quarta-feira, 17 de setembro de 2014

Com entrada gratuita, museu do Rio promove 22ª Semana de Astronomia

Do G1 Rio
O Museu de Astronomia e Ciências Afins (MAST), em São Cristóvão, Zona Norte do Rio,  promove até domingo (21) a 22ª Semana de Astronomia. A edição deste ano celebra os 45 anos da Missão Apollo 11, marco da chegada do homem à luz. Com vasta programação gratuita, o evento permite ao público, entre outras atrações, ver de perto e em detalhes planetas como Marte e Saturno e estrelas, desde as mais novas da nossa galáxia e até mesmo o sol por meio de lunetas e telescópios modernos.

O MAST possui equipamentos que permitem visualizar o sol com a máxima segurança para a visão humana. Conforme mostrou o Bom Dia Rio, o visitante poderá poderá aprender mais sobre as famosas manchas solares enquanto as observa através dos telescópios e filtros.

Entre as novidades as novidades desta edição da Semana de Astronomia um quadrante astronômico, em tamanho real, similar ao que era utilizado para fazer as medições do céu no primeiro observatório das Américas, que pouca gente sabe, foi fundado em Recife, em 1639, na época em que a Holanda ocupou a região. O público também poderá fazer as medições do céu nesse instrumento.

No sábado (20), o destaque da programação é a oficina Astromania, que acontecerá às 16h. Nela, o visitante terá a oportunidade de aprender por que a lua apresenta fases e como ela influencia nossas vidas e os fenômenos da natureza. Os mediadores irão ensinar ao público como construir seu próprio planisfério lunar, dispositivo que serve para a identificação das fases da lua e a determinação aproximada das horas de seu nascimento e ocaso.

Com realização anual, a Semana de Astronomia do MAST tem o objetivo de discutir temas básicos de astronomia e apresentar as mais recentes descobertas na área. Desde 2002, o evento passou a ser temático, direcionando a maioria de suas oficinas e palestras a um tópico escolhido pelos membros da coordenação de educação em ciências do museu. Neste ano o tema escolhido foi "um grande salto para a humanidade".

Confira abaixo a programação completa do evento.
Serviço
O quê: 22ª Semana de Astronomia do MAST
Quando: de 16 (terça-feira) a 21 (domingo) de setembro
Onde: Rua General Bruce, 586, São Cristóvão
Quanto: entrada gratuita
Terça-feira, 16 de setembro
9h às 12h30 - Observação do Sol
9h30 - Visita orientada
14h às 17h30 - Observação do Sol
14h - Visita orientada
Quarta-feira, 17 de setembro
9h às 12h30 - Observação do Sol
9h30 - Visita orientada
14h às 17h30 - Observação do Sol
14h Visita orientada
15h - Encontro com a História (mesa-redonda)
17h30 - Coral e inauguração da Exposição "Observações do Recife holandês"
17h30 - Oficina com o Quadrante
18:30h às 20h - Observação do céu 
Quinta-feira, 18 de setembro
9h às 12h30 - Observação do Sol
9h30 - Visita orientada
14h às 17h30 - Observação do Sol
14h - Visita orientada 
Sexta-feira, 19 de setembro
9h às 12h30 - Observação do Sol
9h30 - Visita orientada
14h às 17h30 - Observação do Sol
14h - Visita orientada

Sábado, 20 de setembro
14h às 17h30 - Observação do Sol
16h - Astromania - Tema: Planisfério Lunar
15h | 17h - Visita orientada
17h30 - Palestra: Grandes Missões Espaciais
Ministrada por Patrícia Spinelli, pesquisadora e astrônoma do MAST/MCTI
18:30h às 20h - Observação do céu
Domingo, 21 de setembro
14h às 17h  - Observação do Sol
15h | 17h - Visita orientada

terça-feira, 16 de setembro de 2014

Un impatto cosmico all'inizio del 'Grande freddo'

E' accaduto 13.000 anni fa



Rappresentazione artistica dell'impatto di unasteroide sulla Terra (fonte: NASA/Don Davis)


E' stato l'impatto di una cometa o asteroide avvenuto 12.800 anni fa ad aver scatenato il brusco abbassamento delle temperature, dando origine al periodo di freddo e siccita' noto come Dryas recente. Quello stesso periodo ha coinciso con l'estinzione dei grandi aninali e il declino della cultura Clovis. A testimoniarlo sono i ritrovamenti di tracce di nano-diamanti nei sedimenti studiati da un gruppo di ricerca internazionale coordinato dell'Universita' di Chicago e descritti su Journal of Geology.

Poco prima della comparsa delle prime popolazioni agricole stanziali da cui nacquero le civilta' piu' evolute, la Terra attraverso' una rapida trasformazione climatica, caratterizzata da freddo e siccita' soprattutto nell'emisfero settentrionale.

Per anni i ricercatori hanno discusso sulle cause di questo drammatico evento, coinciso con la scomparsa della Magafauna del Pleistocene, che comprendeva le tigri dai denti a sciabola e i mastodonti, e il declino della popolazione preistorica chiamata cultura Clovis.

Al termine del cambiamento climatico durato un migliaio di anni si assistette alla cosiddetta rivoluzione neolitica, che porto' al 'fiorire' delle prime civilta' umane. Per capirne le cause, un gruppo di ricercatori di ben 21 Paesi ha analizzato una grande serie di campioni di terreni risalenti a quel periodo, individuando l'abbondante presenza di minuscole strutture di diamante, particelle di vetro fuse e sferule di carbonio. Si tratta di materiali la cui formazione puo' avvenire solamente a temperature superiori ai 2200 gradi centigradi e che secondo i ricercatori possono essere state causate molto probabilmente da un grande impatto con una cometa o un asteroide. Lo studio respinge inoltre la possibilita' che il cambiamento climatico possa essere stato causato da vasti incendi o una forte attivita' vulcanica.

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'Intraviste' nuvole di ghiaccio d'acqua fuori dal Sistema Solare

A 7 anni luce dalla Terra, ma servono ulteriori conferme


'Intraviste' nubi di chiaccio d'acqua al di fuori del Sistema Solare (fonte: Brian Patrick Abbott., Jacqueline K. Faherty)


Nuvole d'acqua ghiacciata 'intraviste' per la prima volta al di fuori del nostro Sistema Solare, si troverebbero nell'atmosfera di una nana bruna, un 'ibrido' tra una stella e un pianeta gigante. Sono descritte sulla rivista Astrophysical Journal Letters dal gruppo dell'Istituto Carnegie di Washington coordinato da Jacqueline Faherty, che le ha osservate grazie al telescopio Magellano Baade.

Quello che hanno visto gli astronomi non sarebbero semplici tracce di vapore d'acqua, ma vere e proprie formazioni nuvolose simili ma la scoperta, accolta con una certa perplessita' dalla comunita' scientifica, ha bisogno ancora di essere confermata da strumenti piu' potenti.

Le nuvole individuate si troverebbero nell'atmosfera di Wise J0855-0714, una nana bruna individuata per la prima volta dal telescopio spaziale Wise nel 2010 a una distanza di appena 7,3 anni luce dalla Terra. Wise J0855-0714 ha una massa circa 3 volte piu' grande del nostro Giove quindi non e' abbastanza grande per riuscire ad 'innescare' le reazioni nucleari che la trasformerebbero in una vera stella ma e' anche troppo grande per poter essere definita come un pianeta. Si tratta dunque di uno strano 'ibrido' definito come nana bruna (non e' luminosa) ma il cui studio permette di comprendere molti dettagli sull'evoluzione delle stelle. Le osservazioni avrebbero mostrato la presenza di acqua ghiacciata nell'atmosfera 'raggruppata' a formare nuvole.

Per Patrizia Caraveo, direttrice dell'Istituto di Astrofisica Spaziale e Fisica Cosmica di Milano dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) "sarebbe la prima volta che si osserva una copertura nuvolosa fatta di cristalli di ghiaccio su un corpo al di fuori del Sistema Solare, ma e' molto difficile confermarne la scoperta: le tracce osservate sono quasi nulle, con i dati attuali". Per averne certezza, ammettono anche gli stessi ricercatori, bisognera' attendere nuove osservazioni che verranno effettuate dal prossimo telescopio spaziale James Webb, il successore di Hubble, che verra' lanciato nei prossimi anni.

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Parlano italiano i test del radiotelescopio più grande del mondo

Parlano italiano i test del radiotelescopio più grande del mondo


Modelle di antenne del radiotelescopio Ska

Parlano italiano i test in corso a Cambridge sugli strumenti destinati al radiotelescopio più grande del mondo, chiamato Ska (Square Kilometer Array) e che entro il 2020 sarà costruito in parte in Sudafrica e in parte in Australia.

Ricercatori dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), del dipartimento di Ingegneria dell'ambiente, del territorio e delle infrastrutture del Politecnico di Torino e dell'Istituto di Elettronica ed Ingegneria delle Telecomunicazioni del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) stanno sperimentando il prototipo del set di antenne chiamato Lfaa (Low Frequency Aperture Array). Grazie alla sua rete di antenne, Ska funzionerà come un gigantesco occhio puntato sulle prime galassie che si sono 'accese' nell'universo.

L'Italia è fra i Paesi che stanno lavorando per portare a termine le fasi preliminari del progetto, che ha un'enorme valenza scientifica. La costruzione della rete di antenne di Ska è prevista nel 2018, con una prima serie di telescopi operativi per le osservazioni in frequenze basse e medie. Seguirà il posizionamento delle antenne ad alta frequenza, che potranno quindi raggiungere 20 gigahertz.

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Imagem mostra ponto em um cometa onde robô espacial deverá pousar

Robô Philae será enviado pela sonda espacial Rosetta em novembro.
Sonda chegou a rota do cometa 67P/Churyumov Guerasimenko em agosto.


Do G1 em São Paulo



Ponto em cruz mostra onde robô deverá pousar no cometa 67P (Foto: ESA/AFP)

Uma imagem divulgada nesta segunda-feira (15) pela Agência Espacial Europeia (ESA) mostra o ponto onde o robô Philae, que será enviado pela sonda Rosetta deverá pousar na superfície do cometa 67P/Churyumov Guerasimenko, em novembro.

A sonda europeia Rosetta chegou no dia 6 de agosto ao histórico "encontro" com o cometa Churyumov Guerasimenko a 400 milhões de quilômetros da Terra, após uma viagem espacial de 10 anos.
Rosetta se posicionou a 100 quilômetros do cometa e desde então o acompanha na trajetória ao redor do Sol. O encontro no espaço aconteceu após uma viagem de mais de uma década e de 6 bilhões de quilômetros.
No dia 11 de novembro, Rosetta se aproximará a poucos quilômetros do cometa, antes de liberar a descida para a superfície do robô Philae, que tem o tamanho de uma geladeira e está repleto de instrumentos científicos.
Na superfície, o Philae realizará durante seis meses experimentos sobre a química e a textura do astro. Após a conclusão do trabalho do robô, Rosetta acompanhará o cometa 'C-G' na viagem ao redor do Sol, enquanto se afasta em direção da órbita de Júpiter, antes de concluir a missão.
Odisseia
Imagem foi divulgada nesta segunda-feira pela agência espacial europeia (Foto: ESA/AFP)Imagem foi divulgada nesta segunda-feira pela agência espacial europeia (Foto: ESA/AFP)
A odisseia começou em março de 2004, com a sonda sobrevoando diversas vezes Marte e a Terra para tomar impulso utilizando a força gravitacional dos planetas para ganhar velocidade. Depois passou por um período de hibernação que permitiu economizar energia.
Os cometas são compostos de poeira e gelo, material primordial restante do processo de formação do Sistema Solar ocorrido há 4,6 bilhões de anos.
A sonda Rosetta tentará decifrar nesta "bola de neve suja" as chaves para compreender como os planetas se formaram ao redor do Sol.
Uma das teorias, conhecida como a hipótese de panspermia, é que os cometas, ao interagir com a Terra, ajudaram a espalhar a vida no planeta, ao transportar água e moléculas orgânicas.
Até agora, as missões de exploração dos cometas foram muito reduzidas e se limitaram a sobrevoá-los. Este foi o caso da sonda americana Stardust, que transportou em seu retorno poeira deixada por um comenta, enquanto a sonda europeia Giotto se aproximou a 200 km da superfície de outro.

quarta-feira, 10 de setembro de 2014

'Scomparso' uno degli elementi nati dal Big Bang


Primo piano dell'ammasso globulare Messier 54 (fonte: ESO)



Uno degli elementi prodotti all'epoca del Big Bang è misteriosamente scomparso nell'universo: il litio, uno degli 'ingredienti' dell'universo insieme con l'idrogeno e l'elio, ma in quantità molto più piccole, si pensava fosse rarissimo soltanto nella Via Lattea. Invece le osservazioni di un ammasso globulare di un'altra galassia dimostrano per la prima volta che il litio è assente anche lì.

La scoperta, in via di pubblicazione sulla rivista Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, si deve al gruppo di astronomi guidato dall'italiano Alessio Mucciarelli dell'università di Bologna, usando il Vlt (Very Large Telescope) nel Nord del Cile, all'osservatorio Paranal dell'Eso (European Southern Observatory).

L'ammasso osservato si chiama Messier 54 e si trova in una piccola galassia satellite della nostra, la Galassia Nana del Sagittario.

Messier 54 è uno degli oltre 150 ammassi globulari che orbitano intorno alla Via Lattea e che risalgono al periodo di formazione della galassia. Scoperto alla fine del '700, per oltre 200 anni si è pensato che Messier 54 fosse simile a tutti gli altri ammassi globulari della Via Lattea. Ma nel 1994 si è visto che è associato alla Galassia Nana del Sagittario, distante 90.000 anni luce, ossia il triplo della la distanza che separa la Terra dal centro della Via Lattea.

La 'scomparsa' del litio è da decenni un rompicapo per gli astronomi. Teoricamente è possibile calcolare la quantità di questo elementi presente nell'universo primordiale e quella che dovrebbe trovarsi nelle stelle più vecchie. Ma i conti non tornano: il litio nelle stelle è infatti tre volte meno di quanto ci si aspetti.

Finora si era riusciti a misurare il litio solo nelle stelle della Via Lattea. Ma ora con queste nuove misurazioni si è visto che i livelli di litio di Messier 54 sono vicini a quelli della Via Lattea. Quindi, qualsiasi sia il motivo per cui c'è poco litio, hanno concluso gli astronomi, il problema non riguarda più soltanto la Via Lattea.


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terça-feira, 9 de setembro de 2014

Veja fotos da última 'superlua' do ano



Casal observa a Superlua no Rio Misssouri, nos Estados Unidos (Foto: Charlie Riedel/AP)
A última 'superlua' de 2014 pode ser observada na noite desta segunda-feira (8) em várias partes do mundo. O fenômeno ocorre quando a Lua alcança o ponto mais próximo de sua órbita na Terra (distância mínima de 358.387 km).O satélite natural do nosso planeta surgiu 14% maior e 30% mais brilhante do que o normal. O seu auge pode ser observado às 22h38 desta segunda-feira no horário de Brasília. Esta foi a terceira e última 'Superlua' do ano. As outras foram nos dias 12 de julho. e 10 de agosto. Em 2015, o fenômeno será nos dias 20 de janeiro, 18 de fevereiro, 20 de março, 29 de agosto, 28 de setembro e 27 de outubro.veja mais fotos
www.g1.globo.com

L'ultima super Luna


Redazione ANSA ROMA 





























Arriva l'ultima super Luna dell'anno: la notte fra l'8 e il 9 settebre c'è stata l'ultima occasione per ammirare la Luna nel suo massimo splendore prima del 2016, quando si ripeterà la stessa coincidenza astronomica della Luna piena in contemporanea al suo massimo avvicinamento alla Terra.

www.ansa.it

quinta-feira, 4 de setembro de 2014

Party mondiale per ammirare la Luna

Il 6 settembre arriva il party mondiale per ammirare la Luna (fonte: Fernando da Rosa)


Tutto il mondo festeggia la Luna: sabato 6 settembre torna l'appuntamento annuale Moonwatch party che si festeggia in tutto il mondo con centinaia di iniziative dedicate all'osservazione del nostro satellite. In Italia numerosi eventi saranno organizzati dall'Unione Astrofili Italiani (Uai) su tutto il territorio, da Francavilla Fontana in provincia di Brindisi fino a Ciriè, provincia di Torino.

“La Luna rappresenta il primo amore di un astrofilo – ha spiegato Mario Di Sora, presidente di Uai – ed è il corpo celeste che affascina di più chiunque la osserva per la prima volta, anche con un piccolo telescopio o un binocolo”. Con l'idea di far sbocciare questo amore in tutti quelli che non conoscono il cielo (spesso a causa dell'inquinamento luminoso delle città), da molti anni è stata creata l'iniziativa denominata ufficialmente come International Observe the Moon Night (Inomn).

Promossa a livello mondiale da numerose organizzazioni, enti di ricerca, associazioni, scienziati, educatori, per mettere al centro dell'attenzione il nostro satellite, in Italia è promosso dall'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) e Uai. “Proprio perché è tutti i giorni davanti a noi – ha spiegato Di Sora – tendiamo a trascurarla, addirittura le nuove generazioni quasi non sanno che ci siamo andati, eppure la visione della Luna con la guida di un appassionato è sempre bellissima, è anzi l'oggetto celeste che riscuote il maggior successo su chiunque. Il primo obiettivo di ogni astrofilo è da sempre la Luna, il trampolino per poi andare all'osservazione oggetti più difficili”. Partecipare alle decine di eventi organizzati in tutta Italia è semplicissimo, basta infatti cercare l'iniziativa più vicina alla propria zona sul sito www.reteastrofili.it.

Sono previsti decine di incontri in Italia in osservatori astronomici e piazze, dalla Puglia al Friuli, dalla Valle d'Aosta al Lazio, ma ovviamente sarà possibile creare anche un proprio 'evento' attrezzandosi di telescopio amatoriale o binocolo. “Anche con un semplice binocolo, meglio se poggiato su un cavalletto, la Luna regala grandi soddisfazioni, magari non è facile capire cosa vediamo quindi avere qualcuno che spiega è un bel aiuto.

www.ansa.it

Asteroide de 20 metros passará perto da Terra neste domingo, diz Nasa

Segundo agência espacial americana, ele não representa ameaça.
Asteroide passará por ponto mais próximo da terra às 15h18 do dia 7/9.


Ilustração mostra a órbita do asteróide '2014 RC' ao redor do sol; asteroide passará ao lado da Terra neste domingo (Foto: NASA/JPL-Caltech/Divulgação)


Da EFE - Um pequeno asteroide, de cerca de 20 metros, passará "muito perto" da Terra no próximo domingo, informou nesta quinta-feira (4) a agência espacial americana (Nasa), descartando que ele represente uma ameaça para o planeta.

O asteróide "2014 RC" passará no ponto mais perto da terra às 15h18 (horário de Brasília) deste domingo (7) sobre a Nova Zelândia.
O corpo celeste foi descoberto no dia 31 de agosto pelo programa Catalina Sky Survey (CSS), operado pelo Laboratório Lunar e Planetário da Universidade do Arizona, nos Estados Unidos, que utiliza dados de três telescópios para procurar cometas, asteroides e objetos próximos à Terra.
O asteroide foi, além disso, detectado de forma independente na noite seguinte pelo telescópio do Observatório Pan-STARRS situado no Havaí e ambos informaram suas observações ao Minor Planet Center da União Internacional Astronômica, em Cambridge.
No momento de maior proximidade, o asteroide estará aproximadamente a um décimo da distância que do centro da Terra até a Lua, ou 40 mil quilômetros.
Os cientistas assinalam que, apesar desta "proximidade", o asteroide não poderá ser visto a olho nu, embora astrônomos amadores que tenham telescópios pequenos talvez consigam captar a aparição do asteroide, que se movimentará rapidamente seguindo sua órbita.
O asteroide passará pela parte externa da órbita dos satélites de comunicações e meteorológicos que orbitam a cerca de 36 mil quilômetros sobre a superfície de nosso planeta.
A comunidade científica terá uma oportunidade única para observar e aprender mais sobre os asteroides, assinala a Nasa, que diz que "ele não parece trazer perigo nenhum para a Terra ou para os satélites".
Apesar do baixo risco de ele cair na Terra, os cientistas calculam que sua órbita deve trazê-lo de novo às proximidades de nosso planeta no futuro e seus movimentos serão vigiados de perto.

Tutti i 146 satelliti del Sistema solare






La Luna è il primo satellite naturale che si trova partendo dal centro del Sistema solare, cioè dal Sole. I due pianeti più interni (Mercurio e Venere) infatti non hanno satelliti (Lapresse)

www.corriere.it

Scoperto il segreto delle stelle sorelle




È un segno inconfondibile come il Dna. Ogni stella nella sua composizione chimica ha una propria firma che la contraddistingue dalle altre. Quando sono simili tra loro significa che si sono formate dalla stessa nebulosa di gas e quindi vengono definite sorelle. A tracciare “l’albero genealogico delle stelle” è un gruppo di astrofisici dell’Università californiana di Santa Cruz, coordinato da Mark Krumholz, che ha pubblicato un articolo sulla rivista Nature.

"Possiamo vedere che le stelle che fanno parte dello stesso ammasso stellare oggi sono chimicamente identiche, ma possiamo pensare anche che stelle nate insieme si siano allontanate tra di loro” ha detto Krumholz. Secondo il ricercatore anche il nostro Sole probabilmente ha delle sorelle ma queste si sarebbero allontanate pochi milioni di anni dopo la loro nascita ed ora, potenzialmente, si potrebbero trovare sul lato opposto della nostra galassia. Gli astrofisici hanno utilizzato dei supercomputer per simulare la collisione di due flussi di gas interstellare che unendosi formano una nube che nel corso di milioni di anni, collassando a causa della gravità, genera ammassi di stelle.

Ogni flusso di gas ha particolari quantità di composti chimici non sempre uguali che, una volta mescolatisi, formano la carta d’identità delle stelle che nasceranno. “Questo spiega perché le stelle che nascono insieme hanno gli stessi composti chimici” racconta Krumholz. Le simulazioni hanno inoltre dimostrato che la miscelazione avviene molto velocemente, prima che la maggior parte del gas si sia trasformato in stelle. Questo è incoraggiante per le prospettive di trovare le sorelle del Sole, perché la caratteristica distintiva delle famiglie stellari che non stanno insieme, è che probabilmente si sono disperse prima ancora che gran parte della nuvola che le ha generate, si sia convertita in stelle.


www.ansa.it

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