Perseidi (fonte: Brocken Inaglory)Nella notte fra il 12 e il 13 agosto è atteso il picco delle Perseidi (fonte: Brocken Inaglory)
Le stelle cadenti si preparano ad offrire uno spettacolo unico, se naturalmente le nuvole lo permetteranno. Presto le stelle cadenti più attese dell'anno, le Perseidi, diventeranno sempre più numerose e la notte fra 12 e il 13 agosto offriranno uno spettacolo davvero unico, sfrecciando luminose in un cielo completamente buio. Grazie alla luna nuova non ci sarà, infatti, la luce della Luna a disturbarle. Per vedere nuovamente qualcosa di simile bisognerà aspettare 3 anni, fino all'agosto 2018.

''Per ritrovare un cielo simile bisognerà aspettare ben tre anni'', osserva l'astrofisico Gianluca Masi, responsabile del Virtual Telescope. ''Un'altra notte di stelle candenti senza Luna - aggiunge - ci sarà infatti soltanto nell'agosto 2018''.
Astronomi, astrofili e appassionati del cielo sono già allerta, pronti a partecipare alle tante serate dedicate alle stelle cadenti in tutta Italia. Fra gli appuntamenti più famosi ci sono i ''Calici di stelle'', che uniscono la passione del cielo a quella del vino. C'è anche chi, come il blog Astronomitaly, ha stilato una lista dei luoghi migliori dai quali osservare le Perseidi, regione per regione. ''L'importante è cercare di allontanarsi dalle luci delle città; l'ideale sarebbe in riva al mare o in montagna, per chi è in vacanza'', osserva Masi.

''Sebbene l'appuntamento più noto con le stelle cadenti sia quello della notte di San Lorenzo, il 10 agosto, il picco è atteso nella notte fra il 12 e il 13 agosto'', spiega Paolo Volpini, dell'Unione Astrofili Italiani (Uai). Si può quindi cominciare al alzare gli occhi fin da adesso in cerca delle prime scie luminose. ''Ma non bisogna stancarsi di aspettare - avverte Volpini - e riprovare ogni notte, fino a quella fra il 12 e il 13 agosto''. 

La pazienza è d'obbligo anche perchè le stelle cadenti saranno più visibili nella seconda parte della notte, dalla mezzanotte in poi. ''Gli orari ideali per vederle cambiano, naturalmente, a seconda delle località'', rileva Volpini. Sono visibili ovunque nel cielo, ma il loro 'radiante', ossia il punto sulla volta celeste dal quale provengono le meteore, si trova nella costellazione del Perseo, verso Est. A scatenare lo spettacolo e' l'incontro della Terra con i detriti della grande cometa Swift-Tuttle, che ogni 133 anni si spinge nella zona piu' interna del Sistema Solare. Quando i minuscoli granelli di polvere lasciati dalla cometa entrano nell'atmosfera terrestre,

la attraversano alla velocita' di oltre 200.000 chilometri l'ora, evaporando e lasciando l'inconfondibile scia luminosa. La nube di polvere della cometa' e' cosi' vasta che la Terra impiega settimane per attraversarla e il picco delle meteore si raggiunge nel momento in cui la Terra arriva nel cuore della nube.


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quinta-feira, 6 de agosto de 2015

Risolto il mistero del litio 'di troppo'

L'esplosione stellare che ha svelato il mistero del litio vista dai telescopi di Eso (fonte: Y. Beletsky (LCO)/ESO)L'esplosione stellare che ha svelato il mistero del litio vista dai telescopi di Eso (fonte: Y. Beletsky (LCO)/ESO)
Scoperta nelle stelle la sorgente nascosta del litio 'di troppo': sono le esplosioni stellari (novae) a produrre l'anomala abbondanza di questo fondamentale elemento. A risolvere l'enigma cosmico è stato il gruppo di ricerca internazionale guidato da Luca Izzo, dell'Università Sapienza di Roma e IcraNet, in collaborazione con ricercatori dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) delgli osservatori di Capodimonte e di Bologna, e dell'Università di Trieste, i cui risultati sono stati pubblicati sull'Astrophysical Journal.

Il litio è uno dei 'mattoni' elementari prodotti dal Big Bang e si trova da anni al centro di alcuni enigmi cosmici, uno di questi è quello del 'litio di troppo'. "A partire dagli anni '80 - ha spiegato Izzo - si era scoperto che nelle stelle giovani era presente troppo litio rispetto a quello previsto teoricamente. Un'anomalia che aveva spinto molti astrofici a pensare che doveva esistere una sorgente nascosta che produceva litio". Dopo decenni il mistero è stato ora svelato analizzando il getto di materia espulso dall'esplosione di un stella (nova) osservata con i telescopi dell'Osservatorio Europeo Meriodionale (Eso), in Cile.

"In questo getto abbiamo osservato la 'firma' inequivocabile del litio - ha spiegato Izzo - prodotto durante le fasi che precedono l'esplosione della stella". L'osservazione è la prova diretta che a creare nuovo litio sono quindi le novae e svelare definitivamente l'enigma del litio di troppo. 
"Da quando nel 1978 Summer Starrfield propose le novae come possibile sorgente - ha commentato Massimo Della Valle, dell'Inaf di Capodimonte e coautore dello studio - ci abbiamo lavorato per decenni ma senza successo. E' una scoperta resa possibile da una grande perseveranza e Starrfield era al settimo cielo quando glielo abbiamo comunicato!".

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quarta-feira, 5 de agosto de 2015

Observatório no Chile fotografa bolha 'fantasma' no espaço

Corpo celeste que lembra uma bolha é a nebulosa Coruja do Sul. 
Nebulosas planetárias são fases da evolução de estrelas.

Do G1, em São Paulo
O O Oconjunto de telescópios do Observatório Europeu do Sul (ESO) registrou uma nebulosa planetária que parece uma grande bolha “fantasma” brilhando na escuridão no universo. Apesar de parecer sobrenatural e misterioso, este objeto astronômico é conhecido dos cientistas.

A nebulosa fotografada, com nome oficial de ESO 378-1, tem apelido de Coruja do Sul, por ser parecida com sua “prima” no hemisfério norte, batizada de nebulosa Coruja. A nebulosa Coruja do Sul, localizada na constelação de Hydra, é um fenômeno relativamente recente, comparada com a vida útil típica de diversos bilhões de anos de uma estrela. Ela tem “apenas” algumas dezenas de milhares de anos.

Segundo o ESO, a imagem divulgada nesta quarta-feira (5) é a melhor já obtida da nebulosa Coruja do Sul.

A nebulosa Coruja do Sul foi registrada pelo conjunto de telescópios do Observatório Europeu do Sul (ESO) (EMBARGADO ATÉ 5/8) (Foto: ESO)A nebulosa Coruja do Sul foi registrada pelo conjunto de telescópios do Observatório Europeu do Sul (ESO) (Foto: ESO)

As nebulosas planetárias foram descobertas no século 18 e receberam o nome de forma equivocada, por sua semelhança com planetas gasosos gigantes. Os fenômenos são, na verdade, fases da evolução de estrelas.

Conforme o astro vai "morrendo", uma intensa radiação vinda do núcleo é registrada e camadas da estrela vão sendo expelidas. Depois de que a maioria das camadas saem, o núcleo estelar que sobrou começa a emitir radiação ultravioleta, que então ioniza o gás que a circunda. Essa ionização faz com que a concha de gás comece a brilhar.

Depois que as nebulosas planetárias “morrem”, o núcleo estelar remanescente queima por mais bilhões de anos. As nebulosas planetárias têm um papel crucial no enriquecimento químico e na evolução do Universo.

Vídeo da Nasa mostra fluxos de plasma na superfície do Sol

Do G1, em São Paulo

vídeo

A Nasa divulgou um vídeo que mostra fluxos de plasma se movimentando por conta da atividade magnética do Sol. No vídeo é possível observar partículas sendo puxadas de um lado para o outro ao longo das linhas do campo magnético do Sol, sobre algumas das regiões ativas da estrela.


O plasma, matéria superaquecida, é composto por partículas eletricamente carregadas. As imagens, feitas nos dias 26 e 27 de julho com luz ultravioleta, registraram hélio ionizado aquecido a 60.000°C.

Veja abaixo a imagem aproximada.
Imagem aproximada mostra fluxos de plasma em campo magnético do Sol (Foto: NASA/Solar Dynamics Observatory/Steele Hill)Imagem aproximada mostra fluxos de plasma em campo magnético do Sol (Foto: NASA/Solar Dynamics Observatory/Steele Hill)
Vídeo da Nasa feito em julho mostra fluxos de partículas no Sol (Foto: NASA/Solar Dynamics Observatory/Steele Hill)Vídeo da Nasa feito em julho mostra fluxos de partículas no Sol (Foto: NASA/Solar Dynamics Observatory/Steele Hill)

domingo, 2 de agosto de 2015

Il nuovo 'vicino di casa' della Terra

Rappresentazione artistica del pianeta roccioso più vicino alla Terra finora scoperto, chiamato HD 219134 (fonte: Avet Harutyunyan, FGG-TNG, 2015)Rappresentazione artistica del pianeta roccioso più vicino alla Terra finora scoperto, chiamato HD 219134 (fonte: Avet Harutyunyan, FGG-TNG, 2015)
La Terra ha un nuovo 'vicino di casa', un vero 'duro' che si riscalda facilmente: si chiama HD 219134b, ed e' il pianeta roccioso piu' vicino scoperto finora, a soli 21 anni luce da noi. Ha un raggio pari a 1,6 volte quello terrestre e ruota intorno ad una stella della costellazione di Cassiopea che e' leggermente piu' fredda e piccola del nostro Sole: per farlo ci impiega appena tre giorni, il che rende la sua temperatura incandescente e inospitale per la vita.

La scoperta, ora in via di pubblicazione sulla rivista Astronomy & Astrophysics, si deve ad un gruppo internazionale che comprende molti ricercatori dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) e dell'Universita' di Padova.

Il pianeta e' stato individuato ''grazie al miglior 'cacciatore' di pianeti attualmente disponibile a Terra, lo strumento Harps-N, montato sul nostro Telescopio Nazionale Galileo (Tng) nell'isola di La Palma alle Canarie'', come spiega lo stesso direttore del Tng, Emilio Molinari. Per migliorare la potenza di fuoco nell'osservazione, e' stato usato anche un altro strumento senza rivali nel suo campo: il telescopio spaziale Spitzer della Nasa, che lavora nelle lunghezze d'onda infrarosse al di fuori delle sorgenti di disturbo presenti nella nostra atmosfera.

Sebbene il pianeta roccioso HD 219134b presenti una temperatura troppo elevata per ospitare vita, la sua scoperta ''apre comunque prospettive emozionanti per studiarne l'atmosfera in un prossimo futuro'', sottolinea Giusi Micela, direttore dell'Osservatorio Astronomico di Palermo dell'Inaf. Le soprese, poi, non finiscono qui: il pianeta si e' rivelato essere solo il membro piu' interno di un sistema planetario composto da ben altri tre pianeti.

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Le stelle cadenti regine nel cielo di agosto

Il cielo di agosto promette stelle cadenti spettacolari (fonte: Brocken Inaglory)
Il cielo di agosto promette stelle cadenti spettacolari (fonte: Brocken Inaglory)


La doppia Luna piena di luglio merita un doppio ringraziamento: da un lato ha regalato agli appassionati del cielo l'opportunità di osservare un evento rarissimo e, dall'altro, si farà da parte al momento giusto, quando arriveranno le stelle cadenti di agosto.

Non ci sarà infatti la luce della Luna a disturbare il massimo dello sciame delle Perseidi, atteso nella notte fra il 12 e il 13 agosto, rileva l'Unione Astrofili Italiani (Uai). ''Senza il disturbo della luce lunare - prosegue - avremo condizioni ideali per osservare un maggior numero di meteore''. All'indomani del picco, il 14 agosto, ci sarà infatti la Luna Nuova. 

Le Perseidi sono certamente le più famose e spettacolari, ma non le uniche stelle cadenti di agosto. Ci sono anche altri sciami, ma poco significativi, formati da corpuscoli minuti che arrivano nell'atmosfera a bassa velocità. Soltanto le Alfa Capricornidi, all'inizio del mese, potrebbero essere brillanti, ma la luce lunare sarà ancora troppo pronunciata in quel periodo. Non è comunque escluso, rileva la Uai, che di questo sciame ''si possa vedere qualche membro particolarmente brillante, facilmente riconoscibile per la lenta velocità angolare e per la caratteristica esplosione finale colorata''. Intorno al 9 agosto aarà invece più probabile osservare l'arrivo delle Delta Aquaridi, seguite l'11 agosto dalle Aquilidi

Fra i pianeti, l'unico a dare veramente spettacolo è Saturno. Il pianeta con gli anelli è ancora osservabile nelle prime ore della notte, guardando verso Sud-Ovest. Tuttavia l'orario del suo tramonto anticipa progressivamente, riducendo il tempo a disposizione per poterlo osservare.


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quinta-feira, 30 de julho de 2015

A Lua azul de julho

Sexta feira, 31 de julho, último dia do mês e dia de Lua Cheia. A segunda Lua Cheia do mês, a tão falada Lua Azul. Não se trata da Super Lua, que vem a ser a Lua Cheia que ocorre quando ela está no ponto da órbita mais próximo da Terra, chamado de perigeu. Muito menos se trata da Lua de Sangue, que é quando a Lua fica com uma cor alaranjada ou avermelhada durante um eclipse lunar. Aliás, esse é um termo bem infeliz. 

Lua cheia


A expressão “Lua Azul” tem sido usada há pelo menos 400 anos, mas não como sendo a segunda Lua Cheia do mês. Este significado nasceu de um erro ocorrido em 1946 e se tornou popular nos últimos 20 anos. 

Ao longo da história recente da humanidade, esse termo tem sido usado de diferentes formas. Olha só.

No século XVI dizer que a Lua era azul significava exprimir algum tipo de exagero. Dizia-se: “fulano é tão desligado que poderia falar que a Lua é azul!” Esse conceito levou a outra expressão que indicava uma probabilidade bem remota de algo acontecer. Por exemplo, no século XVIII, dizia-se: “eu pagarei minha dívida com você quando a Lua estiver azul!”

http://g1.globo.com/ciencia-e-saude/blog/observatorio/post/lua-azul-de-julho.html

China anuncia que vai inaugurar maior radiotelescópio do mundo em 2016

Telescópio 'Fast' tem refletor de 500 metros de diâmetro.
Instrumento fica nas montanhas da província de Guizhou, no sudoeste.


A China deve inaugurar em 2016 o maior radiotelescópio do mundo, segundo a imprensa local. Chamado Fast - sigla para Five-hundred-meter Aperture Spherical Telescope, ou Telescópio Esférico de Quinhentos Metros de Abertura - o instrumento começou a ser construído em 2011.

Segundo a agência de notícias estatal chinesa, Xinhua, técnicos já começaram a montar o radiotelescópio, que fica em meio às montanhas da província de Guizhou, no sudoeste da China.
O refletor do telescópio, com diâmetro de 500 metros, é composto de 4.450 painéis triangulares. Cada um tem 11 metros de lado.
"Um radiotelescópio é como um ouvido sensível, escutando para distinguir mensagens de rádio do ruído branco do universo. É como identificar o som das cigarras durante uma tempestade", disse Nan Rendong, cientista chefe do projeto Fast, à agência Xinhua.
Atualmente, o maior radiotelescópio do mundo é o Observatório de Arecibo, que fica em Porto Rico e tem um diâmetro de 305 metros.
Estrutura do que será a abertura de 500 metros de diâmetro de um telescópio gigante é visto em construção em Pingtang, na província de Guizhou, China. Conhecido pela sigla Fast, ele será o maior radiotelescópio do mundo; a inauguração debe ocorrer em 2016 (Foto: Reuters/Stringer)Estrutura do que será a abertura de 500 metros de diâmetro de um telescópio gigante é visto em construção em Pingtang, na província de Guizhou, China. Conhecido pela sigla Fast, ele será o maior radiotelescópio do mundo; a inauguração debe ocorrer em 2016 (Foto: Reuters/Stringer)
www.g1.globo.com

segunda-feira, 27 de julho de 2015

Falha geológica ameaça provocar grande terremoto e tsunami nos EUA


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Getty
A costa noroeste dos EUA enfrenta o risco de sofrer um tsunami parecido com que o devastou a costa norte do Japão em 2011
A falha geológica de San Andreas, que corta de norte a sul o Estado americano da Califórnia, é uma das mais estudadas do planeta e também a mais temida dos Estados Unidos.
Da BBC - O que muitas pessoas não sabem é que, pouco mais ao norte, em frente à costa noroeste do país, existe outra falha geológica que, segundo os cientistas, em um futuro próximo, poderá provocar um terremoto maior do que o que teve origem na falha de San Andreas em 1906 e devastou a cidade de San Francisco.
É a falha submarina de Cascadia que, com mais de 1,1 mil quilômetros, vai desde a Província canadense da Colúmbia Britânica até o norte da Califórnia.
A Cascadia está na zona de subducção da placa de Juan de Fuca e a placa da América do Norte e, até o meio da década de 1980, os cientistas não tinham total consciência do perigo que ela representa. Esta falha submarina é capaz de provocar tremores de uma magnitude acima dos nove graus, acompanhados de tsunamis parecidos com que o que arrasou a costa norte do Japão em 2011.
O desconhecimento sobre o perigo que representa a falha de Cascadia foi demonstrado há poucos dias, depois da publicação de um artigo sobre ela na revista The New Yorker.
Neste artigo vários pesquisadores informavam que, nas próximas décadas, esperam que a ruptura da falha de Cascadia provoque nos Estados de Washington e Oregon o que poderá ser a maior catástrofe natural da história dos Estados Unidos.

O terremoto de 1700

O pouco que se sabe desta falha é que a última vez que deu origem a um grande terremoto foi no ano de 1700, quando a costa noroeste dos Estados Unidos era habitada por tribos indígenas. Este terremoto causou um tsunami que chegou à costa do Japão.

quinta-feira, 23 de julho de 2015

Nasa encontra planeta similar à Terra em potencial zona habitável

Planeta Kepler-452b é 60% maior que a Terra e orbita a estrela Kepler 452.
Informação foi divulgada nesta quinta-feira pela agência espacial americana.

Do G1, em São Paulo









Cientistas da Nasa divulgaram nesta quinta-feira (23) que descobriram um exoplaneta com características muito similares à Terra e que orbita uma estrela semelhante ao Sol.
O planeta Kepler-452b foi chamado pelos cientistas de "primo distante" da Terra. Ele é 60% maior e tem boa chance de ser rochoso, embora sua massa e composição ainda não tenham sido determinados.
Ele demora 385 dias para dar uma volta completa ao redor de sua estrela, chamada de Kepler-452, astro do sistema que está a 1.400 anos-luz de distância da Terra.
Concepção artística mostra o exoplaneta Kepler-452b, o primeiro com tamanho aproximado da Terra a ser encontrado em uma zona habitável (Foto: NASA/JPL-Caltech/T. Pyle)Concepção artística mostra o exoplaneta Kepler-452b, o primeiro com tamanho aproximado da Terra a ser encontrado em uma zona habitável (Foto: NASA/JPL-Caltech/T. Pyle)


Essa estrela é um pouco mais velha que o Sol (tem "só" 1,5 bilhão de anos a mais), tem a mesma temperatura, é 20% mais brilhante e possui um diâmetro 10% maior.
Os achados desta quinta foram publicados no periódico "The Astronomical Journal". Com a descoberta, aumentou para 521 o total de exoplanetas descobertos pelo satélite Kepler.
'Condições necessárias para a vida'
Em comunicado divulgado pela Nasa, Jon Jenkins, chefe do projeto do satélite Kepler, disse que a descoberta fornece uma oportunidade de entender e refletir sobre o ambiente em evolução da Terra.
[...] Devem existir todos os ingredientes e as condições necessárias para a vida existir
neste planeta"
Jon Jenkins, chefe do projeto do satélite Kepler
"É inspirador considerar que esse planeta já vive há 6 bilhões de anos na área habitável dessa estrela, mais do que a Terra. Isso é uma oportunidade substancial para a vida surgir, devem existir todos os ingredientes e as condições necessárias para a vida existir neste planeta", afirmou o pesquisador.
Além desse achado, foram descritos ainda outros 11 candidatos à planeta que também estão em zona habitável.
A busca de planetas similares à Terra é uma das maiores aventuras na pesquisa espacial, e embora já tenham sido detectadas centenas de planetas do tamanho do nosso e outros menores, eles circulam em órbitas próximas demais de suas estrelas para que haja água líquida em sua superfície.
Comparação feita pela Nasa mostra o Sol e a Terra (à esquerda) e a estrela Kepler-452 com o planeta Kepler-452b (Foto: NASA/JPL-Caltech/T. Pyle)Comparação feita pela Nasa mostra o Sol e a Terra (à esquerda) e a estrela Kepler-452 com o planeta Kepler-452b (Foto: NASA/JPL-Caltech/T. Pyle)

Comparação entre o Sistema Kepler-452 e o Sistema Solar feita pela agência espacial americana, a Nasa (Foto: NASA/JPL-CalTech/R. Hurt)Comparação entre o Sistema Kepler-452 e o Sistema Solar feita pela agência espacial americana, a Nasa (Foto: NASA/JPL-CalTech/R. Hurt)
 www,g1,globo.com

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