sábado, 14 de abril de 2018

Sul web la paura del pianeta Nibiru, ma non esiste

La bufala torna per la quarta volta in 15 anni

Redazione ANSA  
Il pianeta Nibiru dovrebbe colpire la Terra il 23 aprile 2018, ma niente paura: non esiste. Per la quarta volta in 15 anni il misterioso pianeta tornerebbe a minacciare il nostro, ma è soltanto una bufala che sta correndo sul web, proprio come era avvenuto nel 2003, nel 2012 e nel 2017.
Non esistono né il pianeta né il rischio della fine del mondo, ma la bufala è chiaramente ispirata al film Melancholia, nel quale la Terra è minacciata da una catastrofe simile. Ad alimentare la leggenda metropolitana è David Meade, come si fa chiamare l'autore del libro 'Planet X, The 2017 Arrival', secondo il quale il misterioso pianeta avrebbe colpito la Terra il 23 settembre 2017, in base a una sua reinterpretazione dell'Apocalisse della Bibbia.
Adesso la data si è spostata in avanti di un anno e il 23 aprile 2018 il pianeta dovrebbe sfiorare la Terra, sconvolgendone orbita e inclinazione, con conseguenze catastrofiche per l'umanità. "È un tema assolutamente privo di fondamento, non c'è nessuna base scientifica a sostegno della fantasiosa ipotesi", ha rilevato l'astrofisico Gianluca Masi, responsabile del Virtual Telescope. La bufala di Nibiru va avanti dal 1995, quando l'americana Nancy Lieder aveva affermato di avere un chip nel cervello che le permetteva di comunicare con gli alieni del sistema di stelle Zeta Reticuli.
Gli alieni le avrebbero detto che il corpo celeste, che si troverebbe ai confini del Sistema Solare, sarebbe passato vicino alla Terra nel maggio 2003, con conseguenze catastrofiche. Ma il pianeta ha mancato quell'appuntamento e la donna ha spostato la previsione al 2012, quando la bufala è dilagata su internet, al punto che la Nasa è dovuta scendere in campo per dire che il pianeta non esiste e la Terra non corre alcun pericolo di questo tipo.
"E' una leggenda metropolitana dura a morire ed è on demand: è tirata in ballo e rivisitata nelle più svariate occasioni - ha detto Masi - anche quando c'è stata l'ipotesi, non confermata, dell'esistenza del pianeta 9 ai confini del Sistema Solare". Nibiru era stato chiamato in causa anche in occasione di un'altra fake news virale, quella fine del mondo prevista dai Maya per il 21 dicembre 2012.
www.ansa.it

domingo, 25 de fevereiro de 2018

L'espansione dell'universo è più veloce del previsto



L'universo si espande molto più rapidamente del previsto: la sua velocità è del 10% superiore a quella rilevata finora. Lo indica la misura più precisa mai ottenuta di questo fenomeno, pubblicata sull'Astrophysical Journal.

A 100 anni dai primi calcoli della velocità di espansione dell'universo, il risultato apre la finestra su un lato misterioso del cosmo perché fornisce i primi indizi di una nuova fisica, ossia di una fisica le cui regole non corrispondono più a quelle previste dalla teoria di riferimento, il Modello Standard.

Il risultato si deve anche a uno dei papà della scoperta che l'espansione sta accelerando, il Nobel per la fisica Adam Riess. Del suo gruppo, presso l'americano Space Telescope Science Institute (STScI) e la Johns Hopkins University, fa parte l'italiano Stefano Casertano.

Possibile grazie ai dati del telescopio spaziale Hubble, dedicato all'astrofisico statunitense che ha scoperto l'espansione dell'universo, il risultato "apre le porte a un viaggio nel mistero", ha detto all'ANSA il vicepresidente dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn), Antonio Masiero. "Vediamo segnali arrivarci da qualche mondo nuovo, ma - ha aggiunto - non sappiamo né come sia fatto, né dove si trovi".

I ricercatori hanno calcolato la velocità di espansione dell'universo misurando le distanze di lontane galassie osservate dal telescopio gestito da Nasa e Agenzia Spaziale Europea (Esa). In particolare, Hubble ha osservato stelle pulsanti chiamate Cefeidi, caratterizzate dalla relazione regolare tra il periodo di pulsazione e la luminosità e per questo sono usate come punti di riferimento per misurare le distanze delle galassie.

Le stelle utilizzate questa sono 10 volte più distanti di quelle utilizzate in precedenza e hanno permesso di calcolare che le galassie si allontanano tra loro a un ritmo più rapido del previsto e che l'universo si sta espandendo a una velocità superiore del 10%, rispetto a quella calcolata grazie alla foto del baby universo 'catturata' dal satellite Planck, dell'Esa.

Secondo i fisici questa incongruenza sarebbe dovuta a qualcosa di sconosciuto nella composizione dell'universo, che mette in crisi le teorie di riferimento della cosmologia. "Come in un giallo, la nuova misura ci dà un indizio importante e consistente della nuova fisica" ha detto Masiero. Secondo Riess, tutte le possibili spiegazioni sono da cercare nel lato oscuro dell'universo.

Una possibilità è che il motore che spinge l'universo a espandersi, cioè l'energia oscura, che occuperebbe il 75% del cosmo, possa allontanare le galassie l'una dall'altra con una forza ancora maggiore del previsto. Ciò significa che l'accelerazione potrebbe non avere un valore costante, variando nel tempo.

Un'altra ipotesi è l'esistenza di nuove particelle simili ai neutrini, ma ancora più inafferrabili, i cosiddetti neutrini sterili. Infine un'altra allettante possibilità è che la materia oscura , ossia la materia invisibile che occupa circa il 25% del cosmo, interagisca con la materia visibile più fortemente  di quanto si pensasse.

www.ansa.it

Diffuse galaxy

Our NASA's Hubble Space Telescope caught sight of a soft, diffuse-looking galaxy, perhaps the aftermath of a long-ago galactic collision when two spiral galaxies, each perhaps much like the Milky Way, swirled together for millions of years. Catch a glimpse: http://go.nasa.gov/


sexta-feira, 30 de junho de 2017

30 de junho - Dia do Asteróide - Asteroid Day

Hoje, 30 de junho, é comemorado em diversos países, o Dia do Asteróide - Asteroid Day..

Trata-se de uma data onde diversas atividades educacionais são realizadas com o intuito de informar e alertar as pessoas sobre o que é um asteróide e o perigo que ele pode trazer para  o planeta.





Em 30 de junho de 1908, um asteroide de 40 metros de diâmetro causou  um grande  impacto  quando colidiu em Tunguska, na Sibéria. O corpo celeste derrubou 80 milhões de árvores em uma zona pouco povoada de 2.000 quilômetros quadrados – uma superfície superior ao tamanho de Londres. O Dia do Asteroide foi escolhido para recordar a data e alertar para o fato que, até hoje, ninguém consegue prever com precisão quando será a próxima queda de um asteroide sobre a superfície.
Os cientistas trabalham para melhorar as previsões e descobrir como abortar um possível impacto – incluindo um eventual “asteroide surpresa”, que apareça sem dar sinais prévios sem estarmos  preparados para nos defendermos. 
As táticas poderiam consistir em destruir o asteroide com laser, tentar desviá-lo ou enviar um “trator” espacial para arrastá-lo. Mas, primeiro, os cientistas precisam detectar a ameaça e pensar em um plano rápido para combatê-la.
Astrofísicos classificam os corpos celestes por tamanho e pela composição. Os asteroides são rochas que podem medir desde alguns centímetros até 10 quilômetros de diâmetro, como o que extinguiu os dinossauros há 65 milhões de anos. Eles penetram diariamente na atmosfera da Terra, muitas vezes pegando fogo durante a queda, e raramente apresentam algum risco – a agência espacial americana estima que a chance de sermos atingidos por um asteroide potencialmente perigoso nos próximos 100 anos é de apenas 0,01%. A maioria dessas rochas vêm de uma região entre Marte e Júpiter, onde há um grande cinturão de asteroides.
Até o momento, especialistas conseguiram catalogar 90% dos asteroides de tamanho potencialmente perigosos e determinaram que nenhum supunha uma ameaça imediata. Estima-se que episódios de impacto com objetos tão grandes como o que atingiu os dinossauros aconteçam uma vez a cada 100 milhões de anos – o próximo, teoricamente, poderia levar ao fim da humanidade.
Os mais preocupantes são os asteroides que têm entre 15 e 140 metros, como o que caiu na Sibéria. Outro episódio relevante foi registrado em Chelyabinsk, no centro da Rússia, em 2013, quando um corpo de 20 metros – que não tinha sido detectado com antecedência – entrou na atmosfera, criando uma energia cinética equivalente a 27 bombas de Hiroshima. A onda de choque fez com que as janelas de quase 5.000 edifícios quebrassem e deixou mais de 1.200 feridos.
Diante da ameaça, a Europa está criando uma série de telescópios, cuja conclusão está programada para daqui a dois anos. Esta rede “escaneará sistematicamente o céu a cada noite, e qualquer asteroide que se aproxime será detectado com uma antecedência de duas a três semanas”, disse Nicolas Bobrinsky, responsável do projeto de vigilância de asteroides Space Situational Awareness, da Agência Espacial Europeia (ESA, na sigla em inglês).
Do Observatório Astronomico Monoceros com informações da Revista Veja e da AFP.
Imagens Web

Asteroid Day

NASA.gov

quarta-feira, 21 de junho de 2017

A Solar Eclipse Can Blind You (Read This Before Looking at the Sun!)

By 



During the Great American Total Solar Eclipse on Aug. 21, millions of people will gaze at the sun to see the moon slowly pass in front of it, blocking out the light. But those who aren't careful risk doing some nasty damage to their eyes.

You've probably been told that it isn't safe to stare at the sun and that watching a solar eclipse without proper eye protection can make you go blind. That's because the light from the sun is so intense that it can literally burn your eyeballs — even during a solar eclipse, when part of the sun's disk is still visible.

Even the tiniest sliver of a crescent sun peeking out from behind the moon emits enough light to scorch your eyes, Ralph Chou, professor emeritus at the School of Optometry & Vision Science at the University of Waterloo in Canada, told Space.com. "I have seen instances where the patient has eventually shown up with crescents burned into the back of the eye, and you can almost tell exactly when they looked." [How to View a Solar Eclipse Without Damaging Your Eyes ]





'Pelo bem da humanidade', Stephen Hawking faz apelo para que homem volte à Lua

Da BBC


Stephen HawkingDireito de imagemPA
Image caption"Essa expansão para o espaço pode mudar completamente o futuro da humanidade", disse o físico britânico
O cientista e físico britânico Stephen Hawking convocou países a enviarem astronautas à Lua até 2020. Para ele, é preciso também construir uma base lunar nos próximos 30 anos e enviar pessoas a Marte até 2025 - tudo isso pensando "no futuro da humanidade".
As previsões de Hawking almejam principalmente reacender programas espaciais globais, forjar novas alianças e dar à humanidade uma nova "sensação de propósito".
O cientista está participando do Starmus Festival, que celebra a Ciência e as Artes e está acontecendo em Trondheim, na Noruega. Ele reforçou lá seus desejos de um novo plano de expansão espacial.
"Essa expansão para o espaço pode mudar completamente o futuro da humanidade", disse o físico britânico.
"Tenho esperanças de que isso uniria países que competem entre si em torno de uma única meta, para enfrentar o desafio comum a todos nós. Um novo e ambicioso programa espacial serviria para engajar os mais novos e estimular o interesse deles em outras áreas, como astrofísica e cosmologia."
Questionado sobre se não seria melhor gastar o dinheiro disponível tentando resolver os problemas deste planeta, em vez de investi-lo no espaço, Hawking pontuou que é importante, sim, cuidar das questões urgentes daqui - mas agregou que pensar no espaço é importante para garantir o futuro da humanidade.
"Não estou negando a importância de lutar contra o aquecimento global e as mudanças climáticas aqui, ao contrário do que fez Donald Trump, que pode ter tomado a decisão mais séria e errada sobre esse tema que o mundo poderia esperar", disse. (No início do mês, o presidente americano anunciou a saída dos EUA do Acordo de Paris, pacto climático que visa impedir o aumento das temperaturas globais).
No entanto, o cientista ressaltou que as viagens espaciais são essenciais para o futuro da humanidade, principalmente porque a Terra está sob ameaça - justamente por conta de problemas como o aquecimento global e a diminuição dos recursos naturais.
Neil Armstrong na luaDireito de imagemNEIL A. ARMSTRONG
Image captionRetorno do homem à Lua daria à humanidade uma "sensação de propósito", segundo Hawking
"Estamos ficando sem espaço aqui e os únicos lugares disponíveis para irmos estão em outros planetas, outros universos. É a hora de explorar outros sistemas solares. Tentar se espalhar por aí talvez seja a única estratégia que pode nos salvar de nós mesmos. Estou convencido de que os seres humanos precisam sair da Terra", afirmou o físico.
Chefe da Agência Espacial Europeia, Jan Woerner disse que prevê a construção de uma base na Lua em 2024 e está colaborando com a Rússia para enviar uma sonda e testar um possível local para isso. A China já estipulou uma meta de enviar um astronauta à Lua em breve.
Já a Nasa não tem planos de voltar à Lua por enquanto e vem focando seus esforços no plano de enviar astronautas a Marte até 2030. No entanto, se outras agências espaciais começarem a colaborar entre si para a construção de uma base lunar, seria difícil ver a Nasa de fora dessa.
Para Hawking, o ponto principal é que não há futuro a longo prazo para nossas espécies na Terra: ele acha que seríamos atingidos por um asteroide novamente ou eventualmente engolidos pelo nosso próprio Sol. Ele ainda reforça que viajar para outros planetas distantes "elevaria a humanidade".
"Sempre que demos um novo salto, por exemplo a ida à Lua, unimos os povos e as nações, inauguramos novas descobertas e novas tecnologias", afirmou.
"Deixar a Terra exige uma movimentação global, todos devem estar juntos nisso. Precisamos fazer renascer a empolgação dos primórdios das viagens espaciais, na década de 1960."
Para ele, a colonização de outros planetas já não é mais tema de ficção científica. "Se a humanidade quiser continuar (a viver) por mais milhões de anos, nosso futuro residirá na ousadia de ir onde ninguém mais ousou ir. Espero que seja para o melhor. Nós não temos outra opção."

quinta-feira, 15 de junho de 2017

A família de 66 antenas do ALMA Observatory .




A família de 66 antenas do ALMA Observatory . Crédito da imagem: S. Seip / ESO Astronomy http://socsi.in/50Wy2


We honor individuals who made profound impacts to the success of our missions

We honor individuals who made profound impacts to the success of our missions — enabling us to explore and discover the world and universe around us. Watch: http://www.nasa.gov/live


Studenti 'aiutano' la Nasa a studiare l'asteroide Apophis

Nel 2029 passerà vicinissimo alla Terra, ma non la colpirà

Redazione ANSA  
Sono ancora studenti di ingegneria al Massachussets institute of technology (Mit), ma la loro idea è stata così buona da essere giudicata valida per una proposta alla Nasa: cioè mandare una sonda senza equipaggio sull'asteroide gigante Apophis, per studiare e rilevarne tutte le informazioni possibili, dalla forma, alle dimensioni, alla composizione, quando passera vicinissimo alla Terra nel 2029. 

Aphophis, grande 350 metri, non colpirà la Terra, ma le andrà così vicino che la forza di gravità terrestre potrebbe deviarne la traiettoria. Un passaggio ravvicinato unico il suo, di quelli che accadono una volta ogni 1000 anni. 

Il gruppo di studenti, coordinato da Richard Binzel e David Miller ha pensato ad una missione robotica capace di unire la difesa del pianeta alla scoperta scientifica. Il progetto è stato poi presentato all'agenzia spaziale Usa ricevendo una valutazione positiva dai suoi esperti: " è uno sforzo notevole", ha commentato Lindley Johnson, del Programma di osservazione dei Neo (Near-Earth Object) della Nasa "è quasi pronto per essere presentato alla Nasa". 

L'obiettivo sarà carpire tutti i dettagli di Apophis, dalla forma alle dimensioni, dalla densità alla composizione della superficie fino al tasso di rotazione. Una sonda della Nasa dovrebbe essere lanciata, secondo il progetto, nell'agosto del 2026 per raggiungere in tempo la postazione di osservazione e misurare quindi Apophis prima, durante e dopo il passaggio del 2029. 

Il progetto però non è fine a se stesso, ma è pensato per dare impulso ad altri studi futuri delle agenzie spaziali internazionali. "Ci sono moltissime missioni su comete e asteroidi, ma questa è unica nel suo genere, perché Apophis arriverà così vicino alla Terra, che la gravità terrestre darà probabilmente all'asteroide una 'strattonata', deviandone il percorso", commenta Miller. 

Le informazioni che si ricaveranno da questo progetto aiuteranno a capire meglio come si formano gli asteroidi, che sono stati i primi mattoni del Sistema Solare, e gli oltre 4.000 pianeti noti, oltre a sapere come progettare una difesa della Terra nel caso di un futuro impatto con un asteroide.

www.ansa.it

terça-feira, 13 de junho de 2017

Most, if not all, large galaxies contain a supermassive black hole at their centers

Most, if not all, large galaxies contain a supermassive black hole at their centers. Our SOFIA Stratospheric Observatory for Infrared Astronomy found that the dust surrounding such active, ravenous black holes is much more compact than previously thought. Learn more: http://go.nasa.gov/2spd5cZ


A imagem pode conter: noite
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Astrônomos descobrem planeta mais quente que a maioria das estrelas


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Da EFE - Uma equipe internacional de astrônomos descobriu um planeta fora do Sistema Solar com uma gigantesca e brilhante cauda de gás, que lembra um cometa, e cuja temperatura da superfície é superior a 4.300 graus centígrados, maior que a da maioria das estrelas.
O planeta, batizado como KELT-9b e que orbita a estrela KELT-9, foi localizado a 650 anos-luz da Terra, na constelação de Cygnus, de acordo com a pesquisa publicada nesta segunda-feira na revista "Nature".
O novo exoplaneta alcança durante o dia os 4.315 graus centígrados, ou seja, apenas 1.093 graus a menos que a temperatura do Sol.
Além disso, a radiação ultravioleta da estrela que KELT-9b orbita é tão brutal que o planeta poderia literalmente evaporar devido ao intenso resplendor, produzindo uma cauda de gás brilhante.
Estas informações foram oferecidas por uma equipe liderada por astrônomos das universidades de Ohio State e Vanderbilt, ambas nos Estados Unidos, e que será apresentado na reunião da American Astronomical Society, que acontece esta semana em Austin, no Texas.
O exoplaneta é também um gigante gasoso com massa 2,8 vezes maior que Júpiter, mas que tem metade de sua densidade, pois a radiação extrema de KELT-9 fez com que sua atmosfera se inflasse como um balão.
Devido ao fato de o planeta estar sendo continuamente bombardeado pela radiação estelar, o calor é tão extremo que não é possível formar moléculas como a água, o dióxido de carbono e o metano.
"É um planeta segundo as definições típicas baseadas em massa, mas sua atmosfera é diferente de qualquer outro planeta que já vimos até agora devido a sua temperatura durante o dia", explicou Scott Gaudi, professor de astronomia da The Ohio State University e coautor do estudo.
A razão par que sua temperatura seja tão alta é que a estrela que ele orbita tem mais que o dobro do tamanho e é quase duas vezes mais quente que o nosso Sol.
"KELT-9 propaga tanta radiação ultravioleta que pode fazer o planeta evaporar completamente. Ou então, se os planetas gigantes gasosos como KELT-9b possuírem núcleos rochosos sólidos como algumas teorias sugerem, o planeta poderia ser reduzido a uma rocha estéril, como (o planeta) Mercúrio", explicou Keivan Stassun, professor de Física e Astronomia em Vanderbilt, que coordenou o estudo com Gaudi.
Por outro lado, a órbita do planeta está muito próxima da estrela, por isso, caso a estrela comece a se expandir, acabará engolindo KELT-9b.
"KELT-9 se inchará para se transformar em uma estrela gigante vermelha em cerca de 1 bilhão de anos", acrescentou Stassun.
O planeta foi observado pela primeira vez em 2014, quando sua órbita transitava pela face de sua estrela. Devido a seu período extremadamente curto, a órbita quase polar e ao fato de que sua estrela é oblata, ao invés de esférica, os especialistas calculam que o planeta ficará fora de visão em aproximadamente 150 anos e não voltará a ser visível até dentro de três milênios e meio.

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