sexta-feira, 2 de setembro de 2011

Trusty Comet Garradd


Trusty Comet Garradd

AUGUST 31, 2011
by Alan MacRobert and Tony Flanders

Comet Elenin has been getting a lot of press in recent months — and now it seems almost certain to be a total bust. Meanwhile, people in the know have been following a comet that has never been hyped much, but seems almost certain to be a fine, though not spectacular performer for many months to come.

Comet Garradd and M71
Comet Garradd passed M71 in Sagitta on the evening of August 26th.
Nick Howes
We're talking about Comet C/2009 P1 Garradd. At the end of August it was already a fine sight through telescopes of all sizes, shining high in the evening sky at 7th magnitude. It has a bright head, a sharp starlike nucleus, and a tail that's stubby but well defined. And it's forecast to shine near its 6th-magnitude best all the way from October to mid-March. Not since Hale-Bopp has any comet remained so bright for so long.
Comet Garradd passes through the Coathanger asterism on the evening of Friday, September 2nd, then crosses the northwest corner of Sagitta, and soon enters Hercules, where it will remain until February. That means it’s high in the west after nightfall in October, lower but still in good view in November, and near the west-northwest horizon at the end of twilight around Christmas. But by then it’s already up higher in the east before the first light of dawn; the best viewing tips from evening to morning on December 16th.

Path of Comet Garradd Oct 2011 - Jan 2012
Comet Garradd crosses Vulpecula and Sagitta in early September, then remains in Hercules for the next six months. Click above for a full-page, printable finder chart.
S&T Diagram
As the comet climbs high in the early-morning sky of January and February, it will pass the Keystone of Hercules, skim ½° by the globular cluster M92 on the morning of February 3rd (mark your calendar), then sail northward past the head of Draco. It should stay bright all the way into spring as it returns to the evening sky.
Click here for a full-page, printable finder chart for Comet Garradd from September through early February, 2012.
Why is it changing so slowly? Comet Garradd is unusually large and distant as 6th-magnitude comets go. It never comes closer to the Sun than Mars’s average distance; at perihelion on December 23rd it’s 1.55 astronomical units from the Sun. Nor does the comet ever come near Earth; it’s about 2 a.u. from us all through October and November, and when closest next March 5th it will still be 1.27 a.u. away. Too bad! Garradd might have qualified for “Great Comet” status if had been on a trajectory to pass close to the Sun and if Earth weren’t on the wrong side of its orbit at the time.
Astronomer Gordon J. Garradd discovered the comet at 17th magnitude on August 13, 2009, at Australia’s Siding Spring Observatory while hunting for — ironically — near-Earth objects.

Scoperto un pianeta candidato ad ospitare la vita

Immagine artistica d'un pianeta extrasolare (crediti: CfA/David Aguilar)
Ha una massa pari a tre volte e mezzo quella della Terra, il pianeta esterno al Sistema Solare che è tra i più probabili candidati per ospitare la vita. Si chiama HD 85512 b e lo ha individuato un gruppo ricerca al quale partecipa anche l'italiano Francesco Pepe, ricercatore all'Osservatorio dell'università di Ginevra.

Il pianeta orbita attorno a una piccola stella a circa 30 anni luce dalla Terra e sembra avere tutte le carte in regola per consentire, se non di ospitare la vita, quanto meno la presenza di acqua sulla sua superficie. La scoperta è in via di pubblicazione sulla rivista Astronomy and Astrophysics e il pianeta presenta molte caratteristiche che lo rendono potenzialmente abitabile.

"Certo, può sembrare grosso per gli standard del nostro Sistema Solare - osserva Pepe - ma paragonato ai pianeti gassosi é piccolo. E questo ci fa pensare che debba essere roccioso, come la Terra. Anche se non sappiamo se abbia un'atmosfera più o meno densa, o se sia ricoperto da un oceano. Quello che sappiamo è che, essendo piccolo, probabilmente è roccioso. E che la distanza che lo separa dalla sua stella fa sì che la temperatura sulla superficie sia compatibile con la presenza di acqua".

La distanza, in realtà è molto ridotta, circa un quarto di quella fra la Terra e il Sole. Infatti un anno su HD 85512 b dura appena sessanta giorni terrestri. Ma poiché la stella attorno alla quale orbita, HD 85512, è piccola e fredda, raggiungendo circa la metà della temperatura del Sole, il pianeta sembrerebbe offrire un clima ragionevolmente tiepido. Secondo gli autori "se risultasse che HD 85512 b presenta per oltre il 50% una copertura nuvolosa, riteniamo che potrebbe essere potenzialmente abitabile".

www.ansa.it

Il cielo di settembre


Giove, protagonista del cielo autunnale (fonte: INAF)
Sarà Giove, il gigante del Sistema Solare, il protagonista delle notti autunnali. In questo periodo, rilevano gli esperti dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), il cielo sarà ricco di stelle facilmente riconoscibili.      
Il primo appuntamento è con Mercurio, che sarà perfettamente visibile all’alba del 3 settembre e per tutto l’inizio del mese. E’ possibile osservarlo prima dell’alba perchè  sorge circa un’ora e mezza prima del Sole. Successivamente, tuttavia, la sua altezza sull’orizzonte diminuirà progressivamente, rendendolo sempre più difficile osservarlo. Sempre prima dell’alba si potrà cercare di scorgere Marte. Nessuna speranza, invece, di poter osservare Venere in questo periodo.

A metà mese, la sera del 16, avremo l’occasione di osservare la Luna calante che sorge a Est, in compagnia di Giove, che sarà luminosissimo. Sarà possibile individuarlo con facilità a partire dalle 22.00, anche se sarà osservabile al meglio verso la seconda metà della notte.

Il cosiddetto Triangolo estivo, formato da tre stelle prese “in prestito” da altrettante costellazioni (Vega della Lira, Deneb del Cigno e Altair dell’Aquila), è ancora molto evidente in cielo, praticamente allo zenit, e continuerà ad esserlo per tutto settembre, fornendo un ottimo punto di riferimento per partire alla ricerca di altre stelle. Un’altra costellazione facile da individuare è Pegaso, con le sue quattro stelle più luminose che formano un quadrato (il quadrato di Pegaso, appunto), tipico riferimento del cielo autunnale.

Seguendo la direzione del timone del Grande Carro prima che ‘si pieghi’ verso la stella Alkaid, è possibile individuare la regione del cielo in cui si trova la galassia Girandola, visibile anche con un piccolo telescopio. Proprio verso le regioni più esterne di questa galassia, il 24 agosto scorso gli strumenti hanno registrato una luminosissima esplosione stellare, una supernova. Un evento che gli astronomi di tutto il mondo continueranno a osservare anche nei prossimi mesi.

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