segunda-feira, 25 de janeiro de 2016

Quella stella è esplosa di nuovo. Il "replay" della supernova prevista grazie a Einstein

HUBBLE LA STAVA ASPETTANDO, e alla fine è arrivata. Si è mostrata di nuovo. Per la terza volta la sua luce è arrivata fino a noi ma questa volta gli scienziati sapevano dove e quando guardare per osservarla. Parliamo di SN Refsdal, una supernova esplosa più di nove miliardi di anni fa, tanti sono gli anni luce che separano la sua galassia dal nostro pianeta. La storia che sta dietro a questo evento è complessa ma racconta di uno dei più affascinanti fenomeni dell'universo: la capacità della gravità di piegare anche la luce, spiegato e verificato grazie alla teoria di Einstein. Teoria che ha appena compiuto un secolo e che ha permesso agli astronomi, per la prima volta, di predire dove sarebbe riapparsa una di queste gigantesche esplosioni, questo tipo di osservazioni, infatti, sono finora sempre state frutto del caso.


La supernova si fa in quattro. Nel novembre 2014 il telescopio spaziale Hubble ha immortalato un effetto ormai conosciuto come "croce di Einstein".Non era mai successo però che venisse osservato per una supernova. Quattro punti luminosi sono apparsi attorno a una galassia ellittica, lontana cinque miliardi di anni luce. Quelle quattro "nuove" stelle non erano altro che l'immagine dello stesso evento, la cui luce aveva preso quattro strade diverse per arrivare fino a noi.

La lente gravitazionale. La responsabile è proprio quella galassia (situata in un ammasso chiamato MACS J1149.6+2223) la cui azione gravitazionale ha deviato la luce della supernova creando questa specie di 'miraggio cosmico'. Refsdal si trovava lì dietro, quattro miliardi di anni luce più lontana, sulla stessa linea dell'osservatore (che siamo noi), perciò dalla Terra abbiamo potuto assistere a questo effetto di "gravitational lensing".

La previsione. La scoperta casuale ed eccezionale ha però avuto un seguito ancora più intrigante. Gli scienziati di Berkeley, infatti, hanno potuto calcolare, con buona approssimazione, quando e dove la luce di quella stessa supernova sarebbe riapparsa. Come rivedere l'evento al replay o, meglio, in differita. A tutti gli effetti un "ritardo del segnale".

Per riuscirci hanno utilizzato sette diversi modelli teorici di quel cluster di galassie responsabile dell'effetto gravitazionale con i dati raccolti da diversi telescopi: Hubble, Vlt, Muse e Keck. Il 'responso' è apparso in uno studio la cui prima firma è dell'italiano Tommaso Treu, pubblicato sul sito del telescopio Hubble a ottobre 2015.

La conferma dall'osservazione. Proprio dalla fine di ottobre Hubble ha ricominciato a scrutare periodicamente quell'angolo di cielo fino a che quello che si attendeva non è accaduto. Refsdal è riapparsa, in un altro punto, nella stessa zona di cielo, l'11 dicembre. La spiegazione sta della diversa distribuzione della massa all'interno di quel cluster, che ne ha deviato la luce attraverso lunghezze d'onda e percorsi differenti, più lunghi, 'piegandola' e indirizzandola verso di noi. Un'altra prova del fatto che la luce ha velocità finita.

C'è di più, i calcoli sono anche risaliti indietro nel tempo. Se avessimo rivolto l'occhio di Hubble sullo stesso punto, avremmo potuto ammirarla per la prima volta nel 1998.

Questo successo apre la strada anche a nuovi studi che riguardano uno degli elementi più misteriosi che compongono l'universo: la materia oscura, grazie al programma di Hubble Frontier Fields, che studia proprio il fenomeno della lente gravitazionale per spingere le nostre osservazioni alle soglie dei Big Bang.


www.repubblica.it

A misteriosa estrutura espacial gigante invisível que intriga astrônomos

Da BBC

Image copyrightAlex Cherney
Image captionEstrutura misteriosa foi detectada pela primeira vez há 30 anos
Com ajuda do telescópio gigante CSIRO, o astrônomo australiano Keith Bannister passou a vasculhar o céu todas as noites em busca de uma fonte eletromagnética na constelação de Sagitário.
Ele procurava por algo na Via Láctea que fosse como uma lente transparente que distorcesse o que estava atrás dela.
E, assim, acabou encontrando uma gigantesca estrutura invisível, cuja existência só havia sido insinuada em algumas poucas ocasiões e por acidente.
Uma entidade transparente que flutua em nossa galáxia e que poderia ser a chave para resolver um dos grandes mistérios do universo.
"Para começar, não tínhamos ideia de como encontrar essa coisa. Só sabíamos que era um velho problema e que ninguém havia conseguido resolver de fato", conta Bannister.
Trata-se de uma massa do tamanho da órbita da Terra ao redor do Sol e que pode estar a cerca de 3 mil anos luz de distância.
Segundo Bannister, esses "vultos" estão no fino gás que está entre as estrelas de nossa galáxia.
"São como um taça de vidro. Se olhar através deles, o que está atrás fica distorcido", acrescenta.
Descoberta
A primeira vez que se tomou conhecimento destas estruturas foi nos anos 1980. Astrônomos observavam diariamente uma galáxia distante e viram como ela se comportava de uma forma estranha.
"Ela ficava mais e menos brilhante", conta Bannister. "No fim, não era a galáxia que se comportava assim, mas algo que estava em nossa galáxia e que funcionava como uma lente."
O tempo passou, a tecnologia avançou, e esta equipe de cientistas australianos - que não trabalhou com os pesquisadores de 30 anos atrás - "caçou" um destes corpos estranhos.
Seu descobrimento foi publicado neste mês na revista Science. "Isso podia mudar radicalmente as ideias que temos sobre este gás interestelar", diz Bannister.
"Tudo depende do que descobriremos a seguir e da forma exata que tenha."
Se a estrutura for lisa, como uma folha de papel, não será tão relevante. Mas, se for oval, como uma avelã...
"Se tiver esta forma e isso se dever à gravidade, isso poderia ser a solução de um dos grandes problemas da astronomia, que é onde está toda a matéria normal do universo", explica o astrônomo.
Na astronomia, há ao menos dois problemas não solucionados: um é a matéria escura e outro é a matéria bariônica.
"E isso não é matéria escura", garante Bannister.
Image copyrightArtem Tuntsov
Image captionIlustração mostra como seria a matéria transparente encontrada por cientistas

'Grande experiência'

"Os astrônomos pensam que 4% do universo é composto por essência, átomos das coisas com as quais somos feitos, você, eu, a Terra, o Sol... coisas normais", explica.
"O problema é que nós, astrônomos, não podemos encontrar essas coisas normais que pensamos que devem estar por aí. Estão perdidas, e não sabemos onde", destaca.
Se a estrutura que acabam de descobrir tiver a forma de uma avelã ou de uma bola de tênis, então, é provável que toda essa essência ou bárions estejam escondidas dentro destas lentes.
Mas Bannister está cauteloso. "Não estou seguro de nada até que consigamos medi-la."
Por enquanto, ele desfruta da satisfação de ter encontrado essa estrutura que deixam muitos astrônomos, inclusive ele, desconcertados.
"Tenho três filhos e, todo dia, íamos para o telescópio e eu ficava recebendo os dados com meus filhos sentados em meu colo. Eles me perguntavam o que estava acontecendo, e eu mostrava para eles a informação, que eles não compreendiam", relata.
"Mas eu estava emocionado, e eles estavam emocionados por causa dos belos dados que o telescópio nos estava oferecendo. Isso foi uma grande experiência."

Scoperti i buchi neri 'mancanti'

L'unico corpo celeste che potrebbe essere un buco nero di massa intermedia è  HLX-1 (Hyper-Luminous X-ray source 1) (fonte: NASA, ESA, S.Farrell (Sydney Institute for Astronomy, University of Sydney)L'unico corpo celeste che potrebbe essere un buco nero di massa intermedia è HLX-1 (Hyper-Luminous X-ray source 1) (fonte: NASA, ESA, S.Farrell (Sydney Institute for Astronomy, University of Sydney)
Scoperti i buchi neri 'mancanti', ossia i buchi neri di taglia intermedia, piu' grandi di quelli che nascono dalle stelle e piu' piccoli di quelli giganteschi che si trovano al centro delle galassie. Inseguiti da anni, sono stati descritti sull'Astrophysical Journal e individuati grazie ad un Osservatorio Virtuale: una rete di decine di volontari di tutto il mondo che ha utilizzato dati scientifici prodotti dai telescopi spaziali e liberamente accessibili online.

Coordinata da Ivan Zolotukhin, dell'Istituto francese di Astrofisica e Planetologia di Tolosa, la ricerca è riuscita a individuare 98 buchi neri intermedi, almeno 16 dei quali sono associati a galassie. Hanno una massa compresa fra 100 e 100.000 volte quella del Sole e appartengono alla stessa famiglia dei buchi neri che, quando l'universo era molto giovane, hanno generato quelli supermassicci che si trovano al centro delle galassie. ''I buchi neri giganteschi che risiedono al centro delle galassie, la cui massa è un miliardo di volte quella del Sole, non avrebbero potuto formarsi senza di essi in a soli 700 milioni di anni'', ha rilevato Zolotukhin.

In tanti anni di ricerche erano stati scoperti soltanto due buchi neri intermedi, tanto che si pensava fossero rarissimi. Per questo Zolotukhin ha ideato una campagna di ricerca su larga scala. ''L'idea " ha detto - è stata quella di cercarli in un catalogo di sorgenti di raggi X con luminosita' superiore a un certo valore''. Cosi', ha aggiunto ''abbiamo confermato che i buchi neri intermedi esistono e abbiamo dimostrato per la prima volta che sono anche numerosi''.
www.ansa.it

sábado, 23 de janeiro de 2016

Hubble, una cascata di diamanti: le stelle più luminose della galassia




L'ammasso stellare Trumpler 14 è come uno scrigno aperto che ci mostra quella che sembra una cascata di diamanti. Questa nuova immagine del telescopio spaziale Hubble è uno zoom sulla nebulosa della Carena, che contiene alcune tra le stelle più luminose della Via Lattea. Situato a circa 8.000 anni luce da noi, Trumpler 14 ha appena mezzo miliardo di anni di vita, per questo le stelle che lo compongono sono giovani e molto brillanti. La più grande visibile in questa foto è circa due milioni e mezzo di volte più luminosa del nostro Sole. La vita di questo ammasso però, secondo gli scienziati, sarà breve. Nel giro di pochi milioni di anni queste stelle esploderanno come supernove e innescando la formazione di nuovi astri



a cura di Matteo Marini

www.repubblica.it

sexta-feira, 22 de janeiro de 2016

[Johannes Kepler] Resumen nº 1672

1.1
Noticias de la SEDA del día by "Luis Mansilla" lams_astronomia
2
3
¿Un noveno planeta en el Sistema Solar? by "Jesus Sanabria" jesuss332002
4
Manchas Solares, 21 de Enero 2016.. by "Dr. S.Aguirre" drsaguirre
5
Sobre la posible existencia de otro planeta by "santiago paolantonio" spaolantonio
6

Mensajes

Jue, 21 de Ene, 2016 2:55 am (PST) . Enviado por:

"Luis Mansilla" lams_astronomia

Pruebas de la presencia de un noveno planeta en el Sistema Solar
21/1/2016 de Caltech / Astronomical Journal

Ilustración de artista que muestra al Planeta Nueve con el Sol al fondo. Se cree que el planeta es gaseoso, similar a Urano y Neptuno. Unos rayos hipotéticos iluminan la cara nocturna. Crédito: Caltech/R. Hurt (IPAC).

Investigadores de Caltech han encontrado pruebas de la existencia de un planeta gigante que sigue una extraña órbita alargada en el Sistema Solar exterior. El objeto, al que los investigadores han apodado Planeta Nueve, tiene una masa de unas 10 veces la de la Tierra y está en órbita 20 veces más lejos del Sol, en promedio, que Neptuno (que gira alrededor del Sol a una distancia media de 4500 millones kilómetros). De hecho, este planeta nuevo tardaría entre 10 000 y 20 000 años en completar una sola órbita alrededor del Sol.

Los investigadores Konstantin Batygin y Mike Brown, descubrieron la existencia del planeta a través de modelos matemáticos y simulaciones por computadora pero no han observado el objeto directamente aún.

“Sería un noveno planeta real” afirma Brown. “Sólo ha habido dos planetas verdaderos descubiertos desde la antigüedad, y éste sería el tercero. Es un fragmento sustancial de nuestro Sistema Solar que está ahí fuera esperando todavía a ser encontrado, lo que es muy emocionante”.

Brown señala que este posible noveno planeta, con 5000 veces la masa de Plutón, es suficientemente grande para que no debiera existir debate alguno acerca de si se trata de un verdadero planeta. A diferencia de la clase de cuerpos más pequeños conocidos como planetas enanos, el Planeta Nueve domina gravitacionalmente su alrededores del Sistema Solar. De hecho, domina una región mayor que ningún otro de los planetas conocidos; Brown afirma que eso le convierte en el más ‘planeta’ de los planetas de todo el Sistema Solar.


.....

Ver completa esta y más noticias en
https://sedaliada.wordpress.com/
Con la actualización de “Noticias del Cosmos” por el Observatori Astronòmic de la Universitat de València:
Participe !!!!

Departamento de Publicaciones
SECCIÓN de ENSEÑANZA y DIVULGACIÓN de la ASTRONOMÍA – SEDA
LIGA IBEROAMERICANA DE ASTRONOMÍA – LIADA
Web 1: https://sites.google.com/site/eduliada/home
Web 2: https://sedaliada.wordpress.com/
E-mail: seda.liada@gmail.com
"57 Años ... Semper Observandum"

Jue, 21 de Ene, 2016 4:44 am (PST) . Enviado por:

"Dr. S.Aguirre" drsaguirre

Boletin Solar AAVSO. Manchas. Diciembre 2015... .

Hola ..
tema: Sol.

En esta ocasión les comparto un resumen del Boletín Solar del Mes de
Diciembre 2015., generado en AAVSO, especificamente en lo referente al
Conteo de Manchas Solares...

los detalles:

Numero de observadores: 63.

Numero de observaciones totales: 888.

Numero Máximo de Manchas Solares Relativas de América (Ra) para Diciembre
2015.: 60.

Numero Mínimo de Manchas Solares Relativas de América (Ra) para Diciembre
2015.: 14..

Numero Promedio de Manchas Solares: 36.3

Promedio de Observaciones Solares ( por dia ) para Diciembre 2015.:
27.3

Hemisferio Solar Dominante en Manchas para Diciembre 2015.: ninguno.

Imagenes y reporte completo aquí:

http://goo.gl/l0LgjW

Salvador Aguirre, Observador Solar.
Colaborador de : AAVSO/ALPO/SILSO/Parhelio.com.

Jue, 21 de Ene, 2016 4:57 am (PST) . Enviado por:

"Jesus Sanabria" jesuss332002

Explicación de la evidencia conque cuentan los que hablan de la posibilidad de la existencia de un noveno planeta del tamaño de Urano o Neptuno. Interesante.

http://www.universetoday.com/126969/astronomers-find-theoretical-evidence-for-distant-giant-planet-in-our-solar-system/

Saludos
___________________

Atte.
Jesús Rafael Sanabria,
Colaborador de la SEDA-LIADA
https://sedaliada.wordpress.com
Caracas, Venezuela

Twitter: @AstronomiaFacil
Blog: https://astrofacilvzla.wordpress.com
Fotos: https://www.flickr.com/photos/7414327@N02/ y https://es.pinterest.com/jesuss332002/

Jue, 21 de Ene, 2016 11:01 am (PST) . Enviado por:

"Dr. S.Aguirre" drsaguirre

Manchas Solares, 21 de Enero 2016..

Hola a todos.
Tema Observacion y conteo de manchas Solares.

Les comparto los pormenores del conteo de manchas solares. en luz visible.

Día: 21de Enero 2016.

Hora: 16 45 hrs UT.

Rotacion: 2172.
P -7.5
B: -5.1
L: 0.6

Numeracion de Manchas Solares: 2486,87,88...

Total
Grupos: 3
Manchas: 24
Wolf: 54

Hemisferio Solar Norte:
Grupos: 1
Manchas: 11
Wolf: 21

Hemisferio Solar Sur:
Grupos: 2
Manchas: 13
Wolf: 33

Region Central del Disco solar:
Grupos: 2
Manchas: 13
Wolf: 33

Simple Vista, numero de manchas: no determinadas.

Imagenes aquí:

http://goo.gl/Xq0Hok

Salvador Aguirre
Observador Solar..

Jue, 21 de Ene, 2016 12:04 pm (PST) . Enviado por:

"santiago paolantonio" spaolantonio

Estimados amigos, les paso el vínculo de este corto y claro comentario
sobre la noticia de la posible existencia de otro planeta. Saludos. Santiago

http://www.lavoz.com.ar/ciudadanos/cuatro-respuestas-de-un-experto-cordobes-sobre-el-anuncio-del-planeta-x

Jue, 21 de Ene, 2016 12:11 pm (PST) . Enviado por:

"Julio Vannini" juliovannini

Sin mencionar que un cuerpo de unas 5000 veces el de Pluton, reflejaria la
luz solar y brillaria en el infrarrojo, algo que los surveys de cielo
completo no lograron detectar.

Hay muchas otras posibles razones para que las orbitas hubiesen sido
perturbadas asi.

2016-01-21 8:51 GMT-06:00 Edgar CastroBathen ecastrobathen@gmail.com
[cyberastronomo] <cyberastronomo-noreply@yahoogroups.com>:

>
>
> Comentario de Edgar Castro Bathen
> Yo no soy quien para descalificar a Mike Brown, pero soy una persona con
> sentido común q*ue piensa y analiza,* y para determinar que se ha descubierto
> un planeta Mike Brown o su equipo debe probar que cumple con los tres
> principios: 1. Que gire alrededor del sol 2. que el cuerpo en cuestión haya
> alcanzado un equilibrio hidrostático 3. QUE TENGA LIMPIA SU ÓRBITA. Tiene
> limpia su órbita este candidato a planeta? recordemos que ese es el
> "pecado" de Plutón.
>
> No me explico como saben que está limpia su órbita si ni se puede ver el
> supuesto planeta......
> saludos,
>
>
> El 21 de enero de 2016, 4:56, 'Luis Mansilla' lams_astronomia@yahoo.com.ar
> [cyberastronomo] <cyberastronomo-noreply@yahoogroups.com> escribió:
>
>>
>>
>> *Pruebas de la presencia de un noveno planeta en el Sistema Solar*
>> 21/1/2016 de Caltech / Astronomical Journal
>> [image: This artistic rendering shows the distant view from Planet Nine
>> back towards the sun. The planet is thought to be gaseous, similar to
>> Uranus and Neptune. Hypothetical lightning lights up the night side. - See
>> more at:
>> http://www.caltech.edu/news/caltech-researchers-find-evidence-real-ninth-planet-49523#sthash.Xf7Y557c.dpuf]
>>
>> *Ilustración de artista que muestra al Planeta Nueve con el Sol al fondo.
>> Se cree que el planeta es gaseoso, similar a Urano y Neptuno. Unos rayos
>> hipotéticos iluminan la cara nocturna. Crédito: Caltech/R. Hurt (IPAC). *
>>
>>
>>
>> Investigadores de Caltech han encontrado pruebas de la existencia de un
>> planeta gigante que sigue una extraña órbita alargada en el Sistema Solar
>> exterior. El objeto, al que los investigadores han apodado Planeta Nueve,
>> tiene una masa de unas 10 veces la de la Tierra y está en órbita 20 veces
>> más lejos del Sol, en promedio, que Neptuno (que gira alrededor del Sol a
>> una distancia media de 4500 millones kilómetros). De hecho, este planeta
>> nuevo tardaría entre 10 000 y 20 000 años en completar una sola órbita
>> alrededor del Sol.
>>
>> Los investigadores Konstantin Batygin y Mike Brown, descubrieron la
>> existencia del planeta a través de modelos matemáticos y simulaciones por
>> computadora pero no han observado el objeto directamente aún.
>>
>> “Sería un noveno planeta real” afirma Brown. “Sólo ha habido dos planetas
>> verdaderos descubiertos desde la antigüedad, y éste sería el tercero. Es un
>> fragmento sustancial de nuestro Sistema Solar que está ahí fuera esperando
>> todavía a ser encontrado, lo que es muy emocionante”.
>>
>> Brown señala que este posible noveno planeta, con 5000 veces la masa de
>> Plutón, es suficientemente grande para que no debiera existir debate alguno
>> acerca de si se trata de un verdadero planeta. A diferencia de la clase de
>> cuerpos más pequeños conocidos como planetas enanos, el Planeta Nueve
>> domina gravitacionalmente su alrededores del Sistema Solar. De hecho,
>> domina una región mayor que ningún otro de los planetas conocidos; Brown
>> afirma que eso le convierte en el más ‘planeta’ de los planetas de todo el
>> Sistema Solar.
>> *.....*
>>
>> *Ver completa esta y más noticias en *
>> https://sedaliada.wordpress.com/
>> Con la actualización de “Noticias del Cosmos” por el Observatori
>> Astronòmic de la Universitat de València:
>> Participe !!!!
>>
>> Departamento de Publicaciones
>> SECCIÓN de ENSEÑANZA y DIVULGACIÓN de la ASTRONOMÍA – SEDA
>> LIGA IBEROAMERICANA DE ASTRONOMÍA – LIADA
>> Web 1: https://sites.google.com/site/eduliada/home
>> Web 2: https://sedaliada.wordpress.com/
>> E-mail: seda.liada@gmail.com
>> "57 Años ... Semper Observandum"
>>
>>
>
>
> --
> *Edgar Castro Bathen*
>
> *Móvil 5903 3077*
>
> *ecastrobathen@gmail.com <ecastrobathen@gmail.com>*
>
>
>

--
Julio Vannini




22/01/16 - Desde el Sur: explorando el Cosmos": Programa 433

Como todas las semanas queremos invitarlos a escuchar una nueva emisión del programa "Desde el Sur: Explorando el Cosmos" que hacemos junto a Patricia Mermoz desde Argentina.
Tienen disponible el programa  de esta semana en el blog: radiokosmosargentina.blogspot.com , pueden escucharlo online o descargarlo desde Archive.org en:

O en nuestro canal en iVoox: 

http://www.ivoox.com/escuchar-desde-sur-explorando-cosmos_nq_3062_1.html

y todos los jueves de 20 a 21 hs., con repetición los sábados a las 21 hs. en Ciberstation(http://www.ciberstationradio.com/inicio.html) .


Los temas de hoy son:
- Estrategias de búsqueda y posible hallazgo de ondas gravitacionales.

- Persiste el misterio sobre el origen de la supernova más brillante jamás observada.

- La "megaestructura alienígena gigante" se hace cada vez más inexplicable.

- Posible explicación sobre la juventud de Sputnik Planum en Plutón.

- Aseguran haber descubierto el noveno planeta que orbita alrededor del Sol.
- Buscarán partículas de materia oscura en el LHC.

Y un poco de buena música ... 
Los esperamos.   

Ing. Ricardo F. Sánchez

Superlua e chuva de meteoros: confira o que será visto nos céus de 2016



Chuva de meteoros Perseidas em 2013, na Califórnia (EUA)
O ano de 2016 trouxe consigo grandes fenômenos astronômicos que poderão ser vistos a olho nu pelos brasileiros. Com direito a três Superluas, nove chuvas de meteoros e planetas se aproximando da Terra para exibir sua beleza, os amantes de astronomia podem marcar na agenda quais serão as melhores datas para observar o céu.
Um dos grandes destaques do ano serão as chuvas de meteoros Eta Aquarídeos, que acontecem em maio, e os Orionídeos, em outubro, ambos produtos da passagem da Terra pela órbita do cometa Halley que prometem um belo espetáculo aos espectadores.
O Centro de Divulgação da Astronomia do Centro de Divulgação Cientifica e Cultural da USP (Universidade de São Paulo) divulgou uma lista dos eventos que podem ser vistos a olho nu no país, como a aproximação de Júpiter no dia 8 de março, momento em que o planeta estará mais próximo da Terra e talvez até suas Luas fiquem visíveis. 

Veja a lista de fenômenos:

Sergei Grits/ AP
Superlua em Mir, na Biélo-Rússia, em 2015

Janeiro
9 – Vênus e Saturno poderão ser vistos muito perto um do outro no céu
Fevereiro
07 - Mercúrio estará com a maior distância angular (oeste a 26°) do Sol, posição que garante melhor visibilidade da Terra 
Março
08 - Júpiter estará alinhado com a Terra e do lado oposto ao Sol. É a data e que acontecerá a melhor aproximação do planeta em relação a Terra. Logo, o Sol iluminará Júpiter, que estará mais perto da Terra e ficará visível a olho nu
Abril
10 - A estrela Aldebaran, a mais brilhante da constelação de Touro, poderá ser vista muito próxima da Lua
18 – Mercúrio estará com a maior distância angular (leste a 20°) do Sol, posição que garante melhor visibilidade da Terra
22 - Chuva de Meteoros Lirídeas
Maio
04 - Chuva de Meteoros Eta Aquarídeas
22 - Marte estará em sua maior aproximação da Terra e totalmente iluminado pelo Sol
Junho
03 - Saturno estará em sua maior aproximação com a Terra
03 – A Lua e Mercúrio poderão ser vistos muito perto um do outro no céu
05 - Mercúrio estará com a maior distância angular (oeste a 20°) do Sol, posição que garante melhor visibilidade da Terra 
Marcelo Zurita/ Reprodução
Astrônomo acompanha maior chuva de meteoros de 2015 na Paraíba
Julho






Julho
28 - Chuva de Meteoros Delta Aquarídeas
Agosto
04 – Mercúrio e a Lua estarão visualmente muito próximos no céu
12 - Chuva de Meteoros Perseídas
16 - Mercúrio estará com a maior distância angular (leste a 27°) do Sol, posição que garante melhor visibilidade da Terra
27 – Vênus e Júpiter estarão visualmente muito próximos no céu
Setembro
02 - Netuno estará em seu ponto mais próximo da Terra, mas a olho nu poderá aparecer como apenas um ponto azul
29 - Mercúrio estará com a maior distância angular (oeste a 18°) do Sol, posição que garante melhor visibilidade da Terra 
Outubro
16 - Superlua
21 - Chuva de Meteoros Orionídeas
Novembro
02 - Chuva de Meteoros Taurídeas do Sul
14 - Superlua
17 - Chuva de Meteoros Leonídeas
Dezembro
10 – Mercúrio estará com a maior distância angular (leste a 21°) do Sol, posição que garante melhor visibilidade da Terra
13 - Chuva de Meteoros Geminídeas
14 - Superlua
22 – Chuva de Meteoros Ursídeas 
http://noticias.uol.com.br/ciencia

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...