quarta-feira, 24 de junho de 2015

Cientistas desvendam mistério de 'nuvem' lunar


A poeira lunar foi analisada pela sona LADEE
Da BBC  -  A Lua está permanentemente rodeada por uma enorme camada de pó, de acordo com dados recolhidos por uma sonda enviada ao satélite natural terrestre em 2013 pela Agência Espacial Americana (Nasa).
Batizada de LADEE, em inglês, a sonda estudou, por seis meses, rajadas de partículas que podiam chegar a uma altitude de até 100 km. A missão terminou em abril de 2014, quando a sonda se espatifou no solo lunar.
'Bombardeio'
Os dados foram analisados recentemente por uma equipe de cientistas da Universidade do Colorado, nos EUA. E, em um artigo publicado na revista científica Nature, os especialistas afirmam que a nuvem seria uma "poluição" causada por cometas: partículas deixadas por corpos celestes passando pela Lua atingem o solo, pulverizando-se e elevando-se no céu lunar.
Segundo a equipe de cientistas da Universidade do Colorado, a camada fica mais grossa todas as vezes em que a Lua e a Terra passam pelas partículas deixadas por cometas.
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Partículas liberadas por cometas "castigam" a superfície lunar
Segundo o coordenador do estudo, Mihaly Horanyi, a Terra é bombardeada diariamente por pelo menos 100 toneladas de detritos cósmicos, mas é protegida pela atmosfera, que desintegra grande parte deles. Na Lua, o volume diário é de cinco toneladas, mas porque o satélite não tem atmosfera as partículas se chocam diretamente com o solo, criando a nuvem.
A camada de pó intrigou os cientistas por conta de seu formato irregular: ela é mais densa em um lado da Lua, mais atingido pelas partículas.
Este tipo de formação tinha sido detectado pela Nasa nas luas de gelo de Júpiter, visitadas pela sonda Galileo na segunda metade da década de 90. Mas os cientistas tinham dúvidas se a lua terrestre, de formação rochosa, passaria pelo mesmo fenômeno. Esse foi um dos motivos por trás do projeto LADEE.
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Cientistas veem vantagens no estudo das nuvens de poeira
Cientistas acreditam que vários outros corpos celestes no sistema solar, de asteroides a luas em outros planetas, também tenham nuvens de poeira.
Zoltan Sternovsky, cientista também envolvido no projeto, acredita que futuras missões espaciais poderão estudar esses corpos celestes sem a necessidade de pousar neles.
"Você pode analisar essas partículas para estudar a composição dos corpos", afirma.

La missione Rosetta prolungata di 9 mesi

La missione Rosetta prolungata di 9 medi (fonte: per la sonda ESA/ATG medialab; per la cometa ESA/Rosetta/NAVCAM)
La missione Rosetta prolungata di 9 medi (fonte: per la sonda ESA/ATG medialab; per la cometa ESA/Rosetta/NAVCAM)
La missione Rosetta è stata prolungata di nove mesi: anzichè concludersi alla fine del 2015, come previsto, continuerà ad accompagnare la sua cometa fino alla fine di settembre 2016. 

Lo ha deciso oggi il Comitato per i programmi scientifici dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa). Questo significa che la sonda continuerà a seguire la cometa 67/P Churyumov-Gerasimenko anche quando questa si starà allontanando dal Sole, raccogliendo ulteriori dati scientifici.


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Il buco nero più attivo mai visto nella galassia

Rappresentazione artistica di un buco nero che divora la sua stella (fonte: UzaY Sitesi)
Rappresentazione artistica di un buco nero che divora la sua stella (fonte: UzaY Sitesi)
Una vera e propria 'staffetta' di telescopi spaziali e basati a Terra sta inviando immagini e dati sul buco nero più attivo mai visto nella galassia, mentre sta divorando una piccola stella vicina 'ingoiando' brandelli di materia, rende noto l'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf).

''La gravità del buco nero accelera la materia a velocità vicine a quella della luce, raggiungendo temperature elevatissime'', ha detto Pietro Ubertini, dell'Istituto di Astrofisica e Planetologia Spaziali (Iaps) dell'Inaf.

A diffondere le prime notizie sulla coppia più 'brillante' della Via Lattea sono stati dei Telegrammi Astronomici (Atel), ossia il più veloce 'passaparola' per gli astronomi di tutto il mondo. L'oggetto luminoso è formato dalla piccola stella chiamata V404 Cygni, delle dimensioni del nostro Sole, e dal buco nero GS2023+338, la cui massa è 10 volte superiore a quella del Sole. E' stata scoperta 25 anni fa dal satellite giapponese Ginga, ''ma poi si è 'spenta' ed è rimasta così per oltre 20 anni'', ha detto Ubertini.

''Solo la settimana scorsa - ha aggiunto - Swift ha visto un'emissione molto forte e ha dato l'allerta''.

Lanciato nel 2004 dalla Nasa, il satellite è stato realizzato in collaborazione con Agenzia Spaziale Italiana (Asi) e Consiglio britannico per le ricerche di Astronomia e Fisica delle particelle (Pparc).

Dopo l'allerta di Swift il telescopio spaziale, Integral, dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa), ha dimostrato che il 'super-buco nero' è un evento davvero unico. Lo ha visto in particolare lo strumento Ibis, specializzato nel rilevare i raggi gamma e del quale è responsabile Ubertini. Adesso tutti i satelliti astronomici in orbita stanno modificando i loro programmi osservativi a brevissima scadenza per osservare l'evoluzione del buco nero.

Da queste prime osservazioni risulta che la coppia formata dal buco e nero e dalla sua compagna è l'oggetto cosmico 50 volte più 'brillante' rispetto agli oggetti che finora detenevano il record, come la pulsar che si trova nella nebulosa del Granchio e il buco nero Cygnus X-1.


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domingo, 21 de junho de 2015

Galáxia é batizada em homenagem ao jogador português Cristiano Ronaldo

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Ilustração mostra como seria a galáxia CR7 que existiria desde quando o universo tinha apenas 800 milhões de anos de idade
Da BBC - O português Cristiano Ronaldo é uma das maiores estrelas do futebol mundial e, agora, uma galáxia inteira também.
O centroavante do Real Madrid, que às vezes parece fazer jogadas de outro mundo, foi homenageado com o nome dado a uma das partes mais antigas e cruciais de nosso universo.
Recentemente descoberta por astrônomos, a galáxia CR7 (em referência às iniciais do jogador e ao número de sua camisa) existiria desde quando o universo tinha apenas 800 milhões de anos de idade, há cerca de 13 bilhões de anos.
Ela é formada por um conjunto de estrelas "de primeira geração". Acredita-se que elas tenham propiciado condições cruciais para o surgimento de vida.
As estrelas da CR7 "permitiram que todos nós estejamos aqui ao fabricar elementos pesados e mudar a composição do universo", segundo o astrônomo português David Sobral, da Universidade de Lisboa, em Portugal.
Sobral liderou o grupo de astrônomos que descobriu esta galáxia e confirma que o nome foi inspirado no jogador, mas também no método usado para descobrir a idade de objetos distantes no universo, chamado Cosmic Redshift 7.
Cristiano Ronaldo ganhou a Bola de Ouro da Fifa em 2013 e 2014 e nesta temporada já atingiu a marca impressionante de 66 gols.

quinta-feira, 18 de junho de 2015

Il 20 giugno, telescopi puntati sul Saturno, il pianeta "Signore degli Anelli"

Oltre cento eventi da nord a sud della penisola per la quarta edizione dell'iniziativa "Occhi su Saturno"

PER UNA SERA e una notte il palcoscenico sarà tutto per "il più bello dei pianeti", telescopi e obiettivi di mezza Italia saranno puntati verso lo stesso angolo di cielo, lì verso sud-est dove Saturno brillerà, dopo il tramonto tra le costellazioni dello Scorpione e della Bilancia. Il 20 giugno tutti quanti avranno l'occasione di vedere e saperne di più sul "Signore degli anelli", grazie all'iniziativa "Occhi su Saturno". Osservatori astronomici, enti e, soprattutto, associazioni di astrofili organizzano in tutta la penisola lezioni, proiezioni e osservazioni dedicate all'inquilino più affascinante del Sistema solare, quello più riconoscibile, per la fascia inconfondibile di anelli che lo circonda.

Gli eventi. Sono oltre un centinaio i luoghi che hanno eventi in programma, da Lugano e Alto Adige fino a Sicilia e Sardegna. L'anteprima si terrà a Roma, il 19 giugno al Dipartimento di Matematica e Fisica dell'Università Roma Tre con conferenze, esperimenti scientifici, mostre e seminari. Sarà l'occasione per inaugurare anche Planitalia, un Sistema solare in scala distribuito su tutta la Penisola. Con il Sole a Prato della Valle (Padova) e Nettuno, il pianeta più lontano, nel sud della Sicilia.



Il 20 giugno, in contemporanea in tutta Italia, saranno invece puntati i telescopi verso il gigante gassoso. Sul sito dedicato all'iniziativa è disponibile la mappa di tutti i luoghi, planetari, osservatori, musei, piazze e parchi, per prendere parte a questa osservazione collettiva e a diversi eventi a tema collegati. Un'esperienza possibile grazie soprattutto all'impegno di centinaia di volontari delle associazioni di astrofili che gestiscono i piccoli osservatori di tutto il Paese e che metteranno a disposizione la propria competenza e gli strumenti per guardare il cielo da vicino.

"Occhi su Saturno" è giunta alla sua quarta edizione, nata nel 2012 in occasione dei 300 anni dalla morte dell'astronomo Giovanni Domenico Cassini. L'idea è partita dall'associazione Stellaria, dell'osservatorio di Perinaldo (Imperia) che porta il nome dell'astronomo nato qui nel 1625, la cui fama è dovuta proprio allo studio di Saturno. La prima edizione vide l'adesione di una cinquantina di osservatori e associazioni, con un appoggio logistico fornito dallo Iaps (Istituto di astrofisica e planetologia spaziali).

Con gli anni la partecipazione è aumentata, grazie anche al passaparola sui social network. "Occhi su Saturno" ha trovato il patrocinio anche dell'Inaf (Istituto nazionale di astrofisica), dell'Agenzia spaziale italiana, dell'Unione astrofili italiana e dello European Astrosky Network. Un evento nazionale con migliaia di partecipanti, coordinato dai volontari di Perinaldo attraverso il sito internet e i social network.

Un augurio e un plauso all'iniziativa è arrivato nientemeno che dal Jet propulsion laboratory della Nasa con un videomessaggio inviato da Estelle Deau, ricercatrice che studia gli anelli di Saturno grazie alla missione Cassini-Huygens.

Da Cassini a Cassini. Le osservazioni dei movimenti del pianeta risalgono all'antichità ma è dopo l'invenzione del telescopio che gli astronomi, Galileo e Christiaan Huygens tra i primi, cominciarono a effettuare ipotesi sulla sua natura e fisionomia. A dire il vero lo scienziato pisano non ne comprese molto bene le caratteristiche: ingannato da una visione poco nitida degli anelli, pensò che fosse composto da "tre corpi". L'astronomo olandese, invece, riuscì a osservarli e a comprenderne la natura, oltre a scoprire per primo uno dei suoi satelliti, Titano.

Giovanni Domenico Cassini, astronomo italiano alla corte del Re Sole, ebbe la possibilità (con un telescopio più potente) di osservare e studiare più in dettaglio il pianeta e i suo anelli, dei quali notò la banda scura che li divide e che porta tuttora il suo nome. Descrisse inoltre le fasce colorate parallele all'equatore e osservò altri quattro suoi satelliti. Così come fece Galileo, che dedicò a Cosimo dè Medici i quattro satelliti di Giove da lui scoperti, Cassini li battezzò "sidera lodoicea" in onore del sovrano francese, e ora portano il nome di personaggi mitologici: Giapeto, Rea, Teti e Dione.

E di Cassini porta il nome anche la sonda della missione congiunta di Asi, Esa e Nasa, lanciata nel 1997, in orbita attorno a Saturno da ormai 11 anni e alla quale dobbiamo le immagini più spettacolari riprese all'interno del Sistema solare assieme al suo compagno, il lander Huygens, che è atterrato su Titano scattando le prime immagini dal suolo di un suo satellite.

Il fascino di Saturno sta proprio nella sua varietà. Attorno al gigante composto per il 95% da idrogeno, con venti che possono raggiungere i 1.800 chilometri all'ora e tempeste, come quella che staziona sul polo nord, che durano da decenni, oltre agli anelli che lo hanno reso celebre ai nostri occhi gravitano lune che sono piccoli mondi molto interessanti anche per la ricerca di forme di vita. Titano è infatti l'unico satellite naturale conosciuto che abbia una densa atmosfera, per quanto irrespirabile, e possiede laghi di idrocarburi. Mentre un altro satellite, Encelado, con i suoi geyser, sorgenti idrotermali sotto la sua superficie e la presenza di carbonio organico, secondo studi recenti risulta essere l'unico altro luogo all'interno del Sistema solare (oltre alla Terra) che potrebbe ospitare la vita  così come la conosciamo.

Come osservarlo. Molto meno luminoso di Venere e Giove, dalla Terra Saturno (che dista da noi circa un miliardo e mezzo di chilometri) sembra una stella, ma per osservarne almeno gli anelli e i satelliti più grandi non servono strumentazioni troppo costose. Basta un potente binocolo o piccolo telescopio. La sua magnitudine infatti oscilla tra 0,6 e 1,5, leggermente più luminoso di Sirio, la stella più brillante dell'emisfero settentrionale. Il 20 giugno sorgerà dopo le 18 ma non sarà visibile da subito. Comparirà a sud-est, una volta tramontato il Sole, tra le costellazioni dello Scorpione e della Bilancia, per tramontare dopo le 4 del mattino del 21 giugno.

www.repubblica.it

Astrônomos descobrem galáxia superbrilhante que teria primeira geração de estrelas do universo



Representação artística da galáxia CR7, que poderia conter as estrelas mais antigas do universo Foto: ESO
O GLOBO

RIVERSIDE, EUA - Astrônomos descobriram a galáxia mais brilhante já vista desde os primeiros dias do universo. E há sinais de que ela contém a primeira geração de estrelas. As observações foram realizadas pelo telescópio do Observatório Europeu do Sul (Eso).
As estrelas da chamada População III nunca foram observadas diretamente, e são apenas hipotéticas. Já População I é de estrelas mais jovens, abundantes na vizinhança cósmica e carregadas de elementos pesados — oxigênio, nitrogênio, carbono e ferro, por exemplo. Enquanto que a População II é menos abundantes, mas suas estrelas já foram observadas, e é também composta de elementos pesados. Entretanto, sabe-se que estes elementos não estavam presentes na criação do universo. Na verdade, elas são criadas pelo ciclo de vida das estrelas.

Cientistas há muito tempo teorizam sobre a existência de um terceiro tipo de estrelas — a População III — que não teria estes elementos considerados relativamente novos. Ao observar uma galáxia que de tão distante seria como se ela estivesse há “apenas” 800 milhões de anos do Big Bang, cientistas acreditam terem encontrado sinais da origem das estrelas.

— A descoberta desafia nossas expectativas, pois não esperávamos encontrar uma galáxia tão brilhante — afirma o autor do estudo, David Sobral, do Instituto de Astrofísica e Ciências Especiais. — Ao desvendar a natureza da CR7 peça por peça, entendemos que não apenas encontramos de longe a galáxia mais distante e luminosa, como começamos a perceber que ela tinha características muito próximas do que se espera da População III. 

Aquelas estrelas foram as que formaram os primeiros átomos pesados que permitiram a vida.

Se eles tiveram certos sobre a presença da Pop III na galáxia CR7, que tem mais de 12 bilhões de anos-luz, isto poderia significar que estrelas raras são mais fáceis de detectar do que se pensava. Eles estão analisando dados para confirmar a suspeita.



terça-feira, 16 de junho de 2015

Ritorna Icaro, il più famoso degli asteroidi vicini alla Terra

Ritorna il più famoso degli asteroidi potenzialmente minacciosi, Icaro: è stato il primo di questa famiglia ad essere osservato con il radar e torna a fare 'visita' alla Terra oggi. Alle 17,39 (ora italiana), questo 'sasso' cosmico gigante del diametro di 1,5 chilometri, sarà alla minima distanza di circa 8 milioni di chilometri dal nostro pianeta. Naturalmente la distanza è di tutta sicurezza, ben 21 volte la distanza della Luna, ''ma incontri ravvicinati con questo famoso asteroide sono rari: bisognerà aspettare il 2090 per avere di nuovo un avvicinamento di questo tipo''. sottolinea l'astrofisico Gianluca Masi, responsabile del Virtual Telescope. E' prevista una osservazione in diretta streaming a partire dalle 23,30 di oggi, sul canale Scienza e Tecnica dell'ANSA, in collaborazione con il Virtual Telescope.


Dall'Italia, l'asteroide sarà visibile dopo il tramonto e si muoverà alla velocità relativa alla Terra di circa 30 chilometri al secondo. Ma l'osservazione, rileva l'astrofisico, ''sarà alla portata solo dei telescopi professionali del diametro di circa 40 centimetri, con telescopi più modesti, del diametro di circa 15-20 centimetri, si potrà tentare di fotografarlo, perché i sensori digitali vanno più in profondità della retina umana''. 

Scoperto nel 1949, questo asteroide si chiama così, come l'Icaro della mitologia greca, perché quando si 'avventura' nel sistema solare interno si avvicina al Sole più di Mercurio, il pianeta più interno della nostra famiglia planetaria: arriva a circa 30 milioni di chilometri dalla nostra stella.

L'ultima volta che Icaro si è avvicinato alla Terra, più di quanto farà oggi, è stato nel 1968, quando passò a 6,5 milioni di chilometri. Fu un avvenimento che suscitò molto clamore, spiega Masi, per la prima volta un asteroide venne osservato con il radar e il Massachusetts Institute of Technology mise a punto il progetto Icarus nel quale si studiò un modo per deviare o distruggere un asteroide nel caso in cui potesse entrare in rotta di collisione con la Terra.


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domingo, 14 de junho de 2015

Estudante de 15 anos descobre novo planeta durante estágio em observatório

Da BBC - Quando tinha 15 anos, o britânico Tom Wagg ficou empolgado ao saber que faria um estágio em um observatório. Mal ele sabia que logo no terceiro dia de "trabalho" ele iria descobrir... um planeta novo.
Agora, dois anos depois de sua descoberta, cientistas de várias partes do mundo reuniram dados para provar que o corpo celeste descoberto pelo garoto é mesmo um planeta. E agora, há uma competição para escolher seu nome.
"Eu fiquei superempolgado", diz Tom, sobre sua descoberta.
Ele encontrou o planeta, que está a mil anos-luz, quando estava analisando fotos durante seu estágio no observatório da Universidade Keeke, em Newcastle-under-Lyme, região central da Inglaterra.
O professor da universidade Coel Hellier explicou que Tom estava vendo os arquivos com fotos e informação sobre "candidatos a novos planetas".
Sua tarefa era procurar por pequenos pontos na luz que são gerados com a passagem de um planeta diante de sua estrela.

Caçando planetas

"Era apenas meu terceiro dia quando eu me deparei com um bom candidato, mas eu já tinha olhado mais de mil imagens", conta Tom.
"Parece chato, mas quando você pensa sobre o que está realmente fazendo, é algo muito inacreditável."
O professor Hellier disse que foram necessárias novas observações feitas por supertelescópios do Chile para confirmar a descoberta de Tom.
O planeta descoberto pelo garoto está a mil anos-luz e seu nome oficial deve ser escolhido em breve
Depois disso, o suposto planeta foi estudado por astrônomos da Universidade de Genebra e da de Liede, para confirmar se o tamanho e a massa do corpo celeste realmente correspondiam às de um planeta.
O planeta – que é relativamente grande, do tamanho de Júpiter – está sendo provisoriamente chamado pela sigla WASP-142b, já que é o 142º planeta a ser descoberto pelo grupo de observatórios que leva essa sigla e do qual a Universidade de Keele faz parte.
Mas um concurso está em curso para escolher o nome oficial do planeta.

Il segreto dell'anello 'fantasma' di Saturno

Rappresentazione artistica dell’anello fantasma di Saturno (fonte: NASA/JPL/Space Science Institute)Rappresentazione artistica dell’anello fantasma di Saturno (fonte: NASA/JPL/Space Science Institute)
Scoperto il 'segreto' dell'anello fantasma di Saturno, scoperto sei anni fa e ben visibile solo agli infrarossi: è composto di minuscole particelle di polveri molto rarefatte e distribuite in modo bizzarro. Per la prima volta è descritto nei dettagli grazie alle immagini del telescopio Wise della Nasa.

Il risultato, pubblicato sulla rivista Nature, si deve al gruppo coordinato da Douglas Hamilton, dell'università americana del Maryland. Il super anello è il più esterno degli anelli del pianeta. Dieci volte più grande del più esterno fra gli anelli ‘visibili’ (indicato con la lettera E), ha uno spessore di circa 10 milioni di chilometri e occupa una regione di spazio 500 volte più grande di Saturno. A generare l'anello, secondo gli autori, sono probabilmente le particelle espulse dalla luna Phoebe, che orbita a 13 milioni di chilometri da Saturno. 

Sarebbero i ripetuti impatti di meteoriti e comete su Phoebe, nel corso della sua storia, ad aver nutrito l'anello. Le particelle sono molto piccole e rarefatte, tanto da somigliare a una nube polverosa che circonda il pianeta. In questa nube di particelle, le rocce più grandi, delle dimensioni di un pallone da calcio, sono molto rare. Il gigantesco anello ingloba la luna Giapeto e secondo la ricerca sarebbe il responsabile del volto insolitamente scuro della luna. Come il parabrezza di una automobile, il satellite naturale di Saturno, raccoglierebbe i detriti dell'anello lungo il suo percorso, accumulandoli sulla sua superficie

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Missione Rosetta, il lander Philae si è 'svegliato'

Tweet Esa: Missione Rosetta, il lander Philae si è svegliato
Tweet Esa: Missione Rosetta, il lander Philae si è svegliato
(di Enrica Battifoglia) 

Si è risvegliato il lander Philae e nella notte ha inviato alla sonda Rosetta i primi dati che permetteranno di scoprire i segreti delle comete e di saperne di più sia sull'origine di questi fossili cosmici, sua sulla nascita del Sistema Solare. 

Dalla posizione scomoda nella quale si era ritrovato il 12 novembre scorso, quando la sonda Rosetta lo aveva rilasciato sulla superficie della cometa 67/P Churyumov-Gerasimenko, Philae sta ricevendo adesso luce e calore sufficienti per tornare funzionare.


Il suo atterraggio avventuroso aveva segnato uno dei momenti più emozionanti di questa missione senza precedenti dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa), alla quale l'Italia contribuisce in modo importante dal punto di vista scientifico e industriale. Il 12 novembre Philae aveva sorpreso tutti rimbalzando per tre volte sulla superficie della cometa, per finire in una sorta di crepaccio e in una posizione imprevista, che lasciava esposta alla luce solare solo una piccola parte dei pannelli necessari per alimentare le batterie e portare avanti la seconda fase della sua missione. Così, una volta esaurita l'energia iniziale delle batterie, il 14 novembre il lander si è addormentato, cadendo in uno stato di ibernazione. Da allora non si è ancora saputo se il trapano italiano di Philae sia riuscito a perforare la superficie della cometa. Forse adesso sarà possibile avere la risposta.

Philae si è svegliato soltanto nella notte scorsa, grazie alla temperatura più alta che c'è adesso sulla cometa (meno 36 gradi, contro i meno 45 necessari a Philae per funzionare) e alla maggiore quantità di luce solare. Il suo primo contatto, dopo i ripetuti tentativi di comunicare fatti a partire dal 12 marzo, è durato 85 secondi ed è avvenuto alle 22:28 di ieri. Il lander ha inviato alla Rosetta più di 300 pacchetti di dati, che verranno processati e analizzati dal gruppo internazionale che segue la missione. "Possiamo confermare che l'avventura di Pihlae continua!", ha detto il presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana, Roberto Battiston. "Il risveglio del lander - ha aggiunto - è una notizia straordinaria che, oltre a farci sognare, ci riempie d'orgoglio per l'affidabilità delle tecnologie utilizzate, molte di marca italiana". 

Philae è quindi pronto per affrontare la seconda parte della sua missione, che promette di essere ancora più avvincente della prima per le informazioni che potrà dare su oggetti primitivi come le comete.

E' ottimista il responsabile delle operazioni di Philae per l'agenzia spaziale tedesca Dlr, Stephan Ulamec: ''il lander adesso è pronto per le operazioni ha una temperatura di funzionamento di meno 35 gradi Celsius e ha a disposizione 24 Watt". Da un primo esame è emerso con chiarezza che Philae doveva essersi svegliato da un po', perché in quei pochi secondi ha inviato osservazioni databili ad almeno 1,5 giorni cometari. I pacchetti di dati attesi adesso dal team internazionale sono comunque più di 8,000.

L'Italia ha un ruolo di primo piano nell'intera missione Rosetta, con l'Asim le universita' Parthenope di Napoli e quella di Padova, il Politecnico di Milano, Istituto Nazioniale di Astrofisica (Inaf) e Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr). Importante la partecipazione dell'industria, con le aziende del gruppo Finmeccanica Thales Alenia Space, Telespazio e Selex ES. Sono italiani i due ricercatori alla guida della missione, Paolo Ferri e Andrea Accomazzo


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Robô Philae acorda sobre cometa

Da France Presse - O robô espacial europeu Philae, estacionado na superfície do cometa "Chury" desde novembro do ano passado, despertou no sábado (13) à noite, revelou Jean-Yves Le Gall, presidente do Centro Nacional de Estudos Espaciais (CNES), a agência espacial francesa.
"Recebemos sinais durante dois minutos, bem como quarenta segundos de dados", indicou Le Gall à AFP, confirmando a informação divulgada pela rede RTL.
"Olá Terra! Vocês estão me ouvindo?", tuítou o robô, via Agência Espacial Europeia (ESA).
O despertar de Phiale, robô-laboratório munido de vários instrumentos, ocorreu sábado às 22h28, hora europeia, (17h28 de Brasília), segundo a ESA.
Do tamanho de uma máquina de lavar roupas, o robô Philae estava inativo desde seu histórico pouso em 12 de novembro do ano passado sobre o cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko.
Da Terra, a mais de 450 milhões de quilômetros de distância, os cientistas da Agência Espacial Europeia (ESA) tentavam há mais de um mês "ouvir" um possível sinal de vida a partir de Philae pela sonda Rosetta.
A sonda europeia Rosetta está agora a uma centena de quilômetros do cometa.

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