quinta-feira, 8 de janeiro de 2015

Hubble marca 25º aniversário com foto renovada de 'velha conhecida'

Feita em 1995, imagem de pilares da Nebulosa de Águia apareceu em livros e filmes; agora, ela foi refeita com ângulo mais aberto e o dobro da resolução.

Jonathan Webb

Repórter de Ciência da BBC News, em Seatlle (EUA)



Nova imagem dos pilares tem ângulo mais aberto e resolução duas vezes maior que a original (Foto: NASA, ESA/Hubble e Hubble Heritage Team)

O telescópio Hubble, que em 2015 completa 25 anos em órbita, registrou novas imagens impactantes de dois conhecidos corpos celestes. Revisitando uma de suas fotos mais antigas e mais famosas, o telescópio capturou uma nova visão da Nebulosa da Águia que mostra seus "Pilares da Criação" em mais detalhes do que nunca.
E uma montagem com 13 mil fotos da nossa vizinha galáxia de Andrômeda se tornou o maior imagem já feita pelo telescópio. Ambas as imagens foram reveladas em Seattle, em uma reunião da Sociedade Astronômica Americana.
Paul Scowen, da Arizona State University, descreveu as fotos da Nebulosa da Águia como "novas imagens de uma velha amiga".
A imagem original, feita em 1995, dos pilares de formação estelar de nuvens de poeira e gás foi uma sensação e, desde então, tem aparecido em inúmeras capas de livros, nas telas de cinema e em camisetas.
Graças a melhorias nos sistemas do Hubble, a nova representação tem um ângulo mais aberto e uma resolução duas vezes maior que a da foto original.
Ele também permite que astrônomos como Scowen vejam o que mudou em 20 anos - apesar de todas as mudanças realmente terem ocorrido há 7 mil anos, por causa da distância.
Galáxia de Andrômeda, vizinha da Via Láctea, é vista com nível inédito de detalhes (Foto: Nasa)

Scowen e sua equipe só tiveram algumas semanas para analisar as imagens, mas ele diz que já é possível perceber que "sim, algumas coisas mudaram" - incluindo as pontas dos jatos explodindo do lado dos pilares de cinco anos-luz de altura.
Esses jatos tornam-se "placas de sinalização, apontando para onde as estrelas foram feitas", disse. O segundo lançamento impressionante é conhecido como a Panchromatic Hubble Andromeda Treasury ou PHAT.
Ele retrata a Galáxia de Andrômeda, o grande vizinho da nossa Via Láctea, a um nível recorde de detalhe.
Julianne Dalcanton, da Universidade de Washington, explicou que Andrômeda é provavelmente maior do que a Via Láctea e ocupa mais do céu do que a Lua.
Foram 39 meses para reunir as milhares de imagens, em três diferentes comprimentos de onda de luz, que juntos mostram uma grande varredura da galáxia em forma de panqueca a cerca de dois milhões de anos-luz de distância.
É importante ressaltar que elas têm resolução nítida o suficiente para retratar individualmente muitas das 100 milhões de estrelas capturadas na imagem. "A imagem é muito boa, mas a glória dela é que podemos dar zoom," disse Dalcanton.
Assim como as estrelas individuais, a grande imagem promete um tesouro feito de nuvens de poeira, aglomerados de estrelas, regiões de formação de estrelas e muito mais - para os astrônomos buscarem insights sobre como as galáxias se formam e se transformam.

E’ in corso una forte tempesta solare


E’ in corso una forte tempesta solare. È stata classificata di livello 3 (nella scala che va da 1 a 5) che può causare intermittenze radio e disturbi ai satelliti e potrebbe essere stata generata da uno sciame di particelle solari che ha colpito la Terra oppure da un flusso veloce di vento solare. La tempesta è scoppiata nelle prime ore del 7 gennaio e sta progressivamente diminuendo di intensità.

“Tempeste di questa intensità di solito causano intermittenze radio, fluttuazioni nell’erogazione della corrente elettrica e nei dati inviati dai satelliti, aurore ma non grossi problemi” spiega Mauro Messerotti, dell'Osservatorio Astronomico di Trieste dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) e membro del Consiglio direttivo della Swico (Space Weather Italian Community) . 

“L’origine di questa tempesta non è molto chiara – aggiunge - le ipotesi sulla causa potrebbero essere due: o una nube di particelle emessa dal Sole che ha colpito la Terra oppure un flusso veloce di vento solare generato da un buco coronale, ossia una regione molto estesa dove i campi magnetici del Sole si proiettano all’esterno nello spazio interplanetario”. Questo vento, prosegue l’esperto, quando è emesso sferza per qualche ora i pianeti come un idrante. La causa potrebbe essere stata anche una combinazione dei due fenomeni solari.


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quarta-feira, 7 de janeiro de 2015

Anche per la Befana la cometa delle feste si vede a occhio nudo




La cometa delle feste è ancora la protagonista del cielo. Comparsa a Natale, la C/2014 Q2 Lovejoy si prepara a diventare sempre più luminosa per la Befana e il 7 gennaio raggiungerà la distanza minima dalla Terra, pari a 70 milioni di chilometri. E' possibile vederla a occhio nudo già dall'inizio di dicembre e adesso si prepara a diventare una delle comete più luminose dell'emisfero settentrionale.


Nonostante la luce della Luna, particolarmente intensa in questi giorni, varrà comunque la pena osservare la cometa. Sarà possibile farlo sul canale Scienza e Tecnica dell'ANSA, nella diretta in streaming con il Virtual Telescope in programma permartedì 6 gennaio alle 20,00.

La C/2014 Q2 Lovejoy ''è una cometa notevole, luminosa e visibile a occhio nudo, naturalmente dai luoghi non inquinati dalle luci'', osserva l'astrofisico Gianluca Masi, responsabile del Virtual Telescope e coordinatore scientifico del Planetario di Roma. ''Vale davvero la pena di sfidare il bagliore della luna - prosegue Masi - perchè la cometa ci ha regalato finora una bellissima visione della sua coda. Confidiamo di poter osservarne l'evoluzione in diretta''.

A differenza di quanto accade con gli asteroidi, spiega, ''le comete mutano continuamente il loro aspetto a mano a mano che gas e polveri scivolano dal nucleo verso la coda''. Il risultato, aggiunge, è ''una coda che si modifica in tempo reale e si fa la sensazione che la cometa sia una cosa viva''.

Per vedere la cometa a occhio nudo bisogna guardare a Nord-Ovest di Orione (la cui Cintura è riconoscibile dalle tre stelle allineate), nello spazio compreso fra le costellazioni di Eridano e del Toro (riconoscibile per la brillante stella Aldebaran). Se la luce della Luna offuscherà lo spettacolo, a metà mese la cometa sarà visibile in tutta la sua bellezza perchè sarà alta sull'orizzonte.

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Antichi oceani la chiave per scoprire la vita su altri pianeti

La presenza di oceani antichissimi su un pianeta, proprio come accade sulla Terra, è indispensabile alla vita e costituisce il principale indizio per individuare i mondi esterni al Sistema Solare capaci di ospitare esseri viventi. Lo indica la ricerca condotta dal Centro di Astrofisica Harvard-Smithsonian e presentata nel convegno della Società Americana di Astronomia in corso negli Stati Uniti, a Seattle.

Proprio come accade sulla Terra, dove i suoi oceani esistono dalle prime epoche della formazione del pianeta, la stessa cosa potrebbe accadere sulle 'superterre' finora scoperte. Assumendo che l'evoluzione della vita su altri pianeti segua regole simili a quelle della Terra, secondo i ricercatori èpossibile scoprire forme di vita soltanto nei pianeti più antichi del nostro, nati cioè almeno cinque miliardi e mezzo di anni fa.

''Quando si considera se un pianeta si trova nella zona abitabile, pensiamo alla distanza dalla sua stella e alla sua temperatura, ma si dovrebbero considerare anche gli oceani'', osserva la coordinatrice della ricerca, Laura Schaefer. Sebbene l'acqua occupi il 70% della superficie della Terra, è appena una piccola frazione (appena il 10%) del pianeta, costituito soprattutto da rocce e ferro. Simulazioni al computer indicano che anche i pianeti di dimensioni confrontabili a quelle della Terra (dalla massa superiore da 2 a 5 volte) potrebbero avere oceani o averli avuti oceani per miliardi di anni e che siano evaporati solo quando la loro stella, diventata una gigante rossa, ha prodotto un calore tale da farli evaporare.


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Un 'MasterChef' per riconoscere i sosia della Terra


Come preparare un pianeta 'sosia' della Terra. Difficoltà: cinque stelline. Ingredienti: una 'tazza' di magnesio, una di silicio, due di ferro e altrettante di ossigeno, con un pizzico di zolfo e un goccio d'acqua portata dagli asteroidi. Procedura: mescolate bene, ponete vicino (ma non troppo) ad una giovane stella, cucinate ad alta temperatura per diversi milioni di anni e raffreddate fino a quando si forma una sottile crosta dorata. Nei casi più fortunati, la ciliegina sulla torta: potrebbero comparire forme di vita.

La ricetta arriva dai 'MasterChef' planetari, i ricercatori del Centro di Astrofisica Harvard-Smithsonian (CfA) guidati da Courtney Dressing, che l'hanno presentata nel congresso della Società americana di Astronomia in corso a Seattle, negli Stati Uniti. Lobiettivo è identificare pianeti rocciosi simili alla Terra in grado di ospitare forme di vita.

''Per trovarli, dovremmo focalizzare la nostra attenzione su pianeti che hanno dimensioni fino a 1,6 volte quelle della Terra, perchè solo questi sono mondi rocciosi'', spiega Courtney Dressing. Per giungere a questa conclusione, il suo gruppo ha misurato la massa di piccoli pianeti con dimensioni paragonabili a quelle della Terra, risalendo poi alla loro densità e composizione chimica. Tutto ciò è stato possibile grazie al Telescopio Nazionale Galileo (Tng) dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) alle Canarie, e in particolare grazie allo spettrografo Harps-N (High Accuracy Radial velocity Planet Searcher for the Northern emisphere), il più famoso cacciatore di pianeti extrasolari insieme al satellite Kepler della Nasa.

''Ogni anno - spiega il direttore del Tng, Emilo Molinari - dedichiamo 80 notti per confermare i candidati pianeti scoperti dalla sonda della Nasa, come il pianeta Kepler-93b appena identificato con questa ricerca. Harps-N - aggiunge - è uno strumento ad alta precisione che punta verso l'emisfero Nord, a differenza del suo predecessore e gemello montato all'osservatorio dello European Southern Observatory (Eso) in Cile. Il suo occhio permette di confermare la presenza dei pianeti misurando il movimento che questi imprimono sulla loro stella con una precisione del metro al secondo''.


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Estudo liga atividade solar ao nascer à expectativa de vida

Da France Presse
Imagem registrada no dia anterior e divulgada nesta quarta (8) mostra tempestade solar, fenômeno que poderá perturbar a atividade dos satélites, assim como das comunicações e das redes elétricas na Terra, segundo alertaram autoridades. (Foto: AP)Atividade solar pode influenciar na expectativa de
vida. (Foto: AP)
Um incomum estudo publicado nesta quarta-feira (7) por pesquisadores noruegueses afirma que as pessoas nascidas em períodos de calmaria solar vivem mais que os nascidos durante atividade solar intensa.
Os indivíduos nascidos durante os períodos agitados do Sol, marcados por poderosas deflagrações e tempestades geomagnéticas, têm uma esperança de vida menor, afirma o estudo.
Os pesquisadores compararam dados demográficos de noruegueses nascidos entre 1676 e 1878 com observações astronômicas do Sol e concluíram que 'a atividade solar durante o nascimento reduz a probabilidade de sobrevivência na idade adulta' e, desta forma, a esperança média de vida.
O estudo, publicado no jornal Proceedings of the Royal Society B, afirma que 'em média, a esperança de vida de indivíduos nascidos durante os períodos de atividade solar máxima têm 5,2 anos a menos de esperança de vida em relação aos nascidos durante períodos de atividade solar mínima'.
O Sol tem ciclos que duram cerca de 11 anos entre um período de maior atividade - o 'máximo solar'- e o seguinte, mas há exceções notáveis.
Os máximos solares se caracterizam pelo incremento nas manchas solares, deflagrações e ejeções de massa capazes de afetar as comunicações de rádio e as redes de transmissão elétrica na Terra, danificar satélites e perturbar os instrumentos de navegação.
A atividade solar também está relacionada aos níveis de radiação ultravioleta, um fator com impacto comprovado nas capacidades reprodutivas e que causa danos celulares, inclusive no DNA, recorda o estudo.
Realizado pela Universidade de Ciências e Tecnologia da Noruega, o estudo é baseado em dados demográficos obtidos a partir dos registros de igrejas envolvendo 8.600 indivíduos de duas comunidades diferentes da Noruega, uma pobre e outra rica.
Além da esperança de vida, nascer durante um máximo solar também 'reduziu significativamente' a fertilidade das mulheres nascidas na comunidade pobre, mas não na comunidade rica.
'Colocamos em evidência, pela primeira vez, que não apenas a mortalidade infantil e a esperança de vida, mas também a fertilidade, estão estatisticamente associadas à atividade solar ao nascer'.

Cientistas anunciam oito novos planetas em zonas habitáveis

Do G1 em São Paulo

Ilustração da Nasa mostra o tamanho de dois dos novos exoplanetas em comparação com a Terra (à esquerda) (Foto: Nasa)


Astrônomos anunciaram nesta terça-feira (6) que descobriram oito novos planetas orbitando suas estrelas a uma distância em que pode existir água líquida na superfície, o que os faz potencialmente habitáveis.
Com isso, duplicou-se o número de planetas pequenos (aé duas vezes o diâmetro da Terra) conhecidos em zonas habitáveis de suas estrelas-mãe. Entre estes oito novos, a equipe identificou dois que são o mais parecidos com a Terra que quaisquer exoplanetas (planetas fora do nosso Sistema Solar) conhecidos até então.
"A maioria desses planetas tem uma boa chance de ser rochoso, como a Terra", diz o principal autor Guillermo Torres, do Centro de Astrofísica Harvard-Smithsonian  (CfA).
Nasa busca nova função para telescópio espacial Kepler. (Foto: Nasa)Telescópio espacial Kepler. (Foto: Nasa)
Os resultados foram anunciados em um encontro da Sociedade Astronômica Americana.
Os dois planetas mais parecidos com a Terra do grupo são o Kepler-438b e o Kepler-442b. Ambos orbitam estrelas anãs vermelhas que são menores e mais frias do que o nosso Sol Kepler-438B orbita a sua estrela a cada 35 dias, enquanto Kepler-442b completa uma órbita a cada 112 dias.
Com um diâmetro 12% maior que o da Terra, Kepler-438B tem uma chance de 70% de ser rochoso, de acordo com os cálculos da equipe. Kepler-442b é cerca de um terço maior que a Terra, mas ainda tem uma chance de 60% de ser rochoso.
"Não sabemos com certeza se qualquer um dos planetas em nossa amostra são verdadeiramente habitáveis", explica David Kipping co-autor do estudo. "Tudo o que posso dizer é que eles são candidatos promissores".
Os novos planetas foram encontrados graças ao telescópio espacial Kepler, da Nasa. Com os oito novos exoplanetas, esse equipamento chegou à extraordinária marca de mil descobertos.

segunda-feira, 5 de janeiro de 2015

Il 'cuore' del Sole ricreato in laboratorio

La 'macchina Z' è il più grande generatore di raggi X al mondo (fonte: energy.gov)


Il 'cuore' del Sole è stato ricreato in laboratorio grazie alla 'macchina Z', il più grande generatore di raggi X al mondo installato presso i Sandia National Laboratories ad Albuquerque, in Nuovo Messico. L'esperimento, descritto sulla rivista Nature, permette di spiegare alcuni 'capricci' della nostra stella che non trovavano riscontro nelle teorie elaborate dai fisici.

Le più recenti analisi dello spettro emesso dalla superficie apparente del Sole (fotosfera), infatti, avevano messo in crisi le stime che erano state fatte in precendeza riguardo all'abbondanza di elementi chimici come l'ossigeno, il carbonio e l'azoto, arrivando a dimezzarle. Per chiarire questa discrepanza, i ricercatori guidati dal fisico solare James Bailey hanno provato a ricreare in laboratorio le stesse condizioni di temperatura e pressione presenti all'interno della stella per osservare direttamente il comportamento di questi elementi.

Il primo ad essere studiato è stato il ferro, che determina addirittura un quarto dell'opacità della materia stellare alla radiazione solare, un fattore molto importante nel determinare la temperatura interna del Sole.

I risultati dell'esperimento indicano che l'opacità del ferro in queste condizioni è dal 30% al 400% più alta del previsto. Se il ferro si comporta diversamente da quanto teorizzato, allora probabilmente lo stesso potrebbe valere anche per gli altri elementi chimici: non sarebbero dunque da rivedere le stime della loro abbondanza all'interno del Sole, ma le teorie sul loro comportamento in condizioni fisiche così estreme.

Questa scoperta potrebbe avere importanti implicazioni, non solo per il Sole, ma anche per lo studio delle altre stelle della galassia intorno a cui ruotano pianeti che potrebbero ospitare forme di vita.


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sábado, 3 de janeiro de 2015

Sol começa o ano com enorme 'buraco' perto do polo sul do astro

Buraco coronal é caracterizado por região mais escura.
Foto foi tirada por instrumento da Nasa em 1º de janeiro.


Do G1, em São Paulo

Buraco coronal é visto no polo sul do Sol no dia 1º de janeiro (Foto: NASA/SDO/Divulgação)

O Sol começou 2015 com um enorme buraco coronal - região mais escura e de baixa densidade - perto do polo sul do astro. O fenômeno foi captado em 1º de janeiro por um instrumento  do Observatório de Dinâmica Solar da Nasa, agência espacial americana.
Segundo a Nasa, os buracos coronais são regiões da camada mais externa do sol, chamada corona, onde o campo magnético se estende para o espaço em vez de se conter na superfície do astro. As partículas que se deslocam ao longo desses campos magnéticos podem, então, deixar o Sol em vez de ficarem presas em sua superfície.
Enquanto as partículas que continuam presas na superfície brilham, as regiões em que as partículas escaparam para o espaço ficam bem mais escuras, com a aparência de um buraco.

sexta-feira, 2 de janeiro de 2015

Os principais eventos astronômicos de 2015


Finalmente 2015 chegou e com ele chega também o post de Ano Novo com os principais eventos astronômicos de 2015! Por “principais” entenda aqueles que desde já vale a pena marcar no calendário para não esquecer e ir se preparando. Eu mesmo acabo esquecendo se não fizer isso, mas ao longo do ano vamos acompanhar tudo o que for possível de registrar!

O ano começa promissor, com esse rapaz do post aí embaixo, o cometa C/2012 Q2 Lovejoy, ou Lovejoy Jr. para os amigos. O cometa está cada dia mais brilhante e está em boas condições de visibilidade no céu (o céu é que não anda muito bom nas cidades pelas quais eu tenho passado) e a perspectiva é que ele continue aumentando de brilho até os primeiros dias de janeiro. Ele já pode ser visto a olho nu e a tendência é que essa condição melhore ainda mais.

Bom, vamos aos destaques de 2015.

Janeiro

04 - A Terra atinge o seu ponto de maior aproximação com o Sol, o chamado periélio. Destaco esse evento porque dia após dia os jornais noticiam recordes de temperatura alta pelo país e não duvido nadinha que alguém mais afoito vai relacionar as altas temperaturas com o periélio. Não vou nem entrar nos detalhes de quanto é essa distância mais próxima para te convencer que as duas coisas não têm nada a ver, mas basta ver que enquanto no Brasil as temperaturas estão altas, nos EUA e Europa os recordes são de temperaturas baixas! Se houvesse ligação entre uma coisa e outra, o hemisfério norte deveria estar mais quente também, né?

Eu vi algumas pessoas espalhando o boato de que no dia 4 um alinhamento entre Júpiter e Plutão promoveria um “puxão” na Terra, ou seja, faria com que a força gravitacional que age sobre nossos corpos fosse reduzida. Esses e-mails espalhados por aí dizem que seria até possível flutuar no ar, caso alguém pulasse no exato momento do alinhamento. Vá devagar. Júpiter e Plutão não estarão alinhados no dia 4 e mesmo que todos os corpos do Sistema Solar (o Sol, inclusive) estivessem alinhados dessa maneira não haveria qualquer efeito perceptível, quanto mais o de flutuar!

14 - Mercúrio atinge máxima elongação ao entardecer. Traduzindo: no pôr do sol, Mercúrio estará na sua posição mais alta no céu, facilitando sua observação.

17 e 24 - As Luas de Júpiter vão promover um trânsito de sombras, em outras palavras, vão passar entre o Sol e Júpiter e do nosso ponto de vista vamos ver suas sombras passando sobre o planeta. É um evento legal, mas infelizmente vai ser necessário um telescópio de porte médio.

Fevereiro

18 - Lua Negra, ou seja, a terceira Lua Nova de uma estação do ano que possui 4 Luas Novas no calendário.

24 - Máxima elongação de Mercúrio, mas dessa vez ao amanhecer.

Março

01 - Período de “eclipses” de satélites geoestacionários, aqueles satélites responsáveis pelas telecomunicações. Não que isto seja um evento astronômico relevante, mas se você tem sinal de TV por assinatura que opera por sinais de satélites já deve ter notado que logo após uma súbita interrupção do sinal, surge um aviso de que explosões solares ou tempestades ionosféricas causaram o problema. Isso de fato acontece, mas a causa mais comum é esse período em que os satélites geoestacionários passam pela sobra da Terra, que deve durar até o equinócio de outono.

05 - “Mini Lua”, ou seja, uma Lua Cheia que ocorre próximo da maior distância que Lua pode atingir da Terra (chamado de apogeu).

20 - Eclipse total do Sol, mas esse só para os leitores que estão no Ártico e equinócio de outono para quem vive no hemisfério Sul.

21 - A Lua oculta Marte, mas só para os leitores do sul da Argentina e boa parte do Chile.

Abril

04 - Eclipse lunar total. Ele pode ser visto no Brasil, ao menos em tese. Quanto mais à oeste, maiores as chances. O problema é que ele deve se iniciar com o amanhecer, por isso fica muito difícil de se ver alguma coisa.

Maio

05 - Máximo da chuva de meteoros de Eta Aquarídeos, restos do cometa Halley que a Terra intercepta todo ano. A Lua, um dia após a Cheia, prejudica sua observação.

07 - Máxima elongação do ano para Mercúrio, ao nascer do Sol.

20 e 28 - As 4 luas galileanas jogam suas sombras sobre Júpiter novamente. Só para quem tem telescópios...

30 - O cometa 19P/Borrelly pode ficar brilhante o suficiente para ser visto com um binóculo.

A sonda Dawn chega ao planeta anão Ceres, no Cinturão de Asteroides e inicia as manobras de aproximação. A órbita inicial tem 13.500 km de altura e assim a Dawn se tornará a primeira missão a estudar um planeta anão. A New Horizons só chega em Plutão em julho.

Junho

04 - Mais sobras de luas galileanas sobre Júpiter.

05 - Máxima elongação do ano, mas dessa vez para Vênus ao entardecer.

16 - O cometa C/2014 Q1 PanSTARRS atinge seu máximo de brilho previsto. Se isso acontecer, poderá ser visto a olho nu.

21 - Solstício de inverno no hemisfério sul.

24 - Mercúrio atinge a maior elongação no ano, ao nascer do Sol.

Julho

01 - Conjunção entre Vênus e Júpiter às 18h. A distância entre os dois planetas (no céu) será menor do que o tamanho de uma Lua Cheia!

06 - Plutão atinge a oposição, apenas uma semana antes do encontro com a sonda New Horizons.

14 - A sonda New Horizons cruza o plano do sistema de satélites de Plutão em sua máxima aproximação ao sistema.

31 - Segunda Lua Cheia do mês, ou seja, uma Lua Azul.

Agosto

19 - Marte cruza o aglomerado M44, conhecido como Presépio.

29 - Primeira Super Lua de 3 que ocorrerão em 2015. A Super Lua ocorre quando a Lua chega a sua fase de Cheia na sua menor distância à Terra (chamado de perigeu). Nesse caso, a Lua chegará ao perigeu e 20 horas depois alcançará a fase de Cheia.

Setembro

02 - Novo período de “eclipses” de satélites geoestacionários, novamente causando apagões nos satélites. Desta vez, com duração até o equinócio de primavera.

04 - Máxima elongação do ano de Mercúrio, para o entardecer.

13 - Eclipse parcial do Sol para quem mora na África e Oceano Índico.

23 - Equinócio de primavera para o hemisfério Sul.

28 - Evento astronômico do ano para o Brasil! Eclipse lunar total visível em todo o território nacional, com início às 21:11 e término às 03:22 da manhã, aproximadamente. Anote na agenda!

28 - Segunda Super Lua do ano. Na verdade “A” Super Lua do ano, já que ela atinge a fase de Cheia uma hora depois do perigeu.

Outubro

01 - De acordo com os modelos de aumento de brilho de cometas, o C/2013 US10 Catalina deve chegar ao seu brilho máximo. Se os modelos estiverem certos, o Catalina deve ser visível a olho nu.

08 - A Lua oculta Vênus, para quem está na Austrália.

11 - A Lua oculta Mercúrio para quem está no Chile.

16 - Mercúrio atinge a máxima elongação matutina do ano.

27 - Terceira (e última) Super Lua do ano, dessa vez a fase de Cheia acontece 23 horas antes do perigeu.

Novembro

12 - Chuva de meteoros Taurídeos. Especula-se que a cada 7 anos o número de meteoros aumente muito e esse é o ano. A Lua em fase Crescente ajuda na observação.

18 - Máximo da sempre interessante chuva de meteoros Leonídeas. Lua em Quarto Crescente prejudica a observação no começo da noite.

A sonda Dawn atinge sua menor distância a Ceres, em uma órbita de 375 km de altura. Nessa posição ainda deve obter dados por 3 meses, até o fim de sua missão primária nos primeiros meses de 2016.

Dezembro

14 - Máximo da chuva de meteoros Geminídeos com uma taxa prevista de 120 meteoros por hora. A Lua estará em fase crescente, mas apenas 12% iluminada, favorecendo a observação.

21 - Solstício de verão para o hemisfério sul.

29 - Mercúrio atinge máxima elongação ao entardecer.

Bom, esses são os eventos relevantes de 2015, mas é claro que muita coisa vai acontecer que ninguém pode prever. O Sol estará saindo do período de máxima atividade e muitas explosões e tempestades devem ocorrer. Atenção especial para o jipe Curiosity que recentemente descobriu indícios de materiais orgânicos em Marte e tem mais coisa por estudar. Ainda ouviremos falar muito da Rosetta, que está em operação, e do modo Philae que está hibernando. Os resultados da missão de novembro ainda vão ser divulgados e podemos esperar boas notícias da Philae. Ela foi colocada em modo de hibernação, pois ficou numa posição desfavorável para receber luz do Sol e recarregar suas baterias. Ocorre que um mínimo de luz ainda atinge os painéis e com a diminuição da distância ao Sol a iluminação está aumentando. Mês passado houve uma convenção de ciências planetárias nos EUA e a equipe da Philae afirmou que no início de 2015 já poderia estar em condições de ser religada! Tomara!

Outra missão que vai ser figurinha fácil no blog é a New Horizons que está a caminho de Plutão. Ela já está na fase de ciência, obtendo imagens de Plutão e Caronte que devem chegar agora em janeiro. Em julho ela deve cruzar o plano das órbitas dos satélites de Plutão e até lá, muita coisa vai acontecer. Bom, depois também, já que a missão foi estendida e a sonda deve estudar os objetos transnetunianos, ou seja, objetos despregados da cinturão de Kuiper que chegam próximos a Netuno.

Vamos aguardar. Feliz Ano Novo!

*Foto: NASA/JPL-Caltech/SSI
Do Blog ObservatórioCassio Barbosa
http://g1.globo.com/ciencia-e-saude/blog/observatorio/post/os-principais-eventos-astronomicos-de-2015.html

Le luci delle feste brillano ancora nel cielo di gennaio

La cometa C/2014Q2 Lovejoy fotografata da Rolando Ligustri (fonte: Rolando Lligustri)


Le luci delle feste natalizie continueranno a brillare anche nel cielo di gennaio, grazie ad una serie di spettacolari eventi astronomici tutti da gustare con il naso all'insù: dalla pioggia di stelle cadenti di inizio anno fino al transito della cometa delle feste Lovejoy, passando per luminosi 'minuetti' tra Luna, stelle e pianeti. A segnalare gli appuntamenti imperdibili è l'Unione astrofili italiani (Uai).

Congiunzione Luna Pleiadi, 01 gennaio ore 18:00 (Mappa del cielo realizzata dalla Uai con i programmi Skymap Pro e Stellarium)

Neanche il tempo di posare i calici dopo i brindisi di Capodanno, che la sera del primo gennaio sarà illuminata dalla Luna che attraverserà la costellazione del Toro tra la stella Aldebaran e l'ammasso stellare delle Pleiadi: la congiunzione si replicherà anche la sera del 28 gennaio.

Congiunzione Luna Presepe (M44), 07 gennaio ore 00:00 (Mappa del cielo realizzata dalla Uai con i programmi Skymap Pro e Stellarium)

Avremo poi giusto 48 ore per riprendere fiato e prepararci alla pioggia di stelle cadenti che puntuale arriverà a celebrare l'inizio dell'anno: si tratta dello sciame meteorico delle Quadrantidi. ''Quest'anno il maggior numero di meteore è atteso nelle ore notturne del 3-4 gennaio, specie tra le 2 e le 3 di notte'', spiegano gli astrofili Uai. ''Purtroppo il disturbo della Luna sarà sempre presente, ma fortunatamente - aggiungono - verso mattina la Luna si troverà ad un'altezza sopra l'orizzonte assai bassa, cosicchè sarà possibile osservare il comportamento dello sciame proprio quando produrrà il maggior numero di meteore''. Per celebrare l'Epifania, invece, la Luna transiterà nella notte tra 6 e 7 gennaio nella costellazione del Cancro, vicino all'ammasso stellare del Presepe (M 44). L'8 gennaiosarà ancora protagonista di una congiunzione con Giove, il pianeta più brillante di queste notti invernali.

Falcetto Luna crescente, 21 gennaio ore 17:30, (Mappa del cielo realizzata dalla Uai con i programmi Skymap Pro e Stellarium)




Falcetto Luna crescente, 22 gennaio ore 17:43, (Mappa del cielo realizzata dalla Uai con i programmi Skymap Pro e Stellarium)


Nelle stesse ore darà il meglio di sè la cometa delle feste Lovejoy, che già in occasione del Natale ha superato la soglia della visibilità a occhio nudo. Aspetto compatto, grande chioma e una coda ancora molto tenue, la Lovejoy ''raggiungerà la massima luminosità il giorno 7 - precisa la Uai - quando passerà alla minima distanza dalla Terra'', pari a 70 milioni di chilometri. ''Poi dovrebbe cominciare gradualmente a calare, rimanendo però sopra la soglia della visibilità senza strumenti per tutto il mese''.

Falcetto Luna crescente, 23 gennaio ore 18:19, (Mappa del cielo realizzata dalla Uai con i programmi Skymap Pro e Stellarium)

Chi volesse seguire con l'occhio, oltre che con il cuore, la missione in orbita di Samantha Cristoforetti, dovrà mettere in conto qualche levataccia. La Stazione spaziale internazionale (Iss), infatti, ''saràvisibile solo intorno alle 5 e le 6 del mattino''.

A consolarci, entro fine mese, arriverà un'incredibile congiunzione tra Luna, Marte, Venere e Mercurio. I quattro astri si allineeranno la sera del 23 gennaio e saranno visibili nelle costellazioni del Capricorno e dell'Acquario.


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